Sipario Rossooro di Carla Accardi

Rossooro di Carla Accardi fa parte di una originale collezione di sipari realizzati da grandi artisti italiani per il Teatro Obihall di Firenze.

L’idea di commissionare il sipario del Teatro ad artisti contemporanei nacque un po’ casualmente dalle conversazioni dei proprietari del Teatro con il Gallerista Santo Ficara; era da poco stato inaugurato, sulle ceneri del vecchio Teatro Tenda, sulla sponda destra dell’Arno, il Teatro Obihall, uno spazio polifunzionale, moderno ed innovativo nella gestione. L’idea dei sipari ha recuperato una tradizione dei Teatri classici all’italiana trasferendola però in un contesto contemporaneo.

Il primo artista a rispondere all’invito del Teatro fu Aldo Mondino, che nel 2005 realizzò Applausi. A lui seguirono Carla Accardi (2007) con Sipario Rossooro, che sarà visibile nella Stagione 2017-2018 al Teatro Duse, e poi nell’ordine Getulio Alviani (2010), Mimmo Paladino (2012),

Nicola De Maria (2015) e Pino Pinelli (2016). Attualmente sono utilizzati dal Teatro Obihall alternativamente Attori di Mimmo Paladino e Pittura R, 2015 – 101 elementi.I. di Pino Pinelli.

A partire da questa Stagione il Teatro Duse ospiterà, ogni anno, un diverso sipario del Teatro Obihall. Si potrà quindi ammirare nell’arco di pochi anni tutta la collezione dei sipari realizzati dagli artisti fino ad oggi e i nuovi attualmente in fase di realizzazione.


Carla Accardi (Trapani, 9 ottobre 1924 – Roma, 23 febbraio 2014)

Carla Accardi è stata una tra gli artisti più originali dell’arte del secondo dopoguerra in Italia ed è da considerarsi fra i massimi esponenti dell’astrattismo italiano. Dopo aver frequentato l’Accademia di Belle Arti a Palermo, si trasferisce a Roma dove nel 1947, insieme al futuro marito Antonio Sanfilippo e altri amici artisti, fonda il Gruppo Forma 1.

Nel corso degli anni ’50 l’artista sviluppa il suo linguaggio verso una ricerca fondata sulla poetica del segno, propondendo un insieme di segmenti pittorici bianchi su fondi neri, avvicinandosi alle ricerche dei maggiori artisti dell’informale.

Negli anni ‘60 recupera un linguaggio incentrato sul rapporto segno-colore e, usando supporti plastici trasparenti, accentua la natura del quadro come diaframma luminoso, uscendo dalla dimensione del quadro e rapportando l’opera allo spazio.

Partecipa alla Biennale di Venezia nel 1964, che la impone all’attenzione internazionale, e nuovamente nel 1976 e nel 1978. Negli anni ‘80 continua la sua sperimentazione attraverso l’uso di tele grezze e segni cromatici giustapposti con stesure di diverse intensità. Espone alla Biennale di Venezia del 1988 ed è presente nelle principali rassegne storiche dell’arte italiana del nostro secolo in Italia e all’estero. 

Nel 1996 viene nominata membro dell’Accademia di Brera e nel 1997 diviene membro della Commissione per la Biennale di Venezia nel ruolo di consigliere.