TEATRO DUSE
 

 30 Marzo 

18 MILA GIORNI - IL PITONE



  
18 MILA GIORNI - IL PITONE - bilgietteria
  

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Venerd 30 Marzo 2012

    

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Lo spettacolo "18 mila giorni - Il Pitone" parte dal tempo e da una metafora.
Protagonista un uomo di 50 anni che perde il lavoro. Un giorno arriva in ufficio un impiegato più giovane, prima una scrivania piccola accanto alla sua, poi la sua, di scrivania, che viene rimossa. E col lavoro, il protagonista, perde anche tutta la sua vita. Perde il senso delle cose. Se ne sta asserragliato in un appartamento che è diventato una sorta di discarica di cose, ricordi e sentimenti, solo, senza la moglie e il figlio che lo hanno abbandonato.
Riflessioni personali e epocali si intrecciano a sottolineare come in soli 18 mila giorni siano radicalmente mutate le prospettive e le aspettative sociali in Italia. Protagonista Giuseppe Battiston, pluripremiato attore del nostro cinema e del nostro teatro (e dell'anno scorso il Premio UBU come miglior attore italiano, mentre data al luglio 2011 l'assegnazione del Pegaso d'oro - Premio Flaiano proprio per la sua interpretazione di "18 mila giorni - Il Pitone"). Accanto a lui, a fare da contrappunto musicale, il cantautore Gianmaria Testa che ha composto canzoni nuove e inedite apposta per questo spettacolo. La regia è di Alfonso Santagata, uno dei più importanti esponenti del teatro italiano contemporaneo.

Inizio Spettacolo Ore 21,00


  Marzo 

Il tuo evento al Duse



  


Allegati



    

Il Duse è per tradizione il Teatro di Bologna e uno dei più antichi della città. E' possibile avere in esclusiva tutta la sala teatrale o riservarne solo una parte per spettacoli, eventi speciali e convention aziendali. Oppure utilizzare gli spazi annessi (bar, foyer, sale meeting) per attività di comunicazione, promozione e marketing. Una location unica per un ritorno di immagine e di prestigio.
Lo staff del teatro è a disposizione per concordare le soluzioni che meglio si adattano alle vostre esigenze.

Per ulteriori informazioni, scarica la scheda tecnica in allegato


  Marzo 



  


    



 13 Dicembre 

PROVANDO IN NOME DELLA MADRE

di Erri De Luca e Simone Gandolfo
regia Simone Gandolfo



 
Produzioni Fuorivia
PROVANDO IN NOME DELLA MADRE
di Erri De Luca e Simone Gandolfo
con Erri De Luca, Simone Gandolfo e Sara Cianfriglia
musiche di Gianmaria Testa, Danny De Luca, Erri De Luca, Fabrizio De André
disegno luci Andrea Violato
regia Simone Gandolfo

Incluso negli abbonamenti

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DUSEcontemporaneo



Orari Spettacoli

Gioved ore 21



Prezzi biglietti

SETTOREINTERORIDOTTOMINI
PLATEA 18 15 15
1 GALLERIA 18 15 15
2 GALLERIA 15

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ERRI DE LUCA

    

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“In nome della madre” è il titolo di uno dei più fortunati e intensi romanzi di Erri De Luca. Lo spettacolo sarà una messa in scena altrettanto intensa: in una situazione da teatro in prova in scena ci sono l'autore, il regista e l’attrice che è stata scelta per dare un corpo e un volto a Miriam/Maria.

"Eccolo uno spettacolo che ci prende il cuore [...] Tutto a procedere con una stringente emotività. Fino al bellissimo finale riassunto nella frase che racchiude tutto il senso del dramma:"Yeshu, bambino mio, ti presento il mondo." Aggiungiamo che la giovane Sara Cianfriglia è una protagonista di limpida espressività. [...] Pubblico coinvolto e premiato da uno spettacolo che lascia un segno profondo." Domenico Rigotti, L'AVVENIRE
Il romanzo "In nome della madre", scritto da Erri De Luca, diventa spettacolo teatrale. "In nome della madre" è la storia di una donna di Galilea, una ragazza come tante, fidanzata con Giuseppe, falegname, destinata ad una vita di moglie e madre. Ma un giorno succede qualcosa di strano, appare un angelo, e per Miriam/Maria il destino cambia in fretta. Diventa, come dice De Luca, "operaia della divinità" che le mette in grembo un figlio, che è figlio suo ma che è anche il figlio di Dio. Maria diventa donna all'improvviso con l'annuncio dell'angelo, ma la sua resta una storia umana, una storia "di carne". Ed è questa la storia che qui ci racconta.
Lo spettacolo mette in scena una situazione da "teatro in prova" e infatti in scena ci sarà la presenza autorevole dello stesso autore e del regista, Simone Gandolfo, che avranno il compito di trasformare in teatro le parole del romanzo, oltre che dell'attrice che è stata scelta per dare corpo e volto a Miriam/Maria, Sara Cianfriglia. 
Dalla timidezza iniziale, dagli imbarazzi che a tratti possono persino diventare emblematici di visioni diverse del teatro e della difficile arte dell'interpretazione si procederà spediti verso il teatro "vero" e a mano a mano la giovane attrice diventerà davvero Miriam/Maria e non ci sarà più spazio in scena né per l'autore né per il regista.

 
ERRI DE LUCA
Nato a Napoli nel 1950, prima di diventare giornalista, scrittore e traduttore dall'ebraico, ha fatto il muratore e l'operaio. Negli anni Settanta era un dirigente di Lotta Continua e dopo lo scioglimento dell'organizzazione, nel 1977, ha scelto di stare dalla "stessa parte di allora" e diventare operaio.
La passione per i libri e per la scrittura è nata con lui, ragazzino difficile e introverso, leggendo i libri della biblioteca del padre, appassionato della storia dei papi, della II Guerra Mondiale e dei campi di sterminio. L'incontro con l'ebraico antico è stato invece casuale, leggendo la bibbia e trovando dei racconti bellissimi che lo hanno convinto a imparare la lingua, per capirla dall'originale.
De Luca scrive utilizzando la struttura del romanzo breve o racconto lungo. La sua è una lingua semplice e dura, di una semplicità ricercata e letterariamente raggiunta attraverso il sentimento, senza ammiccamenti. Perfetta. "Una lingua tutta scontata nel corpo, in cui i pensieri non sono che gli sforzi dei muscoli facciali e i sentimenti l'intensità del respiro".

 
 
SIMONE GANDOLFO
attore e regista, conosciuto al grande pubblico per l'interpretazione televisiva del campione della storia del ciclismo "Fausto Coppi", da anni si destreggia tra cinema, teatro e tv.
Per citare solo alcuni dei suoi lavori: "Graffio di Tigre" di A. Peyretti, "La baronessa di Carini" di U. Marino, "Texas" di F. Paravidino. "La Tigre e La Neve" di R. Benigni. Collabora per alcuni anni con Alessandro Baricco ed è uno dei protagonisti dei progetti "Omero Iliade" e "City Reeding Projet". Lavora inoltre con Valerio Binasco, Carlo Cecchi, Patrik Rossi Gastaldi ecc. Cura la regia e l'adattamento per il teatro di un romanzo di John Fante "West Of Rome".
Nell'estate del 2008 ha scritto e curato la sua prima regia teatrale per uno spettacolo che ha debutatto in prima assoluta al Festival di Borgio Verezzi: "Rien à signaler", (liberamente ispirato a "marinai perduti" di Jean-Claude Izzo).

 
 
SARA CIANFRIGLIA
Diplomata alla Scuola di recitazione del Teatro Stabile di Genova nel 2003, da allora ha partecipato a moltissime produzioni dello stesso Stabile di Genova. Ricordiamo, in ordine sparso, "L'anima buona di Sezuan" (regia di M. Sciaccaluga), "Sogno di una notte di mezza estate" (regia di A. Battistini) e "La centaura" (regia di L. Ronconi). Ha inoltre lavorato col Teatro della Tosse, col Teatro del Carretto e ha partecipato all'importante spettacolo "The Children of Uranium", progetto e regia di P. Greenaway e Saskja Boddeke. E' la protagonista femminile, insieme a Paolo Graziosi e Sergio Romano di Rien à signaler, regia di Simone Gandolfo

 


dal 9 all´11 Novembre 

CYRANO DE BERGERAC

diEdmond Rostand
regia Alessandro Preziosi



 
Teatro Stabile d'Abruzzo e Khora.Teatro
Cyrano de Bergerac
di Edmond Rostand
traduzione e adattamento Tommaso Mattei
con Alessandro Preziosi (Cyrano)
e con Benjamin Stender (Cristiano), Veronica Visentin (Rossana), Massimo Zordan (De Guiche), Emiliano Masala (Le Bret), Marco Canuto (Regenau-Valvert), Luigi De Pietro (Lignere-cadetto), Francesco Civile (moschettiere-cadetto), Gianni Rossi (cuoco-cadetto), Salvatore Cuomo (moschettiere-cadetto), Sara Borghi (Dama-suora), Natasha Truden (Montefleury, Lisa, suora), Giannina Raspini (ragazzo-suora), Bianca Pugno Vanoni (venditrice- cadetto-suora)
scene Andrea Taddei
costumi Alessandro Lai
luci Valerio Tiberi
musiche Andrea Farri
collaborazione artistica e movimenti scenici Nicolaj Karpov
regia Alessandro Preziosi

Incluso negli abbonamenti

DUSEprosa

DUSEsette Rosso

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Orari Spettacoli

Venerd e sabato ore 21
Domenica ore 16



Prezzi biglietti

SETTOREINTERORIDOTTOMINI
PLATEA 29 26 24,5
1 GALLERIA 24 21,5 20,5
2 GALLERIA 19 17 16

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ALESSANDRO PREZIOSI

    

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Un insolito quanto convincente ed appassionato Alessandro Preziosi veste i panni del famoso cadetto di Guascogna in una messinscena originale e moderna che entusiasma il pubblico.

Cyrano de Bergerac è un dramma di fine ‘800 considerato vera e propria summa delle potenzialità espressive nella sfera dei sentimenti e delle passioni umane.

La celebre commedia in cinque atti, pubblicata nel 1897 dal drammaturgo francese Edmond Rostand (1868-1918) e ispirata alla figura dello scrittore del ‘600 Savinien Cyrano de Bergerac, precursore della letteratura fantascientifica. 

Trionfo di pubblico e di critica già dalla prima rappresentazione, l'opera di Rostand è stata tradotta, adattata e interpretata innumerevoli volte: Cyrano è uno dei personaggi più conosciuti e amati del teatro. La sua geniale temerarietà, la drammaticità della sua fiera esistenza, vissuta pericolosamente all'insegna del non piegarsi mai alla mediocrità e alle convenienze, costi quel che costi, ne fanno un autentico eroe romantico e al contempo un personaggio straordinariamente moderno.

La vicenda racconta di Cyrano de Bergerac, temuto per la sua infallibile spada e per i suoi motti spiritosi e taglienti, afflitto da un naso mostruoso non ha il coraggio di manifestare alla cugina Rossana il suo amore per lei. Rossana ignara dei sentimenti di Cyrano, lo prega di prendere sotto la sua protezione il giovane Cristiano de Neuvillette del quale è innamorata. Dal momento che Cristiano non sa esprimere in belle frasi il suo sentimento, Cyrano gliele suggerisce e fa in modo che Cristiano possa sposare Rossana a dispetto del Conte De Guiche, pretendente della donna. Il Conte adirato, trasferisce subito Cristiano e Cyrano al fronte per combattere: da qui, de Bergerac, a nome di Cristiano, scrive numerose lettere d'appassionata poesia per Rossana mantenendo sempre per sé questo segreto anche quando il giovane muore combattendo. Solo al termine della propria vita, Cyrano, trascorsi molti anni, involontariamente, confesserà all'amata il suo sentimento.

Un grande classico del teatro rivolto ad un vasto pubblico, dedicato ai giovani e che realizza in pieno l'obbiettivo di sintesi di parola e immagine, un'opera del teatro di parola, ma per così dire "lirica" dove la parola sostituisce la musica. La traduzione scelta è quella classica di Mario Giobbe, cruciale in memorabili allestimenti come quello di Gino Cervi del 1953.

In questo allestimento lo scontroso spadaccino, dal mostruoso naso, anche se ogni allusione metaforica pare essere scomparsa, o quantomeno relegata nella fase di costruzione del personaggio, è interpretato da Alessandro Preziosi. Reduce dai successi televisivi e cinematografici, ma soprattutto dal percorso intrapreso con Amleto, Alessandro Preziosi raccoglie la sfida tutta teatrale di mettere in scena lo scrittore e poeta dall'irresistibile e vitale creatività, che ama mettere in ridicolo i suoi nemici con la straordinaria abilità della spada, leggendaria almeno quanto la lingua, tra trovate comiche e i giochi di parole.

Questo allestimento di Cyrano de Bergerac segue l'intento di costruire una commedia tenera e romantica, tutta puntata sul ritmo, che rifugge lo stile monumentale e fastoso, preferendo porre l'accento sul carattere coinvolgente del personaggio di Cyrano, capace di gridare e di piangere con eguale convinzione, senza privare di spessore gli altri personaggi. 

Lo spettacolo, seppur basato su un testo classico, è ricco di elementi innovativi: primo tra tutti la partecipazione dei giovani attori della Link Academy, Accademia Europea d'Arte Drammatica di Roma di cui Alessandro Preziosi è Direttore Artistico che ha deciso di inserire nel cast 9 neo-professionisti, selezionati tra i novelli artisti appena diplomati.

NOTE DI REGIA di Alessandro Preziosi

"Non si combatte solo per vincere. No... è più bello battersi quando la vittoria è incerta!..." Cyrano di Bergerac, Atto V - Scena VI

Attraverso queste battute Rostand suggella la forza eroica e l'affascinante dignità di un personaggio che affronta la morte a testa alta, da guascone, sollevato nello spirito dall'aver finalmente trovato il coraggio di dichiarare il suo amore alla donna amata. Da questo connubio di dignità e incapacità di amare ho cercato di prendere le mosse credendo sin dal principio che il Cyrano de Bergerac sia una commedia sulla "inadeguatezza" e sulla epicità sentimentale delle grandi personalità rispetto al comune sentire dell'amore, dell'amicizia e in genere rispetto alla coerenza con la quale compiere, in un labirinto di scelte, la più giusta per sé e per i propri valori.
Finalmente un personaggio che può agire liberamente per perseguire il suo sogno di essere amato attraverso qualunque mezzo, qualunque sotterfugio: ora facendo perno sulla candida bellezza di Cristiano suggerendo le parole da soffiare al cuore della raffinata Rossana, ora rafforzando il suo amore proprio sulla certezza di non essere contraccambiato, sulla paura di essere respinto come amante, come amico innamorato. In questo solo apparente gioco d'amore, ho fornito a Cyrano una messa in scena che permettesse di muovere come un burattinaio i personaggi e le loro dinamiche fino a darci l'illusione di una storia scritta all'impronta solo per noi pubblico; così nell'adattamento del testo e nella rispettiva traduzione, ho cercato di far coesistere la prosa e la poesia relegando i versi alessandrini ad un gioco lezioso e risolutivo di certe questioni e cercando invece di dare respiro alla travolgente dimensione poetica del testo che va dritta allo spirito e all'anima di una donna per il cui amore si è disposti anche a morire.

 


dal 16 al 18 Novembre 

IL MIRACOLO DI DON CICCILLO

regia Carlo Buccirosso



 
Diana Or.i.s Produzioni
Il Miracolo di Don Ciccillo
di Carlo Buccirosso
con Carlo Buccirosso (Alberto Pisapia)
e con Valentina Stella (Valeria Vitiello), Gianni Parisi (l'avvocato Ernesto Pisapia), Gino Monteleone (Don Ciccillo, il dottor Cinquegrana), Graziella Marina (Tata Titina), Claudiafederica Petrella (l'infermiera Angela), Tilde De Spirito (la Suocera), Davide Marotta (il Piccolo Postino), Sergio D'Auria (Vincenzo), Giordano Bassetti (Matteo)
scene Gilda Cerullo
disegno luci Francesco Adinolfi
costumi Zaira De Vincentiis
musiche Patrizio Trampetti
aiuto regia Martina Parisi
regia Carlo Buccirosso

Incluso negli abbonamenti

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DUSEsette Blu

SEI...SOCIO COOP

DUSEnapoli



Orari Spettacoli

Venerd e sabato ore 21
Domenica ore 16



Prezzi biglietti

SETTOREINTERORIDOTTOMINI
PLATEA 26 23,5 21
1 GALLERIA 22 20 18,5
2 GALLERIA 18 16 15

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CARLO BUCCIROSSO

    

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Un italiano qualsiasi, una famiglia "normale" e la presenza quotidiana di una crisi ormai non solo economica: Carlo Buccirosso esorcizza lo spettro della cartella esattoriale in una commedia irresistibile tutta giocata tra sogno e realtà.

"Il teatro popolare di tradizione è questo, quello che sa arrivare al pubblico, quello che sa raccontare la famiglia, quello che sa fare a meno di pasticci politici e di squallidi rifornimenti ministeriali... questi è il Mio teatro" Carlo Buccirosso

La nuova commedia di e con Carlo Buccirosso. La tradizione popolare napoletana, rinvigorita dalla modernità di un testo drammaturgico magistralmente orchestrato e ricco di un intenso dinamismo ed effervescenti trovate ad effetto, rivive nelle esilaranti vicende di Alberto Pisapia, squattrinato ristoratore in preda ad un devastante esaurimento nervoso causato dallo stillicidio delle cartelle esattoriali che lo tormentano e da una famiglia di bizzarri parenti-serpenti, capitanati da una suocera inflessibile e maligna. Gli interpreti, sapientemente orchestrati da Buccirosso portano in scena personaggi con i quali il pubblico può raffrontarsi ed immedesimarsi calandosi in una commedia che fa però riflettere sulle tragedie e le nevrosi della vita di tutti i giorni.

Alberto Pisapia è un uomo tranquillo dedito ad una vita serena assieme a sua moglie Valeria, cantante degli anni '80, a suo figlio Vincenzo, capocameriere nel loro ristorante di periferia, all'altro suo figlio Matteo, laureato in chimica, e ad una rilassante tata, Titina. La vita di Alberto sarebbe scorsa serena non fosse stato per le losche interferenze di suo fratello Ernesto, avvocato civilista nonché amministratore del ristorante, e per l'integerrima insensibilità di sua suocera Clementina, causa principale del suo esaurimento nervoso galoppante. Un giorno però un postino bussò tre volte per consegnargli tre cartelle esattoriali... da quel giorno la vita di Alberto Pisapia si trasformò nel più atroce degli incubi, dal quale né la candida leggadria della sua infermiera Angela, né l'esperienza del canuto dottor Cinquegrana furono sufficienti a tirarlo fuori! Ad Alberto sarebbe forse bastata sua moglie Valeria, o forse semplicemente un miracolo...


  Novembre 



  


    



 07 Marzo 

LA VEDOVA ALLEGRA



  
LA VEDOVA ALLEGRA - bilgietteria
  


Mercoled 7 Marzo 2012

    

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Grande appuntamento con la "Compagnia Italiana di Operette", realtà teatrale presente sulla scena Italiana da oltre cinquant'anni. L'operetta è l'espressione della borghesia francese ed austriaca di fine ottocento, con i suoi amori, le sue gelosie, i suoi tradimenti, le sue risate.
"La Vedova Allegra" è la regina delle operette, ambientata nell'ambasciata del Pontevedro a Parigi dove il Conte Danilo Danilovich, scapolo d'oro viene coinvolto dal Barone Zeta come candidato per sposare la ricca e bellissima Anna Glavari, vedova per l'appunto di un banchiere di corte. Ma Danilo non vuole saperne, in quanto ebbe con Anna un flirt giovanile da cui lui non riuscì mai a mettersi del tutto il cuore in pace. Una serie di eventi provocati per lo più dal buffo Njegus, insolente e ironico collaboratore del Barone Zeta, porteranno a sviluppi inaspettati.

Inizio Spettacolo Ore 21,00


dal 18 al 20 Novembre 

GOMORRA



  
GOMORRA - bilgietteria
  

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Dal 18 al 20 Novembre 2011

    

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Lo spettacolo è tratto dall'omonimo romanzo di Roberto Saviano. Vincitore di numerosi premi tra il 2007 e il 2008, lo spettacolo teatrale "Gomorra" è nato da un'idea di Mario Gelardi ed Ivan Castiglione prima ancora che il libro arrivasse alle stampe ed è stato scritto dallo stesso Saviano e da Mario Gelardi. Tutto prende il via dal discorso che il giovane giornalista napoletano tenne, nel settembre del 2006, a Casal di Principe, cittadina nota per le pesanti infiltrazioni camorristiche.
In un movimento circolare si rincorrono personaggi e vicende determinando un senso di ricerca perenne. "Gomorra a teatro è come una sventagliata di Kalashnikov - afferma Mario Gelardi - rapida, violenta, che si staglia su un vetro blindato facendo fori più grandi e fori più piccoli. Ma è anche il racconto di una città, di un Paese, che ci appare sempre in bilico, come il cantiere quasi abbandonato in cui lo spettacolo è ambientato". Lo spettacolo, come il libro, racconta due livelli del crimine: quello più istintivo, animalesco, violento, costituito dal braccio armato della camorra e quello imprenditoriale, che non si sporca mai le mani direttamente e che ha interessi in tutto il mondo...


link: http://www.ipocriti.com/spet_view.asp?spet_id=42

 04 Dicembre 

IL PAESE DEI CAMPANELLI



  
IL PAESE DEI CAMPANELLI - bilgietteria
  

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4 Dicembre 2011

    

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"Il Paese dei Campanelli" è un'operetta senza tempo, sia per la sua ambientazione sia per il consenso di pubblico che continua a guadagnare.
In un'immaginaria isoletta olandese esiste il paese dei campanelli, dove sopra ad ogni casa c'è un piccolo campanile che custodisce un campanello. Secondo la leggenda, questi campanelli suonano ogni volta che una donna tradisce il marito, ma ciò non è mai accaduto, perché nel paese regna da tempo la tranquillità. A seminare il disordine arriva una nave di militari, costretta all'attracco da un'avaria. E, com'è facile prevedere, accade l'inevitabile...Il nuovo allestimento firmato da Corrado Abbati nasce dalla volontà di presentare uno spettacolo in una cornice lussuosa con una narrazione snella, ampio respiro ai numerosi quadri musicali, individuando nella storia un percorso nuovo e non scontato, capace di assicurare un buon ritmo alla pièce.


link: http://www.inscena.it/

dal 9 all´11 Dicembre 

GIN GAME



  


Dal 9 all'11 Dicembre 2011

    

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"Gin Game", prima commedia scritta da Donald Coburn, debuttò nel 1976 ottenendo subito uno strepitoso successo. Portato in scena in Italia più di vent'anni fa sempre dalla coppia Valeri - Ferrari per la regia di Gianfranco De Bosio, oggi i due attori tornano ad interpretare i personaggi di Fonzia e Weller, in un nuovo allestimento diretto da Francesco Macedonio. I protagonisti della vicenda, ambientata in una casa di riposo, sono Weller, ricercatore di mercato in pensione, che decide di insegnare il gioco del gin, nel quale da sempre eccelle, a Fonzia, vecchia puritana figlia di un pastore metodista. Per trascorrere le domeniche iniziano a giocare a carte e inizialmente l'uomo è affettuoso e cordiale nei confronti dell'amica. Ma quando la principiante Fonzia comincia subito a vincere, mentre l'espertissimo Weller perde senza tregua, emerge il disappunto dell'uomo, che cresce fino a diventare collera. Il finale ci mostra la dura realtà: due anziani stanchi e sfiduciati che avrebbero potuto essere due buoni amici se non fossero stati troppo impegnati a nascondere la propria infelicità dietro il velo dell'ipocrisia.


dal 16 al 18 Dicembre 

A CHE SERVONO QUESTI QUATTRINI



  


Dal 16 al 18 Dicembre 2011

    

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"A che servono questi quattrini" è una commedia di grande attualità, che ancor oggi diverte e fa riflettere, anche grazie alla comicità ironica ed amara di Luigi De Filippo, considerato ormai fra i più autorevoli rappresentanti del Teatro di grande tradizione napoletana. "A che servono questi quattrini" debuttò nel 1940 al Teatro Quirino di Roma e fu una delle più divertenti commedie che resero celebri i grandi fratelli De Filippo, Eduardo e Peppino. Oggi Luigi De Filippo interpreta il marchese Eduardo Parascandoli, che, diventato serenamente povero, da ricco che era, è un seguace accanito della filosofia stoica. Insegna il disprezzo per i beni materiali a Vincenzino Esposito, il suo più fedele seguace. Eduardo Parascandoli fa credere a tutti, compreso l' ingenuo Vincenzino, che quest' ultimo ha ereditato una cospicua somma di danaro. Il suo scopo però, è dimostrare che i quattrini non servono a nulla, e che basta la fama della ricchezza per procurarsi crediti da tutti. Infatti, attraverso comiche situazioni, ci riesce ed anzi, dimostra che per guadagnare del danaro non occorre né lavorare, né disporre di capitali, ma basta essere furbi.


 25 Febbraio 

MULATU ASTATKE Live



  

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Sabato 25 Febbraio 2012

    

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Il 2009 e 2010 sono sicuramente stati anni d'oro per il maestro etiope Mulatu Astatke. L'album"Inspiration Information" prodotto insieme al collettivo inglese The Heliocentrics, con cui ha conquistato una serie incredibile di nominations, premi e riconoscimenti (tra cui anche quella di Gilles Peterson) ed il prestigioso premio "Best Album" al Trophées Des Arts Afro-Caribéens, massimo riconoscimento nell'ambito della cultura Afro-Caraibica. Musicista instancabile ed entusiasta, ora Mulatu ci presenta il suo nuovo album in studio dal titolo significativo di "Mulatu Steps Ahead". Mulatu Astatké è ormai un maestro che ha trovato finalmente un posto nella storia, accanto a giganti come Duke Ellington e Sun Ra.

Grande musicista (e artista di culto) Mulatu Astatke, è vibrafonista e multistrumentista. Creatore negli anni '60 di quel movimento musicale denominato Ethio-Jazz in cui si fondono tradizione etiope, influenze latinoamericane e improvvisazione jazzistica e da annoverare tra i più importanti musicisti Africani di sempre. Primo Africano nella storia a diplomarsi alla Berklee Music School, Mulatu vanta una carriera prestigiosa, impreziosita dalle collaborazioni che negli anni Settanta ebbe con Duke Ellington, Mongo Santamaria e molti altri. Per anni Mulatu ha vissuto tra Addis e Boston, senza disdegnare qualche incursione europea: un nomadismo che gli ha permesso di sviluppare la sua arte ignorando sia i confini tra i generi che, conseguentemente, quelli geografici. Negli ultimi anni poi il culto si è rinnovato ed a testimonianza di ciò ricordiamo l'omaggio reso dal regista Jim Jarmusch nella colonna sonora del film "Broken Flowers" e pubblicata dalla Decca; la francese "Buda Musique" ha ristampato un intera serie dedicata all'ETHIO JAZZ ed a Mulatu; la Red Bull Music Academy lo ha tributato nel 2008 in una storica serata a Londra; La Strut Records che è riuscita a riportarlo negli studi di registrazione (dopo oltre 20 anni) affiancato dagli Heliocentrics, da cui è scaturito un album magico dal titolo "Inspiration Information" e che è stato grandemenente accolto anche in Italia mettendo d'accordo critica e pubblico, anche i meno avvezzi al genere. Tale disco è anche da molti considerato il disco dell'anno 2009 così come il live. Ora il nuovo album "Mulatu Steps Ahead". I territori sono quelli del tanto caro Ethio Jazz, nella sue sfaccettature più fumose e dilatate. Una sintesi di capacità espressiva e compositiva che non indugia troppo sulla forma ma dà spazio ai contenuti caratterizza il disco dall'inizio alla fine in una metamorfosi continua di stili musicali. L'effetto finale è, come al solito, stordente, dirompente e catartico.Il disco è stato registrato tra Boston e Londra, con il contributo della Either Orchestra, degli Heliocentrics ed altri ospiti special

Inizio Spettacolo Ore 21,00

 



 

PREZZI (comprensivi di prevendita):
platea 34,50 € - I galleria 28,50 € - II galleria 23,00 (non sono previste riduzioni)


link: http://www.ethiojazz.com

 14 Aprile 

MARCO MASINI



  


Sabato 14 Aprile 2012

    

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Marco Masini, già al lavoro al suo prossimo album di inediti, sarà al Teatro Duse di Bologna il 14 aprile 2012, tappa del Niente di Importante Tour 2012.

Nel nuovo tour teatrale che prende il nome dall'omonimo disco "Niente di Importante" prodotto da Joe & Joe, Marco Masini sarà accompagnato, oltre che dal suo fedele pianoforte, anche dalla sua band di cinque musicisti: Massimiliano Agati alla batteria, Cesare Chiodo al basso, Stefano Cerisoli alla chitarra elettrica, Riccardo Cherubini alla chitarra elettrica ed acustica e Antonio Iammarino al pianoforte e tastiere.
 

"Niente di Importante", il nuovo album di Marco Masini uscito il 27 Settembre 2011, a tre anni di distanza da "L'Italia...e altre storie".
12 brani dove si respira una maturità introspettiva e una voglia di raccontarsi senza paure. Un album che, più di altri precedenti, contiene tutta l'essenza umana e artistica di un uomo sempre alla ricerca e in discussione con se stesso che, complice la calda e ruvida voce di Marco Masini, arriva direttamente alle corde dell'anima.

PREZZI (comprensivi di diritti di prevendita):
PLATEA 34,50 €, I GALLERIA 28,50 €, II GALLERIA 23 € (non sono previste riduzioni) 

 


dal 23 al 25 Novembre 

TRAPPOLA PER TOPI

di Agatha Christie
regia Stefano Messina



 
Attori & Tecnici
Trappola per topi
di Agatha Christie
traduzione di Edoardo Erba
con Annalisa Di Nola, Stefano Messina, Carlo Lizzani, Paolo Zuccari, Roberto Della Casa, Claudia Crisafio, Elisa Di Eusanio
scene Alessandro Chiti
costumi Isabella Rizza
luci Emiliano Baldini
musiche Pino Cangialosi
regia Stefano Messina

Incluso negli abbonamenti

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DUSEsette Rosso

DUSEclassico



Orari Spettacoli

Venerd e sabato ore 21
Domenica ore 16



Prezzi biglietti

SETTOREINTERORIDOTTOMINI
PLATEA 26 23,5 21
1 GALLERIA 22 20 18,5
2 GALLERIA 18 16 15

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ATTORI & TECNICI

    

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Una miscela perfetta di suspense, thriller e comicità nel giallo più replicato della storia del teatro: dalla penna raffinata di Agatha Christie la pièce che tiene incollati alla poltrona, fino al sorprendente finale, gli spettatori di tutto il mondo.

"Quando ho letto il copione di Trappola per topi sono rimasto affascinato dalla capacità drammaturgica della scrittrice. E' una miscela perfetta di suspense, thriller e comicità e portarlo in scena è stata una sfida. Ho voluto ricreare il non detto e i giochi di sguardi, di cui è farcito il testo, per ricreare quell'atmosfera un po' retrò e la tensione psicologica che cresce scena dopo scena. Mi sono imposto di non tradire la scrittrice e così ho scelto di non darne una lettura simbolica. Ho preferito il tradizionale al contemporaneo a tutti i costi. Credo, infatti, che per far funzionare questo perfetto congegno sia necessario lasciarsi trasportare dal clima, dal periodo in cui è stato scritto."
Stefano Messina

E così gli spettatori si ritrovano in una vecchia casa inglese, adattata a locanda, e sentono l'odore dei mobili, dei tappeti, del camino, lo scricchiolio delle scale di legno e il cigolio delle porte. Siamo negli anni '50 in pieno clima londinese, quando nella locanda di Castel del Frate, i giovani albergatori Mollie e Giles Ralston affrontano una drammatica avventura assieme a cinque eccentrici clienti. Tutti sembrano avere qualcosa da nascondere, mentre un efferato omicidio compiuto a Londra sembra stranamente collegato con la locanda. Nel frattempo all'isolamento ambientale, dovuto a una bufera di neve, si aggiunge quello acustico. Le linee telefoniche s'interrompono e le strade sono bloccate. Grazie alla sua abilità di sciatore, il sergente Trotter della polizia di Scotland Yard riesce ad arrivare a Castel del Frate. Il poliziotto deve tutelare la loro incolumità e risolvere il mistero, ma il suo arrivo destabilizza tutti. Appare chiaro che tra di loro si cela l'assassino psicopatico che ha già ucciso una donna a Londra e che potrebbe colpire ancora. Ma sotto quale travestimento si maschera il colpevole? Perché l'assassino si trova proprio in quel piccolo albergo, lontano dal mondo? Toccherà al sergente Trotter individuare il misterioso omicida intenzionato a colpire ancora?


Rappresentato per la prima volta il 25 novembre del 1952 nel West End a Londra, Trappola per topi, oltre ad essere un capolavoro della letteratura, è lo spettacolo più replicato della storia del teatro. E' stato rappresentato ininterrottamente per 55 anni a Londra, con numerose repliche in 45 paesi diversi avvalendosi di traduzioni in 24 lingue. Un record difficilmente eguagliabile, merito del genio creativo di Agatha Christie che, quando adattò per il teatro il racconto Tre topolini ciechi, seppe creare un giallo insuperabile in cui ironia e suspence si fondono alla perfezione. La stessa scrittrice, che faticava a spiegarsi un simile successo, definiva così il suo capolavoro: "è il tipo di commedia alla quale si può portare chiunque. Non è proprio un dramma, non è proprio uno spettacolo dell'orrore, non è proprio una commedia brillante, ma ha qualcosa di tutte e tre e così accontenta la gente dai gusti più disparati".


dal 14 al 16 Dicembre 

CANI e GATTI
(MARITO e MOGLIE)

di Eduardo Scarpetta
regia Luigi De Filippo



 
I due della Città del Sole
Cani e Gatti (MARITO E MOGLIE)
Commedia in due parti di Eduardo Scarpetta
Riduzione di Luigi De Filippo
con Luigi De Filippo e la Compagnia di teatro di Luigi De Filippo
regia Luigi De Filippo
Musiche di LUIGI DE FILIPPO

PERSONAGGI ED INTERPRETI:
Sisina, cameriera a Napoli ........ Fabiana Russo
Pasquale .................................... Vincenzo De Luca
Gemma ..................................... Roberta Misticone
Felice ........................................ Riccardo Feola
Alfredo ...................................... Gennaro Di Biase
Don Carlo .................................. Michele Sibilio
Concettina ................................. Feliciana Tufano
Vittorio ...................................... Luca Negroni
Rosaria ...................................... Stefania Aluzzi
Maria ........................................ Stefania Ventura
Don Salvatore ............................ Luigi De Filippo
Maddalena ................................. Marianna Mercurio
Camillo, Paolo Pietrantonio
Giuseppina, cameriera a Sorrento ... Fabiana Russo
Amministratrice di Compagnia: SIMONA DI NARDO
Direttore di scena: GIULIANO GARGIULO
Luci e fonica: SALVATORE LANZUOLO
Sarta di scena: ILARIA CARANNANTE
Scene: FRANCO BUZZANCA
Costumi: SARTORIA FARANI
Distribuzione: STEFANO PIRONTI
Service: FRANCESCO SABATINO
Trasporti: AUTOTRASPORTI CRISCUOLO
Grafica: VALERIO IACOBINI 

Incluso negli abbonamenti

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DUSEsette Blu

SEI...SOCIO COOP

DUSEnapoli



Orari Spettacoli

Venerd e sabato ore 21
Domenica ore 16



Prezzi biglietti

SETTOREINTERORIDOTTOMINI
PLATEA 26 23,5 21
1 GALLERIA 22 20 18,5
2 GALLERIA 18 16 15

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LUIGI DE FILIPPO

    

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Autentica macchina per ridere, Cani e gatti è un classico indiscusso della commedia partenopea.
Sorprendentemente attuale dopo più di un secolo, ritrova protagonista Luigi De Filippo, personalità tra le più autorevoli del teatro napoletano.

In un momento come quello che viviamo, nel quale il matrimonio fra i giovani è in crisi, questa commedia racconta con umorismo ed ironia di un'anziana coppia di coniugi, Don Raffaele e Rosina, costretti, loro malgrado, a fingersi in chiassosa lite per mostrare alla figlia Ninetta, da poco sposata con Ciccillo, quanto sia dannoso e pericoloso litigare in continuazione a causa della sua (di lei) eccessiva gelosia. Tra risse verbali vere o fasulle si inseriscono tutti gli altri personaggi scritti dalla penna del grande Scarpetta.
Un testo di Eduardo Scarpetta del 1901, andato in scena l'ultima volta a Roma al teatro Eliseo nel 1970 in un adattamento di Eduardo de Filippo, che ridusse la commedia da tre a due atti. Film del 1952 con Titina De Filippo a fianco di Umberto Spadaro. Come già fece Eduardo più di quarant'anni fa, Luigi De Filippo è un protagonista di eccezionale misura comica e la sua riduzione, adatta ai gusti contemporanei con tempi comici più serrati, conserva la verve del nonno Scarpetta.
Accanto a Luigi De Filippo la Compagnia di cui è degno capocomico, composta da undici giovani attori che lo affiancano validamente.


dal 28 al 31 Dicembre 

TUTTO SHAKESPEARE
IN 90 MINUTI

di Adam Long, Daniel Singer, Jess Winfield
regia Alessandro Benvenuti



 
Teatro Stabile di Verona e a.Artisti Associati di Gorizia
TUTTO SHAKESPEARE IN 90 MINUTI
di Adam Long, Daniel Singer e Jess Winfield
traduzione Paolo Valerio
adattamento Alessandro Benvenuti
con ZUZZURRO & GASPARE
e con Maurizio Lombardi
ideazione e progetto Paolo Valerio
regia Alessandro Benvenuti
regista assistente e collaborazione all'adattamento Chiara Grazzini
costumi ed oggetti Pamela Aicardi
sartoria Chiara Defant
disegno fondale Francesca Pedrotti, realizzato da Keiko Shiraishi
colonna sonora Antonio Di Pofi
luci Enrico Berardi

Incluso negli abbonamenti

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DUSEsette Rosso

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Orari Spettacoli

Venerd e sabato ore 21
Domenica ore 16



Prezzi biglietti

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CAPODANNO
SETTOREINTERO
1 PLATEA 55
2 PLATEA 50
1 GALLERIA 40
2 GALLERIA 28

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ZUZZURRO & GASPARE con Maurizio Lombardi

    

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Una sfida teatrale ai limiti dell'incredibile: l'opera omnia del bardo, 37 opere in 90 minuti interpretati con stile funambolico e paradossale da Zuzzurro & Gaspare, maestri della risata.

Una sfida teatrale ai limiti dell'incredibile: come condensare l'opera omnia di Shakespeare in 90 minuti? Una geniale compagnia di drammaturghi/attori americani ci è riuscita.

Dopo un interminabile successo a Londra, prima nei teatri off e in seguito per più di 10 anni al Criterion Theatre di Piccadilly Circus e tutt'ora in tour a 30 anni dal debutto, per la prima volta in Italia, lo spettacolo che diverte fino alla lacrime decine di migliaia di spettatori di tutto il mondo.
Lo spettacolo, un autentico cult nella versione inglese, attendeva da tempo un'edizione italiana, ne sono protagonisti Zuzzurro e Gaspare affiancati da Maurizio Lombardi, giovane attore di talento. Di Alessandro Benvenuti e Paolo Valerio la regia.
La produzione è di a.Artisti Associati e del Teatro Stabile di Verona che di The Complete Works of William Shakespeare (Abridged) ha acquisito i diritti per l'Italia. Definito irresistibile dal New York Times, è uno spettacolo, ha scritto il Today Show, "che se ami Shakespeare ti piacerà, e se lo odi ti piacerà lo stesso". Tutte entusiaste le numerose testate che in questi anni l'hanno recensito. "Divertentissimo, vederlo per crederci" (Los Angeles Herald Tribune). "Gradevole all'inverosimile, magistrale!" (Los Angeles Times). Per la Montreal Gazette, "il più divertente spettacolo che può capitare di vedere nel corso della vita".
"Dopo anni dedicati a molte regie del Bardo e dopo aver portato in scena al Teatro Romano La bisbetica domata, Sogno di una notte di mezza estate e Pericle, principe di Tiro che non era mai stato rappresentato al festival veronese, quest'anno - dice Paolo Valerio - sono molto felice di affrontare una nuova sfida teatrale e un nuovo testo che racconta tutto Shakespeare come non l'avete mai visto né sentito. Per quanto riguarda la regia sono orgoglioso di poterla condividere con uno straordinario attore/regista/autore quale Alessandro Benvenuti." (Paolo Valerio)

"Pithier than Python. Irresistible " New York Times
"Gloriously, relaxingly funny." Financial Times
"Shakespeare as it was back in the Bard's day: bawdy, irreverent, sublimely entertaining." Miami Herald
"Wildly funny. Masterful!" Los Angeles Times
"The funniest show you are likely to see in your entire lifetime." Montreal Gazette


dal 4 al 6 Gennaio 

B - THE UNDERWATER
BUBBLE SHOW

ideato da Enrico e Dace Pezzoli



 
Performers Bubble - Enrico e Dace Pezzoli
Brinum -X
B - The Underwater Bubble Show
uno spettacolo di Circo-Teatro
con Artisti del Circo Lettone, Dimitri Bubin, Marco Zoppi, acrobati e ballerini
scene studio Scenografico del Teatro Nazionale Lettone
costumi Elina Palmatniece
make up Marite Gaidele
musiche Valdis Zilveris
ideato da Enrico e Dace Pezzoli
distribuito in esclusiva per l'Italia da Tiven Group S.r.l.

Incluso negli abbonamenti

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Orari Spettacoli

Venerd e sabato ore 21
Domenica ore 16



Prezzi biglietti

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spettacolo di Circo-Teatro

    

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Dopo il trionfo di Slava, un altro evento esclusivo di circo teatro. Un affascinante viaggio nell'universo subacqueo, un tuffo nella magia delle bolle di sapone, per guardare con occhi sognanti al nuovo anno.
Nell'ottobre 2011 la più grande sala espositiva nei Paesi Baltici, la Kipsala Hall a Riga, ha ospitato il debutto di B - The Underwater Bubble Show di fronte a un pubblico di cinquemila persone. Il successo che ha raccolto questo spettacolo lo ha consacrato come evento europeo dell'anno.

Un progetto nato dalla sinergia dei performer ed illusionisti Enrico e Dace Pezzoli, dal bubble artist Marco Zoppi e dalla compagnia lettone di acrobati e ballerini "Circus", attualmente è la più importante ed imponente produzione europea il cui comune denominatore sono le bolle di sapone.
Uno spettacolo ispirato alle atmosfere ed alla poesia teatrale de "Le Cirque du Soleil" e Slava's Snowshow, un bubble show capace di ricreare una dimensione particolare dove tempo e spazio sono dei concetti sconosciuti. B - The Underwater Bubble Show è un'esperienza unica con fantastici personaggi marini che, ammiccando, condurranno il pubblico nella profondità degli abissi in un sogno fantastico.
Per ricreare l'atmosfera sognante e onirica sono utilizzate le migliori tecnologie nel campo degli effetti visivi: laser, macchine teatrali, tornado di bolle di sapone, cannoni per la neve, anelli di fumo, unite alle musiche originali di Vladis Zilvers, compositore e direttore d'orchestra del Teatro Nazionale Lettone. La realizzazione dei costumi è stata affidata alla stilista di moda Elina Palmatniece, designer principale dell'Opera di Riga, con il contributo dell'Accademia di Belle Arti di Riga; lo studio Scenografico del Teatro Nazionale Lettone ha ideato e realizzato le scene e l'artista/pittrice Marite Gaidele che ha creato i make up teatrali degli artisti con la tecnica del bodypainting. 
B - The Underwater Bubble Show è uno degli spettacoli più importanti di teatro visivo degli ultimi anni, un fantastico viaggio nell'universo subacqueo dove il pubblico potrà immergersi senza usare bombole di ossigeno e che lascerà senza fiato.

Enrico e Dace Pezzoli 

Regista e attore professionista italiano si laurea nel 1995 al DAMS di Bologna studia per anni le tecniche della Commedia dell'Arte, del teatro di strada, della Clownerie e del teatro fantastico sotto la guida di registi e attori come Antonio Fava, Eugenio Barba, Anna Bolens, Eugenio Allegri, partecipando attivamente per 8 anni consecutivi ai Festival di Avignone e Aurillac in Francia. Si trasferisce in Lettonia nel 1997 ed inizia a lavorare come freelance, seguendo personalmente la regia di diversi spettacoli; parallelamente svolge l'attività artistica di illusionista, iniziando a lavorare con le bolle di sapone già nel 1996, quando ancora era un'arte poco conosciuta e si specializza in questa tecnica lavorando in oltre 15 paesi del mondo (tra cui Stati Uniti, Giappone, Indonesia, paesi Arabi), insieme alla moglie Dace, artista circense, con cui condivide la carriera artistica e la scena dal 1995. Dal 2003 inizia la sua attività didattica sulla tecnica delle bolle di sapone.
Altro aspetto fondamentale che lo caratterizza è l'uso e la sperimentazione degli effetti speciali nel campo teatrale contribuendo a rendere ancora più spettacolare l'esibizione illusionistica; tra gli eventi più importanti:
• Middle age mystery (Misteri medievali), 1999, Teatro Nazionale Lettone, Riga
• Mary Poppins, 2001, Teatro città di Valmiera
• Il giro del mondo in 80 giorni, 2002, Teatro Nazionale Lettone, Riga
• Casa di bambola, 2004, Teatro Nazionale Lettone, Riga
• Galatea, 2005, LNO Latvian National Opera, Riga
• MOMO, 2007, Teatro Ragazzi, Riga

B - The Underwater Bubble Show rappresenta forse il traguardo di 15 anni di appassionata esperienza teatrale all'interno della quale si è voluto coinvolgere artisti emergenti di grande talento riconosciuti a livello mondiale nelle specifiche discipline come Dimitri Bubin (giocoliere, mimo professionista, vincitore di numerosi premi di Circo tra cui un premio speciale assegnatogli dal Circo di Riga nel 2009), Marco Zoppi (artista e illusionista italiano emergente, ospite di diverse trasmissioni televisive italiane e detentore dal 2010 del Guinness World record ottenuto al Festival di Magia di Saint Vincent nel campo delle bolle di sapone); acrobati e ballerine della riconosciuta scuola di circo lettone.


dal 18 al 20 Gennaio 

RE LEAR

di William Shakespeare
regia Michele Placido e Francesco Manetti



 
Ercole Palmieri e Goldenart Production
Re Lear
di William Shakespeare
con Michele Placido
regia Michele Placido e Francesco Manetti

Incluso negli abbonamenti

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Orari Spettacoli

Venerd e sabato ore 21
Domenica ore 16



Prezzi biglietti

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PLATEA 29 26 24,5
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MICHELE PLACIDO

    

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Una delle più alte espressioni del genio shakespeariano, Re Lear non è solo una tragedia, è un'amara riflessione sulla condizione umana. Una grande prova d'attore per uno dei protagonisti più amati del cinema e del teatro italiano.

NOTE DI REGIA di Michele Placido e Francesco Manetti

Lear non è un testo, Lear è un mondo, è il Mondo, è la distruzione del Mondo, l'Apocalisse e infine la successiva, appena possibile, rinascita.
Al principio del XVII secolo le teorie di Keplero, Galilei, Hobbes, unite alle idee di Giordano Bruno ed altri, stavano prepotentemente rivoluzionando il modo di vedere il mondo da parte dell'uomo. Improvvisamente la Terra diveniva una parte infinitesimale del creato, non più al centro dell'universo, ma una "palla di terra e acqua" vagante nell'infinito. Shakespeare sembra assorbire questo sentimento terrorizzante dell'uomo di fronte al Cosmo, per restituirci quell'immensa metafora della condizione umana che è il Re Lear.
All'inizio del dramma Lear rinuncia al suo ruolo, consegna il suo regno nelle mani delle figlie, si spoglia dell'essere Re, pilastro e centro del mondo, per tornare uomo tra gli uomini. Ma questa scelta viola le regole che organizzano l'universo, così il Mondo va fuor di sesto, e quel che ne segue sono "azioni innaturali che generano tormenti innaturali": figli contro padri, follia, violenza, nel contesto di una natura sconvolta e tutt'altro che benigna. Ma perché tutto questo? Che cosa muove i personaggi? Nonostante nel Re Lear si possano individuare tanti temi quanti sono gli aspetti dell'essere umano, io credo che il motore fondamentale di questa tragedia da fine del mondo, sia l'amore. Lear è una tragedia dell'amore, tutti vogliono amore, tutti pretendono amore, un amore abnorme, che porta distruzione e morte, crea mostri. Lear esige dalle figlie che espongano in parole il loro amore per lui, ma Cordelia, la più piccola, sa che l'amore, il vero amore non ha parole e alla richiesta del padre può rispondere solo: "niente, mio signore". È questo equivoco, questo confondere l'amore con le parole, che, nel momento in cui le altre figlie si mostreranno per quello che sono, farà crollare Lear rendendolo pazzo. Ma tutti i personaggi sono mossi dall'amore: misterioso, tenero, spietato è quello che lega il Matto al suo Re, estremo e disposto ad ogni sacrificio è quello di Edgar per il padre, virile e diretto quello di Kent per il suo signore. Libidinoso quello delle sorelle Reagan e Goneril per il giovane in ascesa Edmund. Ed anche lui, Edmund, il più gelido e calcolatore dei cattivi Shakespeariani, nel momento estremo della sua morte, si consolerà dicendosi "eppure Edmund fu amato", teneramente confondendo amore ed eros.
Ed infine Cordelia, inizio e fine del tutto, incapace di tradurre in parole i propri sentimenti, ma capace di agire, di mettersi a capo di un esercito e correre in aiuto del padre, sarà lei il necessario capro espiatorio, colei che dovrà morire per redimere attraverso il suo amore buoni e cattivi, vivi e morti.
In ultimo ciò che resta è un paesaggio di rovina e morte dalle cui macerie, faticosamente, riemerge Edgar, un ragazzo reso uomo dall'aver attraversato terribili prove, sta a lui costruire il futuro dell'umanità e le sue ultime parole ci ridanno speranza nel genere umano: bisogna dire ciò che sentiamo, non ciò che dobbiamo.

 

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 05 Novembre 

PIANO TWELVE



  
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5 Novembre 2011

    

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Dodici musicisti, sei uomini e sei donne, suonano simultaneamente dodici pianoforti a coda, un evento assolutamente unico con progressioni ritmiche simultanee alternate ed opposte. Le strutture ritmate, i 1056 tasti bianchi e neri dei 12 pianoforti generano un programma avvincente: superfici, linee, intrecci, sequenze di suoni e colori che si sommano e si sottraggono in energica musicale armonia.
Dopo il grande successo ottenuto al loro debutto a Udine, nel settembre 2010, i Piano Twelve, unica formazione italiana con questo tipo di organico, si sono esibiti al Teatro Strehler di Milano in mondovisione per la Cerimonia di apertura dei Mondiali di pallavolo eseguendo, in prima assoluta, la composizione "Ekecheiria" scritta da Valter Sivilotti.
Ad Affiancare i pianoforti in Piano Twelve ci sarà il Coro del Friuli Venezia Giulia, fondato nel 2001, è una delle realtà musicali più significative della Regione Friuli Venezia Giulia con all'attivo decine di produzioni e concerti a livello nazionale ed internazionale.
programma
INNO DI MAMELI (CORO)
A. Vivaldi: L'Estate
P. I. Tchaikowsky: Valzer da "La bella addormentata"
N. R. Korsakov: Il volo del calabrone
L. van Beethoven: Adagio sostenuto "Al chiaro di luna"
W. A. Mozart Marcia alla Turca
M. Ravel: Bolero
D. P. Dorantes: Orobroy
M. Lewis: Honky Tonky Train Blues
E. Van Halen: Jump
G. Bregovich: Kalasnikov
V. Sivilotti: Ekecheiria
A.Borodin: Danze Polovesiane (CORO)
Vangelis: 1492, Conquest of Paradise (CORO)
C. Orff: da Carmina Burana Fortuna Imperatrix mundi (CORO)


link: http://www.corofvg.it/

dal 9 al 13 Novembre 

STOMP



  
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Dal 9 al 13 Novembre 2011

    

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"Brillante e molto divertente: il teatro al massimo della sua seduzione", New York Times
Dopo l'eccezionale successo ottenuto nelle scorse stagioni, arriva STOMP, uno tra i più rivoluzionari ed entusiasmanti eventi spettacolari degli ultimi anni. STOMP va oltre la trama, i personaggi e le parole; mette in scena il suono del nostro tempo, traducendo in una sinfonia intensamente ritmica i rumori della civiltà contemporanea. Con strofinii, battiti e percussioni di ogni tipo, i formidabili ballerini-percussionisti-attori-acrobati di STOMP danno voce ai più "volgari" oggetti della vita quotidiana: bidoni della spazzatura, pneumatici, lavandini, scope, spazzoloni, riciclandoli ad uso della scelta in un ciclone di ironia travolgente. E' un elettrizzante evento rock, un anomalo concerto sinfonico in stile "videoclip": senso rapido del tempo, visualizzazione della musica, vortice ritmico nella scansione delle immagini. E' comunicazione forte, diretta, capace di coinvolgere il pubblico di ogni lingua, cultura, generazione. E' sfida ecologica allo spreco urbano.


Orari Spettacoli: Feriali Ore 21,00 - Domenica Ore 16,00


link: http://www.stomp.co.uk/location/europe/

 16 Novembre 

PURO TANGO



  
PURO TANGO - bilgietteria
  

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16 Novembre 2011

    

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Miguel Angel Zotto, ballerino, coreografo - riconosciuto dalla critica internazionale come uno dei fautori della diffusione del tango nel mondo come danza autentica - dopo le esibizioni al Teatro Ariston di Sanremo per la 61^ edizione del Festival della Canzone Italiana (febbraio 2011), con Belen Rodriguez e la sua prima ballerina Daiana Guspero, e dopo due anni di assenza - dal 2007 - ritorna sui palcoscenici italiani con il suo nuovo spettacolo "Puro Tango". Uno spettacolo scritto e diretto da Miguel Angel Zotto, inscena un ampio racconto a ritroso, un documento sulla storia degli stili di ballo del tango in Argentina, dalla fine dell'Ottocento ai giorni nostri, nato nel pieno della maturità artistica del coreografo argentino e con il quale ha debuttato al Teatro Metropolitan di Buenos Aires, dove è rimasto in scena per 10 settimane consecutive. "Puro Tango" è uno spettacolo completo che descrive la creazione, la storia e l'evoluzione del genere del ballo e della musica del Tango, attraverso l'ausilio di inediti effetti multimediali, proiezioni di filmati d'epoca accuratamente selezionati, girati 25 anni fa dallo stesso Miguel Zotto, insieme a frammenti audio che ricalcano ambientazioni storiche.


link: http://www.tangox2.com/

dal 29 Dicembre all´1 Gennaio 

LA CENA DEI CRETINI



  

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Dal 29 Dicembre 2011 all' 1 Gennaio 2012

    

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Scritta dal francese Francis Veber negli anni ‘90, "La cena dei cretini" è una delle commedie brillanti diventata un cult dopo esser approdata al grande schermo nel 1998 per la regia dello stesso Veber (e recentemente ripresa nella versione americana con il titolo "A cena con un cretino", regia di Jay Roach). "La cena dei cretini" è un'esilarante commedia che coinvolge il pubblico in un turbinio di risate, di fronte alle paradossali situazioni che i protagonisti sono costretti a vivere, loro malgrado. Tutto ruota attorno a un'abitudine consolidata: ogni mercoledì sera un gruppo di amici, ricchi e annoiati, organizza per tradizione la cosiddetta "cena dei cretini", alla quale i partecipanti devono portare un personaggio creduto stupido e riderne sadicamente per tutta la serata. Ma non sempre le cose vanno come ci si aspetta. Una sera il "cretino" di turno riesce, infatti, a ribaltare la situazione passando, per così dire, da vittima a carnefice, in un crescendo di errori, gag e malintesi veramente divertenti.


 08 Gennaio 

CIGNO NERO



  

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8 Gennaio 2012

    

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Dal successo del film al palcoscenico del Teatro Duse di Bologna, il Gran Gala "Cigno Nero" sarà presentato l'8 gennaio 2012 con le stelle di American Ballet Theatre, Balletto di Amburgo, Opéra de Paris e Opera di Roma.

L'uscita cinematografica del film di Darren Aronofsky Black Swan conferisce, sicuramente, una nota aggiuntiva alla indiscussa fama del celebre balletto "Il Lago dei Cigni": l'opera - frutto alla fine del XIX secolo della collaborazione tra il genio di Tchaikovsky e Marius Petipa - che da decenni appassiona spettatori di tutto il mondo.
Pagine di giornali e trasmissioni televisive hanno parlato di questo titolo, partendo dalla fortunata pellicola vincitrice di numerosi premi (Natalie Portman è stata premiata con l'Oscar alla miglior attrice).
Le vantaggiose coincidenze offrono il pretesto per l'organizzazione di un grande evento, presentato da Vittoria Cappelli e da Daniele Cipriani, dedicato alle straordinarie musiche di Tchaikovsky e alle immortali coreografie di Marius Petipa, accompagnate dalle proiezioni artistiche curate da Massimiliano Siccardi.

Irina Dvorovenko e Maxim Beloserkovsky, primi ballerini dell'American Ballet Theatre, saranno i protagonisti assoluti della serata, alla quale parteciperanno grandi artisti della scena internazionale della danza, i primi ballerini del Balletto dell'Opéra di Parigi, Christophe Duquenne e Myriam Ould Braham, e le giovani stelle del Corpo di Ballo del Teatro dell'Opera di Roma, Alessio Rezza, Viviana Melandri, Erika Gaudenzi.

All'interno della serata saranno proposti al pubblico molti estratti de "Il Lago dei Cigni", il celebre pas de quatre, inserito all'interno del divertissement che anima il secondo atto, dove la danza è accompagnata da uno dei movimenti musicali più famosi dello spettacolo e dell'intera produzione di Tchaikovsky.
Successivamente potremmo ammirare il pas de deux del Cigno Bianco, che si pone come suggello dell'amore vincitrice sulle difficoltà, paladino dei sentimenti più puri. Odette, donna di giorno e cigno di notte, danza con il principe Siegfried che, durante una battuta di caccia, è deciso a ucciderla: l'improvvisa trasformazione del cigno in fanciulla lo renderà schiavo innamorato di quella creatura cosi seducente e pura.
Ancora grandi emozioni con alcuni assoli dal virtuosismo acrobatico del Giullare, Alessio Rezza, una delle più divertenti figure del balletto, e con la Danza Spagnola dal ritmo coinvolgente ed incalzante, che fa da prologo a quello che sarà il pas de deux del Cigno Nero: qui la perfida Odile, figlia del mago che tiene prigioniera Odette, incanta il principe Siegfried convincendolo a sposarla, condannando in questo modo la ragazza alla morte.
I due Principal dell'American Ballet, attraverso le morbide linee e i virtuosismi di grande tecnica, ci sorprenderanno per la loro forza e la loro dinamicità prorompente.

Una coppia esclusiva proveniente dal Balletto di Amburgo, Silvia Azzoni e Oleksandr Riabko, interpreteranno due coreografie introspettive e raffinate, frutto della creatività del coreografo John Neumeier. Raro esempio di artista di indiscussa cultura, John Neumeier ha una notevole cifra stilistica che consiste nel trasporre in danza i sentimenti dei suoi personaggi. Gli splendidi danzatori della compagnia tedesca danzeranno La Sirenetta e un estratto dalla terza Sinfonia di Mahler.
Irina Dvorovenko, interpreterà anche il famoso assolo, La morte del cigno, balletto di Mikhail Fokine su musica di Camille Saint-Saëns tratto dal Carnevale degli animali, composto nel 1901 appositamente per Anna Pavlova. Questo assolo ha influenzato le moderne interpretazioni di Odette ne "Il Lago dei Cigni"di Tchaikovsky e ha ispirato varie interpretazioni, anche non fedeli alla trama originale.
Il Gala non sarà unicamente dedicato alla danza classica, anzi al contrario, la volontà è di sottolineare lo stretto rapporto che la danza classica ha con gli altri stili. È cosi che da Tchaikovsky arriviamo a Sergei Rachmaninof, che da Petipa arriviamo a Ben Stevenson il quale presenterà assieme a Myriam Oul Braham e Christophe Duquenne, primi Ballerini dell'Opéra di Parigi, Trois Préludes, balletto emblematico del costante lavoro di studio a cui si sottopongono i ballerini. Un movimento danzante che anima i corpi e seduce lo sguardo dello spettatore, per un connubio perfetto tra musica e danza, in puro stile neoclassico.

Prezzi da 32,00 € + d.p. in platea - 26,00 € + d.p. in prima galleria - 22,00 € + d.p. in seconda galleria (sono previste riduzioni per associazioni convenzionate con il Teatro Duse, scuole e under 26)


dal 13 al 15 Gennaio 

STANNO SUONANDO LA NOSTRA CANZONE



  


Dal 13 al 15 Gennaio 2012

    

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"Stanno Suonando la Nostra Canzone" ha visto la luce a Broadway nel 1979, commedia musicale scritta da Neil Simon. Nel 1980 "sbanca" il West-End londinese. Da Londra all'Italia: nel 1981 "Stanno Suonando la Nostra Canzone" viene rappresentata sui nostri palcoscenici da una "ditta" di grande prestigio: Gigi Proietti (che ne curava anche la regia) e Loretta Goggi; quasi vent'anni dopo Gigi riaffrontava l'avventura come regista, affidando i ruoli a Maria Laura Baccarini e a Gianluca Guidi, in questa nuova edizione regista. "Stanno suonando la nostra canzone" racconta la tempestosa e divertente storia d'amore di Sonia Walsk (Simona Samarelli) e Vernon Ghersh (Giampiero Ingrassia), lei paroliera, lui compositore. Lei passionale, insicura, incapace di rispettare alcune regola ed infrangere quelle altrui, lui geniale, ansioso, in analisi da una vita...


dal 27 al 29 Gennaio 

TANTE BELLE COSE



  


Dal 27 al 29 Gennaio 2012

    

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"Tante Belle Cose" è l'ultimo lavoro di Edoardo Erba, drammaturgo contemporaneo che con delicata ironia affronta i comportamenti della modernità in un testo in grado di generare quella sorta di compassione, da cui può nascere un sorriso di comprensione sulle altrui debolezze. Alessandro D'Alatri, regista cinematografico, molto affascinato da questa capacità del testo di Erba, ha deciso di assumere con entusiasmo la direzione dello spettacolo.
Ci sono persone che non riescono a separarsi dalle cose e accumulano tutto nelle loro case finché gli oggetti non li sommergono. In America si chiamano "hoarder". Orsina, la "hoarder" in questione, che avrà il volto e la spontaneità di Maria Amelia Monti, fa l'infermiera a domicilio, non è cosciente del suo disagio, ma mette a disagio i vicini, che mal sopportano la sua mania di accumulare. Per buttarla fuori i condomini, guidati dalla implacabile Bolasco e dal viscido Eugenio, assumono un amministratore pieno di debiti e ricattabile, Aristide (Gianfelice Imparato). Fra Orsina e Aristide c'è una spontanea simpatia e lui si illude di poterla aiutare a sgombrare tutto. Nella sua missione impossibile è costretto ad entrare nella rutilante, divertente e creativa follia della donna, che è legata ad ogni oggetto, anche il più piccolo, da un ricordo affettivo, da un progetto futuro, da un timore irrazionale di privarsene. In un crescendo comico ed emotivo, i due trovano motivi di scontro e di solidarietà, e arrivano fino alla soglia del sentimento.
Giocato sul doppio piano della commedia e del dramma psicologico, "Tante Belle Cose" è un lavoro fresco, vivo, pulsante di energia e comicità.


 01 Febbraio 

PER NON MORIRE DI MAFIA



  
PER NON MORIRE DI MAFIA - bilgietteria
  


ANNULLATO CAUSA NEVE

    

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Lo spettacolo Per non morire di mafia con Sebastiano Lo Monaco in programma al Teatro Duse il 1° febbraio è stato annullato a causa delle condizioni meteorologiche.
Gli spettatori in possesso del biglietto dello spettacolo  potranno ricevere il rimborso entro e non oltre GIOVEDI’ 9 FEBBRAIO 2012 seguendo le seguenti modalità.

MODALITA' DI RIMBORSO:
- Per i biglietti acquistati presso i punti prevendita dei circuiti Vivaticket il cliente deve rivolgersi presso lo stesso punto prevendita dove ha effettuato l’acquisto
- Per i biglietti acquistati online sul sito <www.vivaticket.it occorre scrivere a  <supporto@charta.it
- Per i biglietti acquistati presso la biglietteria del Teatro Duse occorre riconsegnare il biglietto dello spettacolo presso la cassa del Teatro Duse in Via Cartoleria, 42 dal martedì al sabato dalle 15 alle 19 per ottenere subito il rimborso.
INFORMAZIONI: Tel. 051/23 18 36 - 051/22 66 06

"Per non morire di mafia" è la versione teatrale interpretata da Sebastiano Lo Monaco che affronta gli interrogativi di Pietro Grasso, Procuratore nazionale antimafia, esposti nell'omonimo libro. Se Falcone e Borsellino teorizzarono che per combattere la mafia è necessario conoscerla, il loro "erede", a propria volta impegnato da trent'anni contro la criminalità organizzata, aggiunge che oggi per contrastare la mafia è indispensabile avere la percezione esatta della sua pericolosità. Perciò Pietro Grasso ripercorre le stagioni della guerra alla cupola siciliana in modo schietto, affrontando anche rapporti delicati: i legami tra mafia e politica, gli scontri all'interno della magistratura, le carenze legislative e di mezzi. Infine, Grasso affronta traccia una mappa delle nuove mafie individuando le strade e gli strumenti che ci permetteranno di non morire di mafia, di non sottometterci al suo potere.

Inizio Spettacolo Ore 21,00


dal 10 al 12 Febbraio 

L'APPARENZA INGANNA



  
L'APPARENZA INGANNA - bilgietteria
  


Dal 10 al 12 Febbraio 2012

    

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Confermiamo che le repliche di Sabato 11 febbario ore 21,00 e
Domenica 12 febbraio ore 16,00 si terranno regolarmente.

Tratto dall'omonimo film francese del 2000 "Le placard", "L'apparenza inganna" è la commedia brillante che conclude il ciclo di cinque pièce che hanno come protagonista François Pignon, inventato dal drammaturgo francese Francis Veber nel 1973. 
Dopo i suoi già affermati exploit del "Rompiballe" e della "Cena dei Cretini", ne "L'apparenza inganna Pignon sale un ulteriore gradino aderendo più credibilmente alle trame del reale. Interpretato da Maurizio Micheli, diretto da Tullio Solenghi, compagno nella nuova coppia comica nata con "Italiani si nasce" 
Contabile diligente e uomo mite senza qualità, François Pignon lavora per un'azienda di produzioni derivanti dal caucciù, preservativi in primis. Sfortunatamente, è stato deciso il suo licenziamento, la qual cosa, unitamente al divorzio dalla bella moglie di cui è ancora innamorato e al fatto che il figlio diciassettenne non lo considera minimamente, lo porta a contemplare il suicidio.
Il suo vicino lo ferma in tempo, dando via a una serie di eventi che cambieranno totalmente la sua vita e persino il suo carattere: il primo passo è quello di fingersi gay, in modo da spingere la dirigenza a non procedere al licenziamento per paura di mobilitare la associazioni omosessuali. L'idea per quanto assurda ha successo su tutti i fronti e ribalta completamente le sorti del povero Pignon, in ufficio, nella società e anche nella vita privata, trasformandolo da oscuro contabile a icona del movimento omosessuale, con tutte le esilaranti conseguenze del caso.
Feriali Ore 21,00 - Domenica Ore 16,00


  Febbraio 

DUSElibero



  


    

E’ un abbonamento libero a 6 o 8 ingressi che permette la scelta degli spettacoli e delle date su tutta la stagione teatrale.

E’ possibile scegliere, anche al telefono (051 231836), un massimo di due poltrone per lo stesso spettacolo. Sono escluse le repliche del 24 ottobre, 18 e 27 novembre, 18 dicembre e 31 dicembre e gli eventi non organizzati dal Teatro Duse.

  INTERO  MINI  
6 INGRESSI € 135 € 119
8 INGRESSI € 168 € 149






Acquista Online DUSElibero 6 DUSElibero 8


dal 29 Febbraio al 4 Marzo 

SLAVA's SNOWSHOW



  
SLAVA's SNOWSHOW - bilgietteria
  


Dal 29 Febbraio al 4 Marzo 2012

    

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L'effervescente "SLAVA'S SNOWSHOW" è lo spettacolo creato da SLAVA, il più celebre ed acclamato clown del mondo. La sua fertile inventiva sta alla base di uno spettacolo in continua evoluzione da più di 10 anni, che mette insieme i numeri più famosi e strepitosi ideati da SLAVA, la cui ispirazione creativa ha uno scopo ben preciso: portare il clown teatrale nel 21esimo secolo continuando a incantare le famiglie di tutto il mondo.
Vincitore nel 1997 dell'Olivier Award come miglior spettacolo, "SLAVA'S SNOWSHOW" in dieci anni è stato visto da più di un milione di spettatori in 25 paesi.
Tema centrale è la neve, elemento particolarmente caro all'autore, cresciuto nei rigori della Russia, che diventa motivo di gioia e di stupore, ma anche di tristezza e introspezione, in un gioco di emozionanti e coinvolgenti invenzioni. Uno spettacolo in grado di catturare l'eccitazione infantile e al tempo stesso incarnare la gioia e la malinconia tipiche del clown.
è indicato per i bambini di età superiore agli 8 anni

Orario Spettacoli
Feriali ore 21,00 - Sabato e Domenica doppia replica ore 16,00 e ore 21,00


 10 Marzo 

LIMON DANCE COMPANY



  
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10 Marzo 2012

    

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La Limón Dance Company è tra le più importanti formazioni del mondo della danza moderna e continua a rappresentare l'opera del suo fondatore, José Limón, considerato uno dei padri della modern dance. La tecnica del grande coreografo americano d'origine messicana ha influenzato generazioni di artisti in tutto il mondo e i suoi lavori coreografici sono entrati nella storia, elettrizzando pubblici di ogni dove con la sua danza virile e dinamica.
José Limón ha formato la sua compagnia nel 1946, rendendola nel corso degli anni seguenti un'istituzione riconosciuta ovunque. La Limón Dance Company è un esempio lampante di compagnia d'autore che ha saputo mantenere intatta la forza, la freschezza, l'originalità e il genio del suo fondatore.

Inizio Spettacolo Ore 21,00


dal 16 al 18 Marzo 

MEDEA



  
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Dal 16 al 18 Marzo 2012

    

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"Medea" è la prima donna a mettere in discussione i rapporti tra uomo e donna, evidenziando una situazione di forza, contestando l'esistente, aprendo un contenzioso e lasciando intravedere nuove possibilità. Medea ci riporta - a partire dai tragici greci - alle donne di oggi. Medea è per questo uno dei più estremi e affascinanti personaggi della tragedia classica e moderna in quanto, prima fra tutte, non agisce spinta da un impulso erotico o sentimentale ma per rispondere ad una ingiustizia: "ecco Medea... ecco la sventura di una donna", dice di sé al termine di un lunghissimo e straziante monologo.
Le modalità del suo atto trascendono ogni consuetudine.
In Medea l'azione tragica coincide con la sua stessa rovina poiché, mentre punisce il padre dei suoi figli, colpisce con uguale violenza se stessa: pur riconoscendo l'impatto del suo agire, lo persegue con determinazione e lucida consapevolezza.
Il conflitto per la prima volta in una tragedia non è fuori, ma dentro il personaggio, come risulta dal ruolo decisivo dei monologhi nello sviluppo della struttura drammaturgica.

Inizio Spettacolo Feriali Ore 21,00 - Domenica Ore 16,00


dal 23 al 25 Marzo 

IL FU MATTIA PASCAL



  
IL FU MATTIA PASCAL - bilgietteria
  


Dal 23 al 25 Marzo 2012

    

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Cosa corrisponde a un semplice nome proprio? E' questa la domanda alla quale intende rispondere il protagonista di "Il fu Mattia Pascal", il romanzo più celebre di Pirandello, che così inizia il suo viaggio attraverso i vari modi d'apparire di se stesso a se stesso e agli altri, il viaggio tra gli intrighi di una vita moltiplicata forse all'infinito che ci impedisce tra convenzioni e compromessi di capire chi siamo veramente,
Mattia Pascal è Tato Russo nel doppio ruolo di Mattia Pascal e di Adriano Meis, ma anche gli altri personaggi che concorrono alla sua vicenda si rincorrono nella storia, interpretata così dagli stessi attori in identità e personaggi diversi, quasi a scegliere di non chiarire affatto, nello spettro delle rassomiglianze, la distinzione tra i vari aspetti della realtà.
Mattia e i suoi coinquilini della storia muoiono tutti per rincontrarsi identici nella storia di Adriano Meis e rivivere poi in quella nuova di Pascal.

Inizio Spettacolo Feriali Ore 21,00 - Domenica Ore 16,00


dal 27 al 29 Aprile 

QUESTI FANTASMI



  
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Dal 27 al 29 Aprile 2012

    

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"Questi Fantasmi!" è una delle commedie di Eduardo De Filippo che più ha saputo raccogliere un eccezionale successo di pubblico: la ragione di tale successo va ricercata, probabilmente, nella sua caratteristica principale una commedia comica, ma al tempo stesso amara, qui interpretata dal talento di Carlo Giuffrè.
In un appartamento di un palazzo secentesco vengono ad abitare Pasquale Lojacono e la giovane moglie Maria. All'insaputa di Maria, Pasquale ha un accordo con il proprietario, per cui, in cambio dell'alloggio, dovrà sfatare le dicerie sull'esistenza di fantasmi nella casa. Suggestionato dai racconti del portiere, Pasquale si imbatte in Alfredo, amante della moglie, e lo scambia per un fantasma. Con il suo dirimpettaio, il professor Santanna, silenzioso e invisibile testimone di ciò che accade in casa, intrattiene intanto lunghi monologhi. I regali di Alfredo consentono alla coppia un certo benesssere e Pasquale, sentendosi beneficiato dal fantasma, non si pone troppe domande. Non sopportando più l'equivoca connivenza dimostrata dal marito, Maria decide di fuggire con Alfredo, ma i suoi familiari si recano da Pasquale per denunciare l'adulterio e vengono a loro volta scambiati per fantasmi. Alfredo torna con la moglie e Pasquale, senza donazioni, è in difficoltà: quando reincontra Alfredo, desideroso di riabbracciare Maria, lo riconosce come "fantasma" e gli rivela il suo amore per la moglie e la pena di non poterle assicurare una vita dignitosa. Alfredo, commosso da quelle parole, sta al gioco e regala a Pasquale il denaro desiderato.

Inizio Spettacolo Feriali Ore 21,00 - Domenica Ore 16,00


 24 Aprile 

XAVIER LE ROY



  


Martedì 24 Aprile 2012

    

Esiste l'immagine sociale del danzatore? Come si modifica la percezione reciproca tra danzatore e spettatore? Come si può creare uno spazio comune?
Low Pieces del coreografo francese Xavier Le Roy, vede impegnato uno straordinario team di otto interpreti e autori internazionali. Rifiutando i codici dell'abito e sottraendo il movimento alle abitudini sociali, Le Roy propone allo sguardo dello spettatore una comunità svincolata della sua umanità. Low Pieces non abbraccia alcuno standard. Non si può giudicare in termini di virtuosismo, di dinamiche, di estetiche o di sentimento, e neanche attraverso il binomio Rappresentazione/Riconoscimento. Qui c'è un'altra intelligenza, l'intelligenza delle piante o degli animali, un'intelligenza che non ha bisogno di apparati di traduzione. Restiamo affascinati dai paesaggi coreografici che suggeriscono altre forme dello stare al mondo, ma anche la sensazione di condividere un'esperienza collettiva che non sia esclusivamente propria del teatro. Low Pieces dimostra il potere della performance di aprire alle idee e permettere la conoscenza.

 
ideazione e coreografia Xavier Le Roy
con Salka Ardal Rosengren, Sasa Asentic, Anne Juren, Krõõt Juurak, Luìs Miguel Félix, Jan Ritsema, Christine De Smedt & Xavier le Roy
produzione Le Kwatt - Montpellier
con il supporto di Centre chorégraphique national de Montpellier Languedoc-Roussillon, Festival In-Presentable - Casa Incendida Madrid, Julia Stoschek Collection - Dusseldorf, The Center for Advanced Visual Studies - MIT - Boston, Tanzquartier - Wien, Southbank Centre - London, Hebbel Am Ufer - Berlin, Festival d'Avignon 2011, DRAC Languedoc-Roussillon

 

Xavier Le Roy coreografo, danzatore e micro-biologo francese. Dopo aver studiato biologia molecolare e cellulare a Montpellier si trasferisce prima a Parigi e poi a Berlino, dove lavora come danzatore e coreografo dal 1991. Nel 2010 Le Roy è artista in residenza al MIT Program in Art Culture and Technology (Cambridge, MA). Attraverso i suoi lavori in solo come Self Unfinished (1998) e Product of Circumstances (1999) ha aperto nuove prospettive per la danza, e il suo approccio individuale ha radicalizzato il discorso accademico sul corpo e sull'arte coreografica. Le Roy sviluppa il suo lavoro come un ricercatore, focalizzandosi simultaneamente sulla relazione tra processo e prodotto e sul proprio coinvolgimento nel processo. Ha dato avvio a diversi progetti che mettono in questione le modalità di produzione, di collaborazione e le condizioni del lavoro di gruppo come E.X.T.E.N.S.I.O.N.S. (1999-2000), Project (2003), e 6 Months 1 Location (2008). I lavori più recenti, Le Sacre du Printemps (2007) e Product of Other Circumstances (2009), Low Pieces (2010), esplorano più esplicitamente i diversi modi di relazione tra spettatori e performers. Nel 2012 la Fundació Antoni Tàpies a Barcelona ospita il progetto di due mesi Retrospective by Xavier Le Roy, una mostra concepita come coreografia di azioni e situazioni che indagano varie esperienze su come usiamo, consumiamo e produciamo tempo.

www.xavierleroy.com
 

Luís Miguel Félix, performer portoghese e danzatore, ha collaborato con coreografi come Sidney Leoni, Juan Dominguez e Jan Ritsema, e di recente ha iniziato a sviluppare una propria ricerca progettuale. Nel 2008 ha frequentato il programma educativo ex.e.r.ce al Centre Chorégraphique National de Montpellier, dove ha dato l'avvio al progetto online Wedance.

 
 
Krõõt Juurak, artista trasversale, performer e coreografa estone, ha base a Vienna e Amsterdam. Collabora con la piattaforma EVERYBODYS, con Multiplex Fiction, Chicks on Speed. E' choreographic coach al Fashion department della Elisava Academy Barcelona. Le produzioni più recenti sono Autodomestication, Scripted Smalltalk, Ride the Wave Dude e The Force, the Movie, the Vague con Mårten Spångberg.
www.kr66t.com

 
 
Jan Ritsema, regista olandese, realizza un teatro che innesca strani momenti di incontro tra pensiero e performance. Ha curato regie di Shakespeare, Bernard-Marie Koltès, Elfriede Jelinek, Heiner Müller per piccole e grandi compagnie in Europa. Attivo dal 1978, ha danzato, tra gli altri, in progetti performativi con Jonathan Burrows, Boris Charmatz e Meg Stuart. Nel 2006 ha dato vita a PerformingArtsForum in Francia, residenza alternativa per artisti, gestita da artisti. Recentemente ha messo in scena i progetti collaborativi Oedipous, my foot, Agora- Open Space e Shakespeare's As You Like It, A Body Part.
www.pa-f.net

 

Saša Asentiæ, artista serbo, autodidatta nel campo delle performing arts. E' interessato a riformulare lo stato del 'Io sono' del performer attraverso (re)azioni artistiche/sociali/politiche. Dal 1998 ha avuto esperienze come autore, co-autore e performer in diverse forme e contesti. Ha avviato l'organizzazione artistica Per.Art ed è autore e curatore del programma Art and Inclusion per persone con problemi mentali.

Anne Juren, coreografa, danzatrice e performer francese basata a Vienna. Ha collaborato con Krõõt Juurak, Marianne Baillot, Agata Maszkiewicz e Alix Eynaudi, DD Dorvillier e Annie Dorsen. E' stata artist-in-residence al Tanzquartier Wien e ha ricevuto il sostegno dalle piattaforme IDEE e APAP. Nel 2009 ha lavorato come coreografa al Burgtheater Wien e ha co-curato il festival Quick Change al Tanzquartier di Vienna. La sua ultima produzione, Tableaux Vivants, vede la collaborazione dell'ensemble di musica contemporanea Phace.
 

Christine De Smedt, artista belga. Il suo lavoro si colloca tra la danza, la performance, la coreografia, il coordinamento, l'organizzazione e la cura di progetti artistici. E ' co-fondatrice della compagnia Les Ballets C. de la B., che ha prodotto il suo lavoro dal 1993 ad oggi. Ha collaborato con Meg Stuart/Damaged Goods, Mette Edvardsen, Mårten Spångberg, Xavier Le Roy, Philipp Gehmacher, Vladimir Miller, Myriam Van Imschoot. Dal 2005 crea con Eszter Salamon nvsbl, dance#1 dance#2, e il progetto Transformers. Al momento lavora al solo 4 Choreographic Portraits e cura la residenza per artisti SummerIntensive.
www.lesballetscdela.be

 

Salka Ardal Rosengren, danzatrice, performer e coreografa svedese. Ha iniziato a danzare a Stoccolma per proseguire i suoi studi a Bruxelles a P.A.R.T.S., conclusi nel 2010. Nel 2009 ha ricevuto la borsa di studio DanceWEB. Oltre il duo Trash Talk, è interprete di due progetti di Daniel Linehan, Montage for Three e Zombie Aporia.

INFO:
051.331099  - info@xing.it


link: http://www.liveartsweek.it

dal 25 al 27 Gennaio 

UN ISPETTORE IN CASA BIRLING

di John Boynton Priestley
regia Giancarlo Sepe



 
Bis Tremila
Un ispettore in casa Birling
di John Boynton Priestley
traduzione Giovanni Lombardo Radice
con Paolo Ferrari e Andrea Giordana
e con Orsetta De Rossi, Cristina Spina, Vito Di Bella, Mario Toccafondi, Loredana Gjeci
scene Almodovar
costumi Giovanni Ciacci
musiche Harmonia Team
disegno luci Umile Vainieri
disegno audio Paolo Astolfi
regia Giancarlo Sepe

Incluso negli abbonamenti

DUSEprosa

DUSEsette Rosso

SEI...SOCIO COOP



Orari Spettacoli

Venerd e sabato ore 21
Domenica ore 16



Prezzi biglietti

SETTOREINTERORIDOTTOMINI
PLATEA 26 23,5 21
1 GALLERIA 22 20 18,5
2 GALLERIA 18 16 15

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Video

www.teatrailer.it
  


PAOLO FERRARI e ANDREA GIORDANA

    

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Un classico della scena inglese del '900, rappresentato per la prima volta nell'estate del 1945, Un ispettore in casa Birling, che già nel titolo ammicca alla popolarità del genere poliziesco, è un testo costruito con sapienza magistrale, in cui la trama procede con la tensione e la suspense proprie di un giallo.

In una sera di primavera, in casa del ricco industriale Birling si sta concludendo la cena di fidanzamento della figlia Sheila. L'atmosfera conviviale viene interrotta dall'arrivo dell'ispettore Goole, che annuncia il suicidio di Eva Smith, una giovane ex-dipendente in uno degli stabilimenti Birling, licenziata due anni prima in quanto attivista sindacale. L'ispettore interroga i membri della famiglia, i quali risultano tutti, ciascuno a diverso titolo, coinvolti nella vita di Eva e potenzialmente responsabili dell'atto suicida di lei.

Terminata l'indagine, l'Ispettore se ne va e i Birling cominciano a interrogarsi sull'accaduto. Scoprono che Goole non fa parte della polizia e sono anche assaliti dal dubbio che la ragazza, di cui negli ospedali di zona non risulta traccia, non sia mai esistita. Ma quando tutto sembra ormai avviato a tornare nella consueta, tranquilla routine familiare, all'improvviso squilla il telefono: all'altro capo del filo è la polizia..
 
NOTE DI REGIA di Giancarlo Sepe
In Inghilterra nel 1912, la famiglia Birling festeggia il proprio benessere finanziario e il fidanzamento della figlia Sheila con un giovane industriale. Abiti da sera, cena e vini d'annata. Mentre tutto fila liscio verso la conclusione, bussano alla porta: un ispettore di polizia deve porre delle domande al capo famiglia, Arthur... Un inizio folgorante per una commedia a carattere giallo, piena di suspense. Il poliziotto mette in crisi la serata, la famiglia, gli affari, il fidanzamento e tutto il resto. Sulla storia aleggia la morte violenta di una giovane donna. Ecco una combine che non ha eguali nel teatro del novecento, di cui J. B. Priestley ne è un rappresentante esemplare: thriller e dramma borghese. Le ipocrisie dell'alta società che si mischiano al disagio del ceto meno abbiente, che soccombe. Le colpe che si materializzano e diventano spauracchi agli occhi della famiglia Birling che prova a scaricare le proprie responsabilità. Un interrogatorio poliziesco che dura un'intera notte, non risparmiando niente e nessuno. Una serie di colpi di scena alla Hitchcock che cambia ogni volta il nome dell'assassino, coinvolgendo i protagonisti, presunti ignari e presunti colpevoli, in una sarabanda surreale e velenosa, che non conosce sosta e che ha termine alle prime luci dell'alba.


dall´1 al 3 Febbraio 

SE DEVI DIRE UNA BUGIA DILLA ANCORA PIU GROSSA

una novit in due atti di Ray Cooney
regia Gianluca Guidi



 
ARTU' In coproduzione con Ente Teatro Cronaca
Se devi dire una bugia dilla ancora più grossa
una novità in due atti di Ray Cooney
versione italiana di Luca Barcellona
con Antonio Catania, Gianluca Ramazzotti, Miriam Mesturino
con la partecipazione straordinaria di Raffaele Pisu
con Nini Salerno nel ruolo del Direttore
e con Antonio Pisu, Claudia Ferri, Domenico De Santi, Selene Rosiello
e Licina Lentini nel ruolo di Arabella
scene Alessandro Chiti
costumi Graziella Pera
regia Gianluca Guidi

Incluso negli abbonamenti

DUSEprosa

DUSEsette Blu



Orari Spettacoli

Venerd e sabato ore 21
Domenica ore 16



Prezzi biglietti

SETTOREINTERORIDOTTOMINI
PLATEA 26 23,5 21
1 GALLERIA 22 20 18,5
2 GALLERIA 18 16 15

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ANTONIO CATANIA e GIANLUCA RAMAZZOTTI

    

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Un "piccolo imprevisto" rischia di trasformare in scandalo la scappatella dell'On. De Mitri. Ma mentire è la sua specialità! Una rete di bugie sempre più originali e fantasiose intrappolerà a poco a poco tutte le persone intorno a lui, scatenando situazioni e gag comiche esilaranti.

Dopo lo straordinario successo di Chat a due piazze, Gianluca Ramazzotti torna con Antonio Catania e Miriam Mesturino, ancora una volta supportati dalla irrefrenabile simpatia di Raffaele Pisu e Nini Salerno per la prima versione italiana della nuova esilarante commedia degli equivoci di Ray Cooney. Il testo "Se devi dire una bugia dilla ancora più grossa!" vanta il prestigioso premio Lawrence Olivier come miglior commedia dell'anno a Londra.

Rappresentata in tutto il mondo ma con un enorme successo a Parigi con il titolo di Panique au Plazza e a Madrid come Politicamente Incorrecto, è il seguito di un'altra importante commedia sempre di Ray Cooney Se devi dire una bugia dilla grossa dove i personaggi principali si ritrovano anni dopo nel Palace Hotel ingarbugliati in un'altra vorticosa serie di bugie per nascondere addirittura un cadavere che non vuole proprio saperne di passare inosservato..

Invece di presenziare al Consiglio dei Ministri, l'On. De Mitri, Ministro di Governo, sta per passare la notte, con la sua amante, Ufficio stampa dell'opposizione, all'interno della bellissima suite 648 dell'Hotel Palace. Purtroppo per loro niente andrà come previsto. Un cadavere appare dietro la grande finestra e il personale dell'albergo è troppo impiccione. Venti di panico soffiano sull'Hotel Palace e lo scandalo sta per scoppiare... Fortunatamente l'On. De Mitri può contare sul suo fedele portaborse, Mario Girini, che con tutte le sue forze affronterà le situazioni più incredibili e divertenti mai viste a teatro... per la gioia dello spettatore.


dall´8 al 10 Febbraio 

BUONANOTTE MAMMA

di Marsha Norman
regia Serena Sinigaglia



 
La Contrada - Teatro Stabile di Trieste
Buonanotte mamma
di Marsha Norman
traduzione di Laura Curino
con Ariella Reggio e Marcela Serli
scene Maria Spazzi
regia Serena Sinigaglia

Incluso negli abbonamenti

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DUSEsette Rosso

SEI...SOCIO COOP

DUSEcontemporaneo



Orari Spettacoli

Venerd e sabato ore 21
Domenica ore 16



Prezzi biglietti

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PLATEA 26 23,5 21
1 GALLERIA 22 20 18,5
2 GALLERIA 18 16 15

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ARIELLA REGGIO e MARCELA SERLI

    

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Un dialogo struggente tra una madre ed una figlia, un testo intenso e toccante, con cui si sono misurate grandi interpeti del cinema e del teatro (Kathy Bates e Anne Bancroft, e in Italia Lina Volonghi e Giulia Lazzarini). Grande prova della drammaturga americana Marsha Norman, testo vincitore del Premio Pulitzer nel 1984.
 
Dopo il grande successo di critica e il forte impatto emotivo riscosso nelle ultime due stagioni, ritornano in scena Ariella Reggio e Marcela Serli con Buonanotte mamma di Marsha Norman. Confermando ancora una volta le grandi doti d'interprete e la versatilità di Ariella Reggio e Marcela Serli, il testo della Norman viene oggi riproposto alle platee italiane in una versione fedele all'originale.
Buonanotte mamma è un atto unico con due personaggi in scena: Jessie Cates, una quarantenne divorziata e depressa che vive con la madre vedova, Thelma. La commedia si apre con Jessie che chiede a sua madre dove sia una certa pistola. Trovata l'arma con l'aiuto di Thelma, inizia a pulirla e annuncia molto tranquillamente che alla fine della serata, dopo aver augurato come di consueto la buonanotte a sua madre, si chiuderà a chiave nella stanza e si ucciderà. Questa non è una minaccia o una richiesta di aiuto: è una decisione lucida, ferma e irreversibile.
La decisione di Jessie scatena un'impetuosa lotta fra madre e figlia, dove Thelma usa ogni strategia possibile per dissuadere la donna dal suo intento, sprofondando lentamente nell'angoscia; al contrario Jessie mantiene una calma glaciale, sorvolando sulla disperazione della madre e dandole istruzioni dettagliate su dove sono tutte le cose in casa, come una padrona che istruisce la governante. La madre prova ogni mezzo per dissuaderla, tanto da spingersi a dire la verità alla figlia su tutta una serie di cose che hanno sconvolto la sua esistenza, affrontando i vecchi fantasmi della loro vita. Ma la donna sembra irremovibile...
Questa commedia illustra ogni possibile prospettiva sulla natura che crea "il dramma" in una storia: l'anticipazione della tragedia imminente. In questo specifico caso, nasce dal fatto che tanto Thelma quanto il pubblico apprendono subito le intenzioni suicide di Jessie. E proprio per questo tutti sono proiettati profondamente nel cuore del dramma: alla fine Jessie si ucciderà realmente o Thelma riuscirà a fermarla?
Al debutto nel 1983, ‘night, Mother (titolo originale) sconvolse il pubblico americano per la sua lucida e franca dissertazione sul tema del suicidio. Vincitore del Premio Pulitzer nel 1984, fu portato con successo in scena da Kathy Bates, mentre nella versione cinematografica che ne fu tratta nel 1986 le interpreti furono Sissy Spacek nel ruolo della figlia e Anne Bancroft in quello della madre. Buonanotte mamma vanta anche una prima memorabile edizione italiana già nel 1984, con l'interpretazione di Lina Volonghi e Giulia Lazzarini.
Con Ariella Reggio nel ruolo di Thelma e Marcela Serli nei panni di Jessie, questa nuova edizione di Buonanotte mamma - che si avvale della traduzione di un'autrice e attrice prestigiosa come Laura Curino - è diretta da Serena Sinigaglia, una delle più eclettiche tra le registe emergenti del panorama teatrale italiano. Le scenografie dello spettacolo sono state ideate da Maria Spazzi, mentre i costumi sono di Giada Masi e il disegno luci di Bruno Guastini.

 


dal 15 al 17 Febbraio 

RAIN MAN

regia Saverio Marconi
regia associata Gabriela Eleonori



 
Compagnia della Rancia
tratto dal film vincitore di 4 premi oscar
Rain man
Adattamento per il teatro di DAN GORDON tratto dal film della MGM
Basato sulla sceneggiatura di Ronald BASS - Barry MORROW
Prodotto su licenza speciale di MGM on Stage, Darcie DENKERT e Dean STOLBER
Traduzione e adattamento Michele Renzullo - Saverio Marconi
con Luca Lazzareschi (Raymond Babbit), Luca Bastianello (Charlie Babbit), Valeria Monetti (Susan), Gian Paolo Valentini (Mr. Mooney/Dr. Marston), Irene Valota (Lucy/Cameriera/Iris) e con Beppe Chierici (Dr. Bruener)
scene Gabriele Moreschi
costumi Carla Accoramboni
disegno luci Valerio Tiberi
disegno fonico Enrico Porcelli
regia Saverio Marconi
regia associata Gabriela Eleonori

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Venerd e sabato ore 21
Domenica ore 16



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LUCA LAZZARESCHI e LUCA BASTIANELLO

    

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Il film vincitore di 4 premi Oscar che nel 1988 ha commosso il mondo grazie alle celebri interpretazioni di Tom Cruise e Dustin Hoffman approda ora alla scena. Ottimi interpreti, una scenografia poliedrica e l'intensa colonna sonora originale sono gli ingredienti di questa raffinata trasposizione.


Compagnia della Rancia, ai musical di successo, affianca la prosa, con l'adattamento teatrale di Rain Man, celebre film del 1988 con Tom Cruise e Dustin Hoffman, che all'epoca commosse il mondo intero. Vincitore di 4 premi Oscar (miglior attore protagonista, miglior regia, miglior scenografia e miglior fotografia) e diretto al cinema da Barry Levinson, Rain Man ha debuttato nella versione teatrale il 19 settembre 2008 all'Apollo Theatre di Londra, con un adattamento curato da Dan Gordon; la versione italiana è diretta da Saverio Marconi, con la regia associata di Gabriela Eleonori. 
Per questa avventura, Saverio Marconi si è affidato a interpreti di grande calibro, con alle spalle importanti successi teatrali, cinematografici e televisivi. Raymond - ruolo che valse l'Oscar a Dustin Hoffman - sarà interpretato da Luca Lazzareschi, attore con un ampio repertorio drammaturgico che spazia dai classici ai testi contemporanei, diretto da grandi registi come Gabriele Lavia, Marco Tullio Giordana, Cesare Lievi, Werner Schroeter, Vittorio Gassman e Giorgio Albertazzi. Uno straordinario lavoro attoriale, quello di Lazzareschi, che sottrae intenzioni ed espressioni alla sua interpretazione per restituire la fortezza inespugnabile del mondo interiore di Raymond, rendendo così toccanti anche i quasi 90 "sì" del copione che pronuncia senza colore né significato. 
Al suo fianco - nel ruolo di Charlie, che nel film fu di Tom Cruise - Luca Bastianello, giovane attore di talento già protagonista a teatro e in fiction televisive di successo che unisce una straordinaria somiglianza fisica con Cruise a un'interpretazione dalle diverse sfaccettature, che mostra l'evoluzione del suo personaggio. Valeria Monetti, protagonista di musical come Sette spose per sette fratelli e Robin Hood, sarà l'interprete femminile, nei panni di Susan che nel film furono di Valeria Golino, mentre il personaggio del Dott. Bruener è affidato a un attore di grande esperienza come Beppe Cherici; insieme a loro, nel cast, anche Gian Paolo Valentini e Irene Valota. 
La scenografia - creata da Gabriele Moreschi - è divisa in quadrati, che sottolineano i dettagli, così importanti per la mente degli autistici, che hanno una memoria prodigiosa e attraverso oggetti e proiezioni aprono squarci onirici, entrando nella testa di Raymond e svelando un mondo diverso. 
Questo progetto teatrale vuol essere, per la Compagnia della Rancia, anche uno strumento di sensibilizzazione e informazione sul tema dell'autismo: "Conoscevo attraverso il film la storia toccante di Raymond, ma solo grazie alla preziosa collaborazione scientifica con l'Associazione Autismo Italia e al lavoro sul personaggio ho potuto scoprire questo universo. - dice Saverio Marconi - Sono rimasto profondamente colpito dalle statistiche che indicano 2 soggetti colpiti da autismo su 1000 e mi auguro che lo spettacolo possa puntare l'attenzione sull'unicità e la complessità nelle relazioni con le persone autistiche, non solo durante l'infanzia e l'adolescenza ma soprattutto in età adulta."
Rain Man racconta la storia di Raymond, un uomo affetto da autismo che, dopo la morte del padre, eredita l'immenso patrimonio familiare e di Charlie, fratello minore arrivista e cinico, che, per beneficiare dell'eredità, vorrebbe diventarne il tutore. 
Durante il viaggio che li porta a Los Angeles - iniziato come un tentativo di rapimento - Charlie ha modo di scoprire Raymond ("Rain Man" non è altro che una storpiatura del nome di Raymond da parte di Charlie bambino) e di capire alla fine il valore della diversità: riporterà così il fratello in clinica, rinunciando al denaro e scoprendo il significato dell'amore incondizionato.
Il personaggio di Raymond è ispirato a Kim Peek (morto nel 2009 a 58 anni), colpito sin dalla nascita dalla cosiddetta «sindrome del saggio», un'alterazione neurologica rarissima che si manifesta solo nel 10% delle persone affette da autismo. Lo sceneggiatore Barry Morrow, che lo incontra a un convegno nel 1984, rimane colpito dalle strabilianti capacità di Kim, tra cui quelle di memorizzare l'opera omnia di Shakespeare o i prefissi telefonici di tutti gli Stati Uniti e decide di dedicargli il film. Gli ultimi anni di Kim Peek, attraverso conferenze e incontri, hanno avuto come unico obiettivo l'appello a "imparare a riconoscere e rispettare le differenze negli altri, trattandoli come vorreste essere trattati voi".


dal 22 al 24 Febbraio 

COME TU MI VUOI

di Luigi Pirandello
regia Francesco Zecca



 
Teatro e Società
Come tu mi vuoi
di Luigi Pirandello
libero adattamento di Masolino D'Amico
con Lucrezia Lante Della Rovere, Crescenza Guarnieri, Totò Onnis, Raffaello Lombardo, Arcangelo Iannace, Andrea Gherpelli, Emilia Verginelli
Scene Francesco Ghisu
Costumi Marina Luxardo
regia Francesco Zecca

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LUCREZIA LANTE DELLA ROVERE

    

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Una delle più riuscite opere di Pirandello, scritta per la sua musa Marta Abba e ispirata a un fatto di cronaca degli anni '20, è interpretata da un'appassionante Lucrezia Lante della Rovere.

NOTE DI REGIA di Francesco Zecca
Al centro di questa opera, come in tutte quelle di Pirandello, c'è sempre questa ricerca spasmodica dell'identità.
La ricerca della propria identità è un tema molto legato a questo periodo storico, dove la ricerca non avviene dentro, ma fuori, nel riflesso degli occhi dell'altro. Pian piano si diventa quel riflesso, che ci allontana sempre di più dal proprio sé, si diventa altro da sé, si diventa quello che gli altri hanno deciso: "Non ci sono prove contrarie che tengono quando si vuol credere in quello che si vuol credere".
Così parte questo gioco al massacro da parte della protagonista che è pronta ad essere "Come tu mi vuoi" ma con autenticità, con verità. Raccontare tutto questo con il teatro, dove la verità non esiste ma dove tutto deve essere estremamente autentico, per poter far risuonare lo scricchiolio dell'anima dei personaggi.
La mia lettura si fonda esattamente su questa ricerca delirante dell'autenticità, che per poterla trovare bisognerà perdersi nei tunnel oscuri della memoria. La memoria del sentire e non quella dei fatti, delle prove.
L'Ignota nel suo tentativo di essere "come tu mi vuoi" prova a cercare la propria identità nella logica razionale, ma non trova nulla, perchè non riesce a fingere al suo sentire; così porta al rovesciamento del reale all'irreale facendo cadere tutti nel burrone della follia. Solo tra le pieghe della follia che si riesce a sentire un lontano odore di autenticità. Vivere della propria fantasia e non della propria storia!
 
NOTE AL TESTO di Masolino D' Amico
Scritta per Marta Abba, Come tu mi vuoi è la sola commedia di Pirandello ambientata almeno parzialmente fuori d'Italia - il prim'atto si svolge infatti a Berlino, e nella Berlino degli ultimi anni venti, quella dei cabaret di Grosz e Kurt Weill, dove il drammaturgo soggiornò a lungo. Qui la protagonista, una donna che l'autore chiama l'Ignota, balla e intrattiene i clienti in un locale equivoco, ma in realtà è mantenuta da un ricco e vizioso scrittore che la soffoca con le sue ossessioni. L'occasione per sfuggire a costui e alle ambigue profferte delle giovane figlia di costui, anch'essa innamorata di lei, si presenta all'Ignota quando uno sconosciuto, un italiano, riconosce o crede di riconoscere nella donna la moglie di un suo amico, scomparsa dieci anni prima durante la Grande Guerra, quando le truppe austrogermaniche invasero il paesino friulano dove la coppia abitava, saccheggiando la loro casa...
Ispirata dal caso Canella-Bruneri che furoreggiava al tempo in cui la commedia fu scritta, Come tu mi vuoi ha una struttura molto compatta, composta com'è da questo antefatto torbido e misterioso - l'azione si risolve addirittura con un colpo di rivoltella - e poi da una lunga conclusione, ovvero il secondo e il terz'atto che si svolgono senza soluzione di continuità, alcuni mesi dopo, in una villa friulana. Qui si cerca di stabilire definitivamente l'identità dell'Ignota mediante una sorta di processo familiare non privo di colpi di scena. Secondo il suo solito, Pirandello lascia che le cose si chiariscano gradualmente, tenendo lo spettatore il più possibile all'oscuro di quello che veramente accade e poi da ultimo sorprendendolo con un finale ambiguo, che ribadisce l'impossibilità di raggiungere una verità che valga per tutti. Aderendo alle consuetudini del teatro dei suoi tempi, il drammaturgo previde un coro di comprimari abbastanza ampio - le compagnie erano numerose e bisognava utilizzare tutto l'organico - ma già Hollywood, che si impossessò subito del soggetto e ne trasse un film con alcune delle maggiori star dell'epoca (Greta Garbo, Eric Von Stroheim, Melvyn Douglas) asciugò il copione riducendolo all'essenziale, non molto diversamente da come ha fatto tre o quattro anni fa Hugh Whitemore in una versione inglese che è stata recitata con gran successo nel West End di Londra da una compagnia in cui spiccavano Kristin Scott-Thomas e Bob Hoskins.
Quel film e quell'adattamento, pur alquanto liberi entrambi, hanno dimostrato quanta forza ci sia dentro questo testo soprattutto se lo si sfronda di certe ripetizioni ed esitazioni nate ad uso di un pubblico meno smaliziato e più paziente di quello moderno, e se si eliminano non pochi personaggi molto minori, privi di funzioni essenziali. Così decantato, meglio ancora se recitato senz'altra cesura che quella tra il cupo antefatto nella cupa Berlino dell'Opera da tre soldi e il "processo" nella luminosa villa italiana, il dramma avvince non meno di quelli del Pirandello più inquietante. Questa almeno è stata la meditata convinzione che mi ha guidato nel mio adattamento per otto personaggi soltanto, ciascuno dei quali ha una sua funzione determinante e ciascuno dei quali dà all'attore materia in cui affondare i denti. Niente di fondamentale ovviamente è stato omesso, e il linguaggio così caratteristico di Pirandello è stato rispettato senza alcun tentativo di attualizzazione; ma oso dire che così liberato dagli orpelli, questo linguaggio risulta ancora più incisivo che nel dettato originale. A decidere saranno comunque gli spettatori di questa pièce che non si ha spesso l'occasione di ascoltare.

 


dall´8 al 10 Marzo 

ROMEO E GIULIETTA

di William Shakespeare
regia Giuseppe Marini



 
Società per Attori
Romeo e Giulietta
di William Shakespeare
traduzione di Massimiliano Palmese
con (in ordine alfabetico) Giovanni Anzaldo (Romeo), Fabio Bussotti (Frate Lorenzo), Mauro Conte (Mercuzio), Riccardo Francia (Benvolio/Baldassarre), Fabio Fusco (Principe della Scala/Pietro), Gloria Gulino (Giulietta), Michele Lisi (Paride/Tebaldo), Serena Mattace Raso (Balia), Simone Pieroni (Capuleti), Nicolò Scarparo (Montecchi/Frate Giovanni)
scene Alessandro Chiti
costumi Mariano Tufano
musiche originali Marco Podda
maestro d'armi Francesco Manetti
regia Giuseppe Marini

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La storia degli amanti "nati sotto cattiva stella" rivive ancora una volta sul palcoscenico, in una versione solo apparentemente classica che parla alle nuove generazioni attraverso un cast preparatissimo e una regia che ci fa godere degli splendidi versi shakespeariani.

L'opera di Shakespeare, la più "giovanile" delle sue tragedie è al tempo stesso la più popolare e amata. La vicenda d'amore dei due giovani appartenenti alle famiglie Montecchi e Capuleti, una favola d'Amore e Morte amara, ambigua, visionaria, crudelissima, ambientata a Verona. Romeo e Giulietta è la tragedia di due adolescenti intrappolati che adeguano il loro sentimento alla parola, piuttosto che il contrario, e che si inoltrano e inciampano nelle zone più estreme del discorso amoroso, quelle in cui il desiderio dell'altro convive con un morboso corteggiamento della Morte che, una volta evocata, non si lascerà più risospingere ai margini del racconto.


NOTE DI REGIA di Giuseppe Marini

Posso dire che l‘aspetto visivo dello spettacolo ha un chiaro riferimento alla cinematografia burtoniana... soprattutto nei costumi, che inseguono non filologicamente un vago e favolistico Ottocento vittoriano a cui fa da sfondo e contenitore una scena tutta nero e oro, metafora di una città-cripta, dotata di un secondo livello... un più piccolo palcoscenico tutto per sé, o luogo della meraviglia e dell'incanto o, ancora, lirico (o macabro) teatrino dell'Amore da dove i tragici protagonisti potranno "recitare" a se stessi e per se stessi quel copione di cui credono di essere gli autori.
Con Romeo e Giulietta, Shakespeare porta in scena la più alta e suprema indagine poetica sulla vera natura dell'Amore e, insieme, una profonda meditazione sulle insidie del linguaggio, incapace di contenere e rappresentare il Reale, quindi, in ultima analisi, sulla propria Arte.
Un amore che muore della propria irriducibilità, del proprio "troppo". Un amore "nato sotto cattiva stella" che, al suo primo apparire, incontra e copula con l'ombra della morte, perché soltanto la morte e la tragedia (per due adolescenti che adeguano il loro sentimento a un codice iperletterario - il Libro - in cui rovinosamente inciampano) attendono e ispirano una passione talmente pura e assoluta da non sospettare neppure la possibilità del calcolo, del compromesso, della convenienza.
La morte, dunque, è presente e operosa in questa prima vera tragedia di Shakespeare e rivela sin da subito quale è l'oggetto preferito del suo assalto: i giovani, fiori prematuramente recisi nel loro desiderio erotico più intenso, nel pieno del loro tumulto ormonale, nel più dilagante trionfo di vita, di passione, di sensi.
Nella "bella" Verona del Prologo, una città-tomba dilaniata da risse, duelli, da un odio violento di cui non si conoscono neanche più le ragioni d'origine, ma che ferve di vita, di movimento, di banchetti, di feste, di balli, di maschere... di Teatro, non c'è spazio per i giovani e per l'Amore.
Romeo e Giulietta potranno finalmente stare insieme, ma soltanto in una cripta, in una sorta di macabro legame eterno, raggelato e "premiato" dalle insulse statue d'oro che la dabbenaggine mercificante del Potere e degli Adulti erigerà a loro ricordo.

 


dal 12 al 14 Aprile 

RUMORI FUORI SCENA

di Michael Frayn
regia Attilio Corsini



 
Attori & Tecnici
Rumori fuori scena
di Michael Frayn
traduzione Filippo Ottoni
con Viviana Toniolo, Annalisa Di Nola, Stefano Messina, Carlo Lizzani, Roberto Della Casa, Andrea Lolli, Elisa Di Eusanio, Claudia Crisafio
scene Bruno Garofalo
musiche Arturo Annecchino
regia Attilio Corsini

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VIVIANA TONIOLO

    

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... quando il "dietro le quinte" è ancora più divertente della farsa stessa! Il capolavoro comico di Michael Frayn è un collaudato successo della compagnia Attori & Tecnici, che lo rappresenta da ormai quasi 30 anni. Imperdibile.

Chi l'ha detto che il genio sia sempre serio e tormentato? La genialità può assumere inaspettatamente l'effetto di una gragnuola di risate, di un susseguirsi di folli equivoci e di gag pirotecniche. Rumori fuori scena è tutto questo.

È raro riuscire oggi a trovare una commedia non volgare, non scontata, non demenziale che riesca a far divertire. Ancora più raro è che una commedia del genere possa aver successo da più di 20 anni. Rumori fuori scena è un piccolo gioiello, un meccanismo ad alta precisione in cui ogni elemento funziona in maniera perfetta, è una delle più interessanti operazioni di teatro nel teatro. La vicenda è incentrata sulle vicissitudini di una scalcinata compagnia di attori alle prese con una commedia degli errori farcita di sardine e porte che si aprono e chiudono. Nel mettere in ridicolo i tradizionali meccanismi della commedia classica (dallo scambio di ruoli all'agnizione finale), l'autore agisce con semplicità e grande carica ironica, senza stravolgere i canoni, ma contribuendo ad incrinarne la già fragile consistenza. Il testo è diviso in tre atti: nel primo assistiamo alle prove generali dello spettacolo, silenziosi invitati nascosti fra le poltrone del teatro; nel secondo assistiamo da dietro le quinte alle caotiche vicende della compagnia; nel terzo siamo finalmente spettatori di una drammatica rappresentazione.

NOTE DI REGIA
Le note di regia sono andate smarrite nel corso degli anni ed è un vero peccato perché erano illuminanti per la giusta comprensione dello spettacolo. Questa carenza ha fatto sì che molti spettatori lo abbiamo visto anche dieci volte e questo ci ha permesso tanti anni di repliche e tanti spettatori.
Da allora non è cambiata nemmeno una virgola dello spettacolo. L'unico mutamento che si potrebbe notare, rispetto al debutto al Teatro Flaiano, la sera del 4 dicembre 1983, è il mutamento fisico del gruppo storico, degli attori che lo recitano da quel giorno. Ma potrebbero notarlo solo gli spettatori che erano presenti quella sera, anche se faranno finta di niente perché gli si ritorcerebbe contro.

 


 29 Gennaio 

AMARCORD

balletto in due atti di Luciano Cannito

con SABRINA BRAZZO
prima ballerina della Scala di Milano



 
DANIELE CIPRIANI ENTERTAINMENT
presenta
AMARCORD
DANZITALIA
Italian Touring Dance Company
Con Sabrina Brazzo, Prima Ballerina del Teatro alla Scala di Milano e Nicolò Noto
musiche Nino Rota e Marco Schiavoni, Alfred Schnittke, Glenn Miller, canzoni popolari degli Anni Trenta
Scenografie Carlo Centolavigna
Costumi Roberta Guidi di Bagno 
coreografia e regia Luciano Cannito

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Marted ore 21



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Balletto in due atti che Luciano Cannito riallestisce in occasione del 40° anniversario del film premio Oscar e del 20° anniversario della scomparsa di Federico Fellini. Divertente e melanconico affresco in danza dell’Italia fra le due guerre.

In occasione del 40° anniversario di Amarcord e del 20° anniversario della scomparsa di Federico Fellini va in scena il balletto di Luciano Cannito in due atti liberamente ispirato al film in cui Fellini ricorda e reinventa la sua vita di ragazzo nella Rimini della prima metà degli anni Trenta.
È un divertente e melanconico affresco dell'Italia fra le due guerre, dove il Fascismo e la Chiesa esercitano il loro potere, influenzando la cultura ed il costume.
La storia di Titta, alter-ego del Fellini adolescente, e della sua famiglia si inserisce armoniosamente in una galleria di piccoli ritratti (Gradisca, Volpina, la tabaccaia) e di aneddoti legati ad un filo comune che li rende interdipendenti e dove affiora sempre la spensieratezza e la voglia di vivere propria degli Italiani dell'epoca. Un viaggio in danza nell'Italia piccola, semplice e di provincia rivive sulla scena.
Lo spettacolo, che ha debuttato nel 1995 al Teatro San Carlo di Napoli, ha riscosso grandi successi al Teatro alla Scala di Milano, al Metropolitan di New York e all'Orange County di Los Angeles.

"Cannito -scrive Mario Pasi, critico del Corriere della Sera- guarda dentro di sé e osserva gli altri al tempo stesso, da fuori, così può renderci le idee dei lussi irraggiungibili, il mitico Grand Hotel e il salone viaggiante del Rex. Ma poi è la terra, con i suoi spiriti, a prendere il sopravvento, perché le favole sono finite, perché anche i più ambiziosi si accontentano di poco. Perfino Gradisca, femmina esemplare, accetta un giovane povero che fa il carabiniere... così si esorcizzano le tragedie, ma senza dimenticarle: si ride dell'olio di ricino somministrato dai fascisti, ma non si dimentica, si fa dell'ironia sui nazisti maiali, ma non si dimentica. Vino, donne e canto potremmo dire a tempesta passata. Il presente si abbraccia e poi non è così male".


 22 Marzo 

GLI UOMINI VENGONO DA MARTE, LE DONNE DA VENERE

di John Gray



 
Studio P3
Paolo Migone in
Gli uomini vengono da Marte, le donne da Venere
dal best sellers di John Gray
messa in scena di Paul Dewandre

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PAOLO MIGONE

    

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Best seller di John Gray e ora sul palcoscenico interpretato dal professor Paolo Migone che con la sua lucida comicità svelerà tutti i segreti e i meccanismi oscuri del difficile, e all’apparenza incompatibile, rapporto tra uomo e donna.

Lo spettacolo è tratto dal libro più conosciuto dello psicologo americano John Gray che ha venduto oltre 50 milioni di copie e tradotto in quaranta lingue. Un best seller che ha la caratteristica di svelare con ironia le relazioni tra uomo e donna e i meccanismi che le regolano.
Una cosa è certa, gli uomini e le donne vivono su due pianeti diversi e tutti si sono già scontrati e irritati per i comportamenti incomprensibili dell'altro sesso. Le ragioni? Si pensa troppo spesso che l'altro funzioni come noi, dimenticando che è fondamentalmente diverso.
Ad esempio: l'uomo è sequenziale. Quando cuoce la pasta, spesso attende dinanzi alla pentola fino a quando l'acqua bolle senza fare nient'altro. La donna, invece è multifunzionale, farà dieci cose allo stesso tempo, con il rischio di lasciare che l'acqua evapori. 
La donna ha necessità di sentirsi dire "ti amo" regolarmente. Gli uomini, si chiedono il motivo, perché l'hanno già detto anni prima e sono ancora lì al loro fianco. È in questi ambiti che interviene "Il professor Paolo Migone".
L'originalità dello spettacolo sta proprio nel mettere a nudo le principali differenze tra uomo e donna prendendo spunto dalle situazioni più comuni e dai piccoli scontri quotidiani fino a comprendere come queste differenze possano diventare fonte di complicità e non di conflitto.


 28 Febbraio 

BEN HUR
UNA STORIA DI ORDINARIA PERIFERIA

di Gianni Clementi
regia Nicola Pistoia



 
Neraonda
Paolo Triestino, Nicola Pistoia e Elisabetta De Vito in
Ben Hur una storia di ordinaria periferia
di Gianni Clementi
scene Francesco Montanaro
costumi Isabella Rizza
disegno luci Marco Laudando
regia Nicola Pistoia

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Orari Spettacoli

Gioved ore 21



Prezzi biglietti

Prezzo Unico 10 Euro

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Un modo nuovo e brillante di affrontare il tema dell’immigrazione e del razzismo. Gianni Clementi presenta temi di attualità con grande semplicità suscitando momenti di profonda riflessione, ma anche di grande ilarità.

L'analogia con il celeberrimo kolossal cinematografico è solo nel titolo e nel soprannome del personaggio centrale Sergio, uno stuntman caduto in disgrazia dopo uno straordinario avvio di carriera con Spielberg nel film "Salvate il soldato Ryan".
Sergio si ritrova infortunato e in attesa di risarcimento e per sbarcare il lunario posa, vestito da centurione, per i turisti davanti al Colosseo. Vive con la sorella Maria, disoccupata e costretta a lavorare per una chat erotica. A rompere il menage quotidiano tra i due fratelli si inserisce Milan, un ingegnere bielorusso immigrato di recente in Italia. Per mandare soldi alla sua famiglia, Milan è disposto a fare di tutto, anche a sostituire Sergio nel ruolo di centurione.
È da questa curiosa situazione che scaturisce una commedia ironica giocata sui retroscena dei due moderni centurioni romani e sostenuta dalle battute piene di ritmo e dai perfetti tempi comici dei bravissimi interpreti.
Una magnifica commedia romanesca che diverte ed emoziona e che affronta con brillante delicatezza temi attuali come il razzismo, l'immigrazione, l'integrazione.
Ma alla fine "Ben Hur" saprà far riflettere lasciando un retrogusto agrodolce negli spettatori per la straordinaria abilità dell'autore Gianni Clementi nel trattare temi di attualità in modo delicato e lontano dagli stereotipi più scontati, pur suscitando nel pubblico grande ilarità.
Nicola Pistoia firma la regia dello spettacolo e torna in coppia con Paolo Triestino confermando il successo ottenuto con "Muratori" di Edoardo Erba e "Grisù, Giuseppe e Maria" dello stesso Clementi che ha scritto questa nuova pièce appositamente per loro.


 02 Dicembre 

BULLI e PUPE

regia Corrado Abbati



 
Inscena
Compagnia Corrado Abbati
Bulli e Pupe
libretto Abe Burrows
musiche Frank Loesser
regia Corrado Abbati

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Orari Spettacoli

Domenica ore 16



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COMPAGNIA CORRADO ABBATI

    

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Bulli e Pupe è il celebre musical di Broadway che ha vinto 5 Tony Awards e ha raggiunto il successo mondiale grazie al film del 1955 di Joseph Mankiewicz con Marlon Brando e Frank Sinatra.

 
Spettacolo brillante e ricco di humor, è un musical perfettamente composto in cui vi si ritrova lo spirito dei grandi successi di Broadway: numerosi cambi di scena, dalla suggestiva Times Square alle calde notti nei bar di Cuba, dalle velate atmosfere dei night club alla moralità dell'Esercito della Salvezza, una colonna sonora ricca e vivace in un crescendo dove il ritmo dello spettacolo si fa sempre più travolgente.
Elegante e spensierato, Bulli e Pupe ricrea il mondo delle scommesse e dei piccoli boss di quartiere di New York, con personaggi pittoreschi diventati leggende. Sky Masterson e Nathan Detroit, giovani canaglie sempre alle prese con una scommessa e indaffarati con il gioco d'azzardo, si impegnano nel far capitolare Sarah Brown, ragazza appartenente all'Esercito della Salvezza. Però tutto rischia di diventare qualcosa di più di un gioco... 
Un grande spettacolo che vedrà in scena oltre 20 artisti, coloratissimi costumi, balletti mozzafiato e scene d'effetto per un musical che ha il pregio di essere comico e romantico al tempo stesso.

 


dal 6 al 7 Aprile 

CALDE LE PERE
BOLOGNA DEL SESSO, DEI DELITTI E DEI CASINI

Vietato ai minori di 16 anni



 
Associazione Ponte della Bionda
Giorgio Comaschi in
Calde le pere
Bologna del sesso, dei delitti e dei casini (vietato a minori di 16 anni)
Un progetto di Giorgio Comaschi

Con la partecipazione di Marta Mondelli 

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Orari Spettacoli

Sabato ore 21
Domenica ore 16



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GIORGIO COMASCHI

    

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Bologna libertina, Bologna di notte, Bologna col suo fascino dentro e fuori da un letto. Sullo sfondo immagini d’archivio che rievocheranno in tutti ricordi della Bologna del sesso dagli anni ‘20 agli anni '50

Via delle Oche, via Bertiera, via dell`Orso sono i percorsi in cui si muovono le maitresse e i loro clienti, su cui affacciano le case chiuse, le storie di miseria e di prostituzione e altri curiosi personaggi, il mondo in cui è cresciuta una città da sempre abbinata, nell'immaginario collettivo al proibito, al sesso, alle donne. Bologna libertina, Bologna di notte, Bologna col suo fascino dentro e fuori da un letto. La Bologna del sesso dagli anni ‘20 agli anni '50.
Giorgio Comaschi fa rivivere quella città attraverso un racconto giornalistico ma teatrale, sottolineato da canzoni e musiche dal fascino retrò. Sullo sfondo immagini d'epoca, per ricostruire quelle atmosfere e quelle storie maledette in chiave comica. Perché ridere del proibito è sempre stata prerogativa esplicita di Bologna.
Il titolo prende spunto da una di queste storie, una prostituta di bordello che veniva chiamata Calde le pere che, percorrendo in bicicletta via Rizzoli e via Indipendenza urlava a squarciagola il suo soprannome. Dalle clandestine di via Bovi Campeggi alle donnine di lusso di via dell'Orso, il racconto si snoda tra suggestioni e palpiti, immagini forti e intriganti, drammi e risate.


 23 Dicembre 

CIN CI LA'

regia Umberto Scida



 
Compagnia Italiana di Operette
CIN CI LA'
con Umberto Scida, Elena D'Angelo, Armando Carini
musica Virgilio Ranzato, Carlo Lombardo
libretto Carlo Lombardo
coreografie Monica Emmi
regia Umberto Scida

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Domenica ore 16



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COMPAGNIA ITALIANA DI OPERETTE

    

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Grande verve comica quella dei protagonisti di questa simpatica commedia degli equivoci che racconta l’iniziazione all’amore coniugale di due giovani promessi sposi un po’ ingenui. Un’operetta senza tempo, con numerosi personaggi e scenografie colorate che assicura un grande divertimento.

Una simpatica commedia degli equivoci, scritta nel 1925, che racconta l'iniziazione all'amore coniugale di due giovani promessi sposi un po' storditi, un po' ingenui, un po' curiosi.
A Macao, la timida principessa Myosotis sta per sposarsi con il principe Ciclamino ma nessuno dei due sembra entusiasta. Il padre della principessa Myosotis affida dunque la coppia di fidanzati alla bella attrice francese Cin Ci Là giunta a Macao e al suo assistente Petis Gris che prendono a cuore la cosa e si dedicano con particolare interesse all'emancipazione della giovane coppia. Ma la situazione sembra complicarsi fino a che la suadente Cin ci là non riuscirà a convincere la principessa Myosotis a lasciare le sue bambole e i suoi sogni e a convolare a nozze con Ciclamino.
L'atmosfera festosa e le situazioni picaresche fanno da sfondo alla grande verve comica dei protagonisti, supportati dalle musiche originali eseguite dall'orchestra dal vivo e dagli splendidi costumi di questa opera d'arte della ‘piccola lirica'.

 


 20 Dicembre 

I COSACCHI DEL DON

Direttore Artistico Yuri Golodniuk



 
Italconcert
Balletto Statale Russo in
I Cosacchi del Don
Coreografie Nonna Gepfner
Direttore Artistico Yuri Golodniuk

Incluso negli abbonamenti

DUSEdanza



Orari Spettacoli

Giovedì ore 21



Prezzi biglietti

SETTOREINTERORIDOTTOMINI
PLATEA 32 29 25
1 GALLERIA 26 23 21
2 GALLERIA 22 19 17

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BALLETTO STATALE RUSSO

    

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Un appuntamento con la danza tradizionale dei Cosacchi, un popolo lontano e affascinante. Lasciatevi incantare dalla ricchezza dei costumi, dalle originali acrobazie e dai segreti di queste antiche danze tradizionali.

Un appuntamento con la danza tradizionale dei Cosacchi: un popolo lontano, affascinante e ricco di memorie che fanno riferimento alle antiche origini nomadi.
Uno spettacolo che incanta il pubblico di tutto il mondo per la ricchezza dei costumi e che stupisce bambini e adulti per le originali acrobazie, con le quali i danzatori raccontano alcuni dei tratti più significativi della loro tradizione. In scena uomini armati di sciabole e pugnali che si muovono con incredibile destrezza, costumi ricchi di dettagli, tipici delle divise dei guerrieri, con casacche, alte cinture, mantelle di velluto con preziosi decori; donne avvolte in vesti ricamate a mano con pregiati filati, foulard sgargianti, fantasiosi copricapi impreziositi da nappe di seta o tintinnanti di monetine.
Sempre alla ricerca della perfezione tecnica nell'esecuzione, la coreografa Nonna Gepfner lavora intensamente con i giovani ballerini cercando non soltanto di insegnare i segreti della danza, ma di trasmettere l'amore per la cultura cosacca. Il repertorio, eseguito con musica dal vivo dall'ensemble musicale del gruppo, si compone di un grande numero di danze e musiche popolari che vanno da spiritose quadriglie a miniature danzanti.
L'ensemble dei Cosacchi del Don è il principale corpo di ballo di Cosacchi in Russia, riconosciuto con la designazione Statale nel 2000 per il contributo significativo alla diffusione della cultura cosacca nel mondo ed è reduce da tournée di grande successo in Giappone, Francia, Italia, Austria, Germania e Repubblica Ceca. 

PROGRAMMA:
Primo Tempo
KHOPERTSY - Danza di guerra dei Cosacchi della regione di Khoper.
KUMOVYA (COMPARI) - Miniatura scherzosa.
QUADRIGLIA DEL DON - Danza tipica dei Cosacchi del Don.
intermezzo musicale
ZIMUSKA - Divertente danza d'insieme.
intermezzo musicale
COSACCO DEL DON - Miniatura scherzosa
STUPA - Miniatura scherzosa dei Cosacchi di Zaporozhye.
DANZA DEL DON - Danza tipica dei Cosacchi.
Secondo Tempo
MAZURKA DELL'ATAMAN - Danza in onore dell'Ataman, il capo dei Cosacchi.
VESENNIJ KAZACIOK - Danza ucraina
ÎPRYSHKI - Danza maschile
intermezzo musicale
CON LE ALI - Danza bellicosa dei Cosacchi della regione di Nekrasov.
CERKESSKA - Danza tipica dei Cosacchi di Jaizk.
KALINKA - Danza della zona centrale della Russia sul Mar Nero.
DANZA DI TERSA Danza dei Cosacchi di Tersa.


 07 Febbraio 

LE BEATRICI

di Stefano Benni



 
Bis Tremila in collaborazione con Bottega Rosenguild
Le Beatrici
di Stefano Benni
con Valentina Chico, Elisa Marinoni, Valentina Virando e con Martina Badiluzzi e Beatrice Pedata
regia Stefano Benni e Collettivo Beatrici

Incluso negli abbonamenti

DUSEoltre

DUSEcontemporaneo



Orari Spettacoli

Gioved ore 21



Prezzi biglietti

SETTOREINTERORIDOTTOMINI
PLATEA 18 15 15
1 GALLERIA 18 15 15
2 GALLERIA 15

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COLLETTIVO BEATRICI

    

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Dopo il debutto al 55° Festival dei Due Mondi di Spoleto, lo spettacolo dalla penna di Stefano Benni mette in scena 5 ritratti di donna che smontano i cliché femminili dando voce alla lotta per affermare la propria personalità, scoprendo la natura più profonda di ciascuna.

Nel circo della fantasia il travestimento è d'obbligo, soprattutto se a raccontare la figura della donna è la penna acuta di Stefano Benni. Monologhi e poesie tracciano uno spaccato della donna letta attraverso i clichés della società contemporanea.
Di evidente ispirazione alla tradizione letteraria, Le Beatrici lottano per affermare la propria personalità e rompono gli schemi dell'immaginario comune, mettendo in evidenza la complessità della figura femminile.
Sul palco cinque attrici, che insieme a Benni firmano la regia, mettono in scena ciascuna una Beatrice dantesca non così innocente e ingenua, che sottolinea e irride i paradossi più crudeli del presente. Un modo di fare teatro graffiante e diretto, nel rifrangersi degli specchi non si capisce più chi sogna e chi è sognato: domina l'ambiguità, percorsa da fremiti di tragicommedia e da pennellate di sapiente ironia.


Cinque «Beatrici» una più folle dell'altra
Di Francesca De Sanctis
Cinque donne, una più bizzarra dell'altra, chi più romantica, chi più folle, chi più assatanata... Una «giostra» tutta al femminile dove gli spettatori sono invitati a salire e a scendere lasciandosi guidare dai racconti di queste cinque donne dai curiosi cappellini. E fra un giro e l'altro di giostra sfilano caratteri, ossessioni, desideri, che venendo fuori dalla penna di Stefano Benni, non possono che avere toni graffianti e divertenti. Certo, è l'occhio maschile a spiare il mondo femminile e la sua complessità, dunque il punto di vista non può che essere parziale. Le beatrici è una raccolta di monologhi che Benni ha scritto e pubblicato lo scorso anno per Feltrinelli. (...)


 15 Marzo 

CONTEMPORARY TANGO

con la partecipazione straordinaria di
Kledi Kadiu

di Milena Zullo



 
Balletto di Roma
CONTEMPORARY TANGO
coreografia Milena Zullo
con la partecipazione straordinaria di Kledi Kadiu
musiche Astor Piazzolla, Lucio Demare, Anibal Troilo Juan D'Arienzo, Osvaldo Pugliese, Francisco Canaro, Angel Villoldo
costumi Giuseppina Maurizi
maître de ballet Piero Rocchetti
light designer Emanuele De Maria
direzione artistica Walter Zappolini

Incluso negli abbonamenti

DUSEdanza



Orari Spettacoli

Venerd ore 21



Prezzi biglietti

SETTOREINTERORIDOTTOMINI
PLATEA 32 29 25
1 GALLERIA 26 23 21
2 GALLERIA 22 19 17

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BALLETTO DI ROMA

    

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Le coreografie esplorano una nuova contaminazione tra il linguaggio contemporaneo ed il “minimalismo” dell’incontro tra corpi che parlano di tango: incontro di un linguaggio popolare e sociale con il più ricco e variegato modulo del balletto.

L'opera, attraverso l'uso del linguaggio contemporaneo, vuole raccontare un ballo: il tango sociale, che sempre di più sembra diffondersi nel nostro pianeta. Segnale ulteriore del fenomeno della globalizzazione che ancora una volta anche in questo ambito, come nel linguaggio della danza, contamina, unisce, condivide. Il Tango sociale vissuto non più semplicemente come un ballo, con i suoi passi tipici, ma capace di divenire "racconto" di un modo di sentire tanto diffuso e così capace anche di percorrere con la sua musica ormai tutti i continenti della terra. L'opera creata per il Balletto di Roma esplora una nuova contaminazione tra il linguaggio contemporaneo ed il "minimalismo" dell'incontro tra corpi che parlano di tango: incontro di un linguaggio popolare e sociale con il più ricco e variegato modulo del balletto. Lo spettacolo narra l'abbraccio del tango, dentro il quale si colmano bisogni, aspettative, sogni, desideri e oblii, un abbraccio che ciascuno esprime arricchendolo del proprio sé e portando in esso tutta quella memoria, consapevole e non, che la vita gli ha tracciato nel corpo. Preziosa e speciale diviene la partecipazione straordinaria di Kledi Kadiu, grazie al quale la virilità contenuta in questa danza diverrà protagonista. Intorno alla sua virilità si snocciolerà il racconto di una serata nella Milonga, come una scatola dentro la quale s'addentrano tante persone/personaggi, ove il tempo diviene Hora Zero, come più volte affermato da Piazzolla, l'attimo tra la fine e l'inizio, il tempo sospeso, dentro il quale gli incontri, le passioni, le gelosie, gli abbandoni, le fantasie, le solitudini, le tante e diverse anime verranno raccontate come un album di fotografie da sfogliare.


 07 Marzo 

UN DELITTO SENZA IMPORTANZA: CHI HA UCCISO OSCAR WILDE?

regia di Roberto Piana



 
Teatro dell'Istante
Un delitto senza importanza: chi ha ucciso Oscar Wilde?
di Alessandro Fullin
con Alessandro Fullin, Anna Meacci e Stefano Brusa
regia di Roberto Piana

Incluso negli abbonamenti

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Orari Spettacoli

Gioved ore 21



Prezzi biglietti

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PLATEA 22 18 18
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ALESSANDRO FULLIN ANNA MEACCI

    

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Cosa aspettarsi quando l'estro ed il talento comico di tre protagonisti della scena come Stefano Brusa, Anna Meacci ed Alessandro Fullin si incontrano? La risposta è in questo spettacolo: un giallo letterario ma anche una commedia, un contenitore di spassose citazioni e raffinati aforismi che, attraverso un verticoso girotondo di personaggi e situazioni paradossali, garantisce al pubblico un divertimento intelligente.

Com'è noto Oscar Wilde, il celebre scrittore irlandese che scandalizzò con le sue commedie la società vittoriana, morì di malattia a Parigi nel 1900 in una stanzetta d'albergo quasi sordida, circondato da pochi amici e probabilmente da molti debiti.
Il testo della commedia di Alessandro Fullin parte da qui ma contraddice subito la verità storica immaginando che Wilde venga invece assassinato durante un party in cui sono stati invitati i più famosi personaggi delle sue commedie. Ipotesi pirandelliana dunque che pone da subito la domanda: chi ha ucciso Oscar Wilde? E perché?
Siamo in Scozia, nella residenza di Lady Windermere e la vicenda si colora subito di giallo e quindi molti bassotti, capellini Principe di Galles, lenti d'ingrandimento, la solita armatura, due fantasmi, otto donne e un indizio. A condurre le indagini la non certo acuta Lady Bracknell che naturalmente interroga tutti i conventi, una poco raccomandabile combriccola di presunti assassini: la romantica americana, la madre pragmatica, il canonico un pò gay, la governante assai ninfomane, il dandy sculettante, il tutto naturalmente condito dei migliori aforismi di Wilde e da una visita accurata dal rigattiere fin de siecle: quadri preraffaelliti, Salomè tentatrici e tentate, mosaici e nostalgia di Bisanzio, gite in giardino a vedere i giardinieri che tagliano le rose e fan le marchette...


 19 Aprile 

MIND JUGGLER

il pi grande mentalista italiano



 
Marangoni Spettacoli
Francesco Tesei in
Mind Juggler
di Francesco Tesei

Incluso negli abbonamenti

DUSEsmile



Orari Spettacoli

Venerd ore 21



Prezzi biglietti

SETTOREINTERORIDOTTOMINI
PLATEA 22 18 18
1 GALLERIA 22 18 18
2 GALLERIA 15

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FRANCESCO TESEI

    

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Il pubblico non sarà semplice spettatore ma protagonista di uno spettacolo coinvolgente e ricco di stupore: Francesco Tesei, giocoliere della mente, trasforma le più moderne ed efficaci tecniche di comunicazione subliminale, di mentalismo e di illusionismo psicologico e invita ad attingere dalle risorse “magiche” dell’inconscio.

Secondo Milton Erickson "ognuno di noi è molto più di ciò che pensa di essere, e sa molto più di ciò che pensa di sapere".
Partendo da questa semplice affermazione, che suggerisce l'idea che la mente umana abbia risorse e potenzialità straordinarie, Francesco Tesei trasforma le più moderne ed efficaci tecniche di comunicazione subliminale, di mentalismo e di illusionismo psicologico, e attraverso di esse invita ad attingere dalle risorse "magiche" dell'inconscio e ad esplorare insieme a lui mondi affascinanti, misteriosi e in continua evoluzione: i mondi della mente e della comunicazione.
Nel suo spettacolo Mind Juggler il pubblico non è semplice spettatore, ma diventa il vero protagonista, giocando insieme a Francesco con i cinque sensi, con il pensiero, con la percezione, l'immaginazione e la comunicazione.
Francesco Tesei, come un vero e proprio "Giocoliere della mente", da cui il titolo dello show, compie "evoluzioni ed acrobazie" con ciò che comunemente riteniamo una delle cose più intime e personali, i nostri pensieri, per poi confondere sensi e percezioni, sfiorando in maniera provocatoria temi eterni e comuni ad ogni uomo. "Cosa so di me stesso? Quanto sono libero? Cosa mi lega agli altri? Cosa è la Realtà?".


 03 Marzo 

SINDROME DA MUSICAL

di Lena Biolcati
regia Alfonso Lambo



 
Mauro Giannelli Eventi
Manuel Frattini
Sindrome da Musical
testi di Lena Biolcati
consulenza artistica Stefano D'Orazio
regia Alfonso Lambo

Incluso negli abbonamenti

DUSEretr



Orari Spettacoli

Domenica ore 16



Prezzi biglietti

SETTOREINTERORIDOTTOMINI
PLATEA 26 23,5 21
1 GALLERIA 22 20 18,5
2 GALLERIA 18 16 15

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MANUEL FRATTINI

    

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Il meglio del musical italiano con un protagonista d’eccezione: Manuel Frattini, da vent’anni protagonista dei più bei titoli del musical, prigioniero dei personaggi che ha interpretato nella sua carriera farà rivivere Piccola bottega degli orrori, Pinocchio, Peter Pan, Cantando sotto la pioggia, Sette spose per sette fratelli, Grease, Cabaret, Chorus Line, Chicago, Rent.

Manuel Frattini, uno dei più noti e amati protagonisti del Musical italiano, grazie alle sue qualità artistiche e alla sua versatilità è l'interprete principale da più di 20 anni dei migliori Musical Made in Italy.
In Sindrome da Musical, scritto dalla cantante Lena Biolcati, Manuel Frattini si trova "affetto" da una sorta di ossessione e sdoppiamento, del resto tutti gli artisti accumulano sotto la pelle qualcosa dei personaggi a cui hanno dato corpo e voce.
Prigioniero dei personaggi che ha interpretato fino ad ora, Frattini rivive, come in un continuo flashback, coreografie e brani che richiamano i grandi spettacoli di cui è stato protagonista: balla con una pianta come in La piccola bottega degli orrori, non riesce a corteggiare le ragazze cantando "Fai la corte" da Sette spose per sette fratelli, riconferma la sua voglia di restare bambino per sempre come in Peter Pan fino alla rivisitazione delle grandi favole come Pinocchio e Aladin, il suo ultimo grande successo.
Un occasione per mettere in scena le migliori coreografie e i grandi brani che hanno reso celebri ciascuno dei 10 grandi spettacoli di cui è stato protagonista, tra cui Grease, Cabaret, Chicago, Rent, Fame...
Oltre a Frattini in scena alcuni dei migliori performer del musical italiano, sei artisti poliedrici, ottimi ballerini/cantanti/attori, tra cui Angelo di Figlia (capo balletto in Mamma Mia e ancor prima applauditissimo in Pinocchio e Peter Pan), Andrea Verzicco (il Grillo nel primo Pinocchio e ultimamente uno dei protagonisti in Cats), Silvia di Stefano (l'esilarante Volpe in Pinocchio, coprotagonista in Cabaret e ultimamente Shadia in Aladin) che stupisce con un finale di grande effetto in cui interpreta una personalissima versione da "Volare", estratta dal suo omonimo album pubblicato dalla Warner Music Italy.


 13 Gennaio 

NON CE NE IMPORTA NIENTE

di Giorgio Bozzo
regia Max Croci



 
P-nut
Le Sorelle Marinetti in
Non ce ne importa niente
di Giorgio Bozzo
Regia Max Croci

I cantanti:

Nicola Olivieri - Turbina Marinetti
Andrea Allione - Mercuria Marinetti
Marco Lugli - Scintilla Marinetti

Il quartetto:

Christian Schmitz - pianoforte
Adalberto Ferrari - sax
Paolo Dassi - contrabbasso
Riccardo Tosi - batteria

Incluso negli abbonamenti

DUSEretr



Orari Spettacoli

Domenica ore 16



Prezzi biglietti

SETTOREINTERORIDOTTOMINI
PLATEA 26 23,5 21
1 GALLERIA 22 20 18,5
2 GALLERIA 18 16 15

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LE SORELLE MARINETTI

    

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Non un semplice concerto, ma una vera e propria pièce di teatro musicale, che propone allo spettatore un viaggio temporale a ritroso, verso gli anni '30.
 
Anni di grandi inquietudini, per l'approssimarsi all'orizzonte di nubi nere, ma anni anche di voglia d'evasione e di spensieratezza che, grazie alla scuderia di autori, cantanti e direttori d'orchestra dell'Eiar (l'Ente Italiano Audizioni Radiofoniche, da cui, come araba fenice, sarebbe nata la RAI) ha prodotto un repertorio di canzoni che ancora oggi mettono buon umore.
Interpreti di questo viaggio sono Le Sorelle Marinetti, un trio di "ragazze" davvero particolari, che, affascinate dall'esperienza artistica e umana del Trio Lescano, si calano nei panni di tre signorine per raccontare con gustosi sketch la società del tempo e per interpretare i più grandi successi di quegli anni in perfetto falsetto e "canto armonizzato". A sostenerle, il quartetto jazz dell'Orchestra Maniscalchi diretta dal Maestro Christian Schmitz, vero mentore delle Sorelle.
Le Sorelle sono Turbina Marinetti (Nicola Olivieri, attore e corista lirico), Mercuria Marinetti (Andrea Allione, attore, cantante e coreografo - cura le coreografie dello spettacolo) e Scintilla Marinetti (Marco Lugli, cantante e attore, diplomato ai Filodrammatici).


 30 Ottobre 

SULLE MIE CORDE

SERATA INAUGURALE



 
SULLE MIE CORDE
con Marco Caronna (chitarra ac., bouzouki, aggeggi, voce),
Domenico Mariorenzi (chitarra acustica),
Primiano Di Biase (piano, fisarmonica, voce),
Guerino Rondolone (basso),
Simone Talone (set misto batteria / percussioni),
Alessandro Tomei (sax, flauto, clarino)
la partecipazione del M° Edoardo De Angelis
arrangiamenti orchestrali del M° Valter Sivilotti
e la partecipazione straordinaria del
Collegium Musicum Almae Matris di Bologna
Violini primi: Pietro Fabris, Natalia Bracci, Julia Conrad, Daniele Ferrari, Jean-Vivien Mione, Alexandra Zelenanskà
Violini secondi: Eugenio Bertozzi, Elisa Di Taranto, Michele Foresi, Eleonora Ghizzi Gola, Irene Pizzi, Lavinia Selli, Silvia Tecchio, Ashur Varde
viole: Rosalba Ferro, Vincenzo Ricciardi, Silvia Zuccherini Martello, Marlene Winker
violoncelli: Andrea Cortesi, Michela Cantelli, Pino D'Amico, Heidrun Eberl, Igor Macrì, Frauke Spangerberg
contrabbassi: Claudio Cardona, Andrea Brighenti, Massimo De Stephanis.
produzione Associazione Culturale Via del Campo


Orari Spettacoli

Marted ore 21



Prezzi biglietti

SETTOREINTERORIDOTTOMINI
PLATEA 29 26 24,5
1 GALLERIA 24 21,5 20,5
2 GALLERIA 19 17 16

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Neri Marcor

    

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Dopo il successo di Piano Twelve della stagione passata, l'inaugurazione della nuova stagione è affidata a un'altra grande serata musicale esclusiva: protagonista di Sulle mie corde l'eclettico Neri Marcorè con i musicisti dell'Orchestra del Collegium Musicum Almae Matris a fianco della band di Marcorè nell'esecuzione dei brani più suggestivi di grandi cantautori italiani.

Un concerto per una serata speciale dove Neri Marcorè, uno degli interpreti più amati dal pubblico italiano, affronta con passione alcuni brani composti da suoi amici cantautori, da Fabrizio a Cristiano De Andrè, da De Gregori a Fossati, da Ligabue a Bennato, da Lucio Dalla all'amato maestro James Taylor, fino a Pacifico e Edoardo De Angelis, ospite del concerto.
Attore di talento che riesce difficilmente a contenere la sua passione per la musica e in particolare per la canzone d'autore, Marcorè sarà accompagnato dalla sua band e in esclusiva per il Teatro Duse dai musicisti del Collegium Musicum Almae Matris. 
Un repertorio eclettico scelto con grande cura e attenzione assecondando gusti e conferendogli inclinazioni personali pur lasciando ai musicisti ampia libertà di espressione. Amore e delicatezza sono gli strumenti che Marcorè utilizza nell'avvicinare questi brani senza stravolgerne gli arrangiamenti originali.


 22 Dicembre 

HARLEM GOSPEL CHOIR

Il coro Gospel pi famoso d America



 
Ponderosa Musica
Harlem Gospel Choir
Il coro Gospel più famoso d'America


Orari Spettacoli

Sabato ore 21



Prezzi biglietti

SETTOREINTERO
PLATEA 33
1 GALLERIA 27,50
2 GALLERIA 24

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Un’esibizione indimenticabile dei brani gospel più famosi al mondo per il concerto di Natale dell’Harlem Gospel Choir che attraverso la propria musica condivide da anni il messaggio di amore e di pace con migliaia di persone.

L'Harlem Gospel Choir è il coro gospel più famoso d'America e uno dei più celebri in tutto il mondo.
Fondato nel ‘86 da Allen Bailey per le celebrazioni in onore di M. L. King, il coro è composto dalle più raffinate voci e dai migliori musicisti delle Chiese Nere di New York. Sono l'unico coro gospel al mondo ad essersi esibito per importanti personalità come Mandela, Paul McCartney, Elton John e in uno dei comizi elettorali di Barack Obama. L'Harlem Gospel Choir, attraverso la propria musica, ha condiviso il messaggio di amore, pace e armonia con migliaia di persone di nazioni e culture diverse.


 24 Ottobre 

BELCANTO

The Luciano Pavarotti Heritage con i cantanti della Fondazione Luciano Pavarotti



 
ArsLab
BELCANTO
La bellezza dei molteplici volti della musica
con i cantanti della Fondazione Luciano Pavarotti
visual concept Claude Tissier
drammaturgia Hugh Wooldridge
coreografie Vittorio Biagi
direzione artistica ArsLab in collaborazione con Fondazione Luciano Pavarotti


Orari Spettacoli

Gioved ore 21



Prezzi biglietti

SETTOREINTEROMINI
PLATEA 29,50 26,50
1 GALLERIA 25 21,5
2 GALLERIA 20,50 18

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SERATA INAUGURALE

    

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Un progetto internazionale che a solo una settimana dal debutto mondiale il al New York City Center, arriva in anteprima e in esclusiva nazionale, sul palcoscenico del Teatro Duse per la serata inaugurale della nuova stagione artistica. Il concerto con i talentuosi cantanti lirici selezionati dalla Fondazione Luciano Pavarotti che si esibiranno in un omaggio al M° Luciano Pavarotti, oltre a eseguire arie d’opera, canzoni della tradizione napoletana e brani di musica pop internazionale, eseguiti secondo i canoni estetici e stilistici del Belcanto italiano. La bellezza dei molteplici volti della musica.

Dopo lo straordinario successo al New York City Center, tempio newyorkese della musica e della danza, con The Voices of Italy, Belcanto & T'Ammore, in occasione dell' Anno della Cultura Italiana negli USA, debutta anche in Italia, sul palcoscenico del Teatro Duse di Bologna, Giovedi 24 Ottobre 2013.

Lo spettacolo, realizzato in collaborazione con la Fondazione Luciano Pavarotti presieduta da Nicoletta Mantovani, prevede, oltre a un omaggio al M° Luciano Pavarotti, l'esecuzione di arie d'opera, canzoni classiche della tradizione napoletana e brani di musica pop internazionale, eseguiti secondo i canoni estetici e stilistici del Belcanto italiano.

L'allestimento teatrale è una vera e propria orchestrazione da parte del team creativo di ArtsLab, la produzione dei concerti del M° Ennio Morricone, che si è avvalsa per questo prestigioso progetto della collaborazione di artisti di calibro internazionale: Vittorio Biagi per le coreografie, grande interprete delle coreografie di Maurice Béjart, direttore dell'Opéra di Lione e creatore di innumerevoli spettacoli di danza in Italia e nel mondo; Claude Tissier che ne ha ideato il visual concept, è lightin designer e artistic producer di moltissimi spettacoli internazionali tra cui diversi allestimenti del Cirque du Soleil; Hugh Wooldridge per la drammaturgia, direttore dell'Old Vic Theater e di numerosi altri teatri inglesi, scrittore e produttore di spettacoli in tutto il mondo da oltre 35 anni, direttore delle prime produzioni di Andrew Lloyd Webber.



 20 Novembre 

JIM HALL





Orari Spettacoli

Marted ore 21,15



Prezzi biglietti

SETTOREINTEROCLIENTI HERARIDOTTO
PLATEA 40 37 33
1 GALLERIA 35 32 29
2 GALLERIA 30 28 25

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BOLOGNA JAZZ FESTIVAL

    

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Bologna Jazz

Il programma completo del BolognaJazz Festival è disponibile su www.festivaljazzbologna.it

E' possibile acquistare i biglietti ai singoli concerti o l'abbonamento a 3 concerti

Chick Corea - 16 novembre, Teatro EuropAuditorium
Jim Hall - 20 novembre, Teatro Duse
John McLaughlin - 25 novembre, Teatro EuropAuditorium

Abbonamenti di platea
intero 100 euro - ridotto 82 euro

Riduzioni:
Riduzioni e abbonamenti sono disponibili solo presso le biglietterie dei teatri (anche con sistemi di vendita a distanza: carta di credito, bonifico bancario, ecc.).

CLIENTI HERA: riduzione valida per due persone per chi presenta alla biglietteria l'email di notifica. Per ottenere l'email visita il sito www.gruppohera.it

RIDOTTO: under 25, over 60, associati e dipendenti Cna, dipendenti Hera, possessori Jazzit Card. E' necessario esibire un documento attestante il diritto alla riduzione al momento dell'acquisto. 


 03 Novembre 

IO TRA DI NOI TOUR



 
Ghost Records/Venus
Dente
Io Tra Di Noi Tour
Giuseppe Peveri "DENTE" - Voce E Chitarra
Andrea Cipelli - Pianoforte, Tastiere
Nicola Faimali - Basso E Contrabbasso
Gianluca Gambini - Batteria


Orari Spettacoli

Sabato ore 21,30



Prezzi biglietti

Posto Unico - 15 Euro +
3 Euro diritti di prevendita

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DENTE

    

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Nuovo e geniale cantautore emiliano che gioca con l'ironia dei gesti e delle parole in un concerto ricco di emozioni grazie al suo pop stralunato e romantico.

È il Teatro Duse di Bologna la location scelta per l'ultima data del fortunato tour di Dente legato al suo secondo album. Intitolato "Io Tra di Noi" ed entrato in classifica direttamente al 15mo posto lo scorso ottobre, il disco ha portato Dente a grande visibilità televisiva e radiofonica e sui palchi sempre più grandi e prestigiosi, come quello del Primo Maggio a Roma e del Festival Gaber di Viareggio. Dente è il ponte che unisce il cantautorato classico al nuovo indie-pop, usando come collante melodie a presa rapida e testi che nascondono giochi di parole che rimandano ai migliori Battisti e De Gregori. In occasione del concerto di chiusura del tour io tra di noi sarà il pubblico a decidere la scaletta dei brani della serata. Chiunque potrà votare un massimo di 5 canzoni attraverso il sondaggio in home page sul sito www.amodente.com rendendo la serata un evento unico ed irripetibile.

TicketonePrevendite aperte anche su Ticketone 


dal 7 all´8 Dicembre 

LE CIRQUE INVISIBLE

Soggetto, interpretazione e regia Jean Baptiste Thierre e Victoria Chaplin



 
LE CIRQUE INVISIBLE

 

Soggetto, interpretazione e regia
Jean Baptiste Thierrée e Victoria Chaplin
Tournée organizzata in collaborazione con
Live Arts Management

 



Orari Spettacoli

Venerd e sabato ore 21



Prezzi biglietti

PREZZIPLATEAI GALLII GALL
INTERO 46 34,50 23

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Lo spettacolo 
E' difficile definire uno spettacolo come quello ideato e messo in scena da Jean Baptiste Thierrée e Victoria Chaplin. Per quasi due ore si susseguono senza interruzione trucchi, battute, gag, acrobazie...ma se si dovesse riassumere in breve ciò che "Le cirque invisible" rappresenta, probabilmente la parola esatta per farlo sarebbe "magia". 
Non magia in senso teatrale, non abile prestidigitazione, ma la magia a cui si credeva da bambini, quella che questo mondo sempre più tecnologizzato e frenetico sta cancellando. Quando si spengono le luci della platea e si accendono i riflettori sul palco, tutto quello che lo spettatore deve fare è dimenticare la razionalità e lasciarsi trasportare dalla leggerezza e dalla bravura di questi due artisti straordinari. Jean Baptiste Thierrée affascina con i suoi modi di bambino vecchio, con la sua esperienza che è messa al servizio di una continua parodia dei tradizionali spettacoli di prestigio...i trucchi ci sono, ma non sono essenziali come la complicità che si crea tra "attore" e spettatori. Victoria Chaplin si presenta agli antipodi del suo compagno di giochi: come lui è istrionico e fracassone, così lei si presenta sulla scena silenziosa, con uno sguardo stupito e un po' spaventato, ammantata in vestiti che si trasformano in pochi attimi in un fantastico zoo immaginario. 
Nei loro numeri, i due artisti sono aiutati da marchingegni astrusi che vengono montati sulla scena, da valigie coloratissime dal contenuto più vario e da una frotta di conigli, colombe, papere che sembrano non essere a disagio sul palcoscenico. Allo spettatore non resta altro che dimenticare, per poche ore, di essere cresciuto. 
E' il petit-cirque di Victoria Chaplin e Jean Baptiste Thierrée che, dopo lo straordinario successo della scorsa stagione, tornano in Italia con il loro fantastico spettacolo. Un circo sognato, reinventato, dove tutto si svolge in un fluire, in apparenza, privo di ogni fatica, naturale e spontaneo come un trastullo, un circo venato di surreale, creato da due artisti che, nell'epoca virtuale e degli effetti speciali, riescono a incantare con la loro arte fatta di stracci e precisione, in grado di creare solleticanti corto-circuiti nell'immaginario degli spettatori. 
Victoria Chaplin e Jean Baptiste Thierrée sono gli acrobati, i fantasisti, gli illusionisti, i funamboli, i prestigiatori, i clown, i musicisti di questo circo immaginario, di questo volo della fantasia. 
Lei, sempre perfetta, danza sulla corda tesa, si lancia in volteggi mozzafiato con le funi, cavalca ippogrifi di sedie, si trasforma in una magnifica donna-orchestra, eseguendo uno stupendo concerto per bicchieri, tegami e cucchiai. Insieme fanno comparire animali dal nulla e trasformano un piccolo coniglio in un coniglio gigante. Aiutati dagli oggetti di scena, piccoli animali domestici, ritraggono biciclette in amore. E quando Jean Baptiste Thierrée fa acrobazie con le bolle di sapone e poi le colpisce con un martello e le bolle suonano a festa come campane, dimostra come l'incantesimo teatrale può trasformare la realtà delle cose.

Note biografiche 
Nato nel 1937, Jean-Baptiste Thierrée, dopo il debutto nella stampa, entrò come suggeritore al Théâtre de la Porte Saint-Martin e fece qualche comparsa al cinema. 
Il suo incontro con Jean-Marie Serreau e poi con Roger Planchon lo spinse verso la carriera d'attore teatrale con qualche incursione nel cinema (in Mauriel d'Alain Resnais). Nel 1965 fonda una sua compagnia teatrale con la quale crea spettacoli come "Le Revizor" di Gogol, "Midi moins cinq" di Jacques Sternberg, "Le Chevalier au pilon flamboyant" di Beaumont e Fletcher al Théâtre Grand-Guignol. Poi giunge il maggio del 1968 e il suo desiderio di circo nasce contemporaneamente al suo impegno politico e al suo incontro con Alexis Gruss senior e poi Félix Guattari e nel 1970 fonda la propria compagnia di circo (grazie all'aiuto di Michel Rocard, allora a capo del PSU) con il nome di Cirque Baptiste, che in seguito diventerà Le Cirque Imaginaire. E' di quegli anni l'incontro con Victoria Chaplin - figlia del grande Charlot dal quale ha ereditato un indiscutibile talento - che diventerà sua moglie e la compagna di tutte le sue avventure artistiche. 
Nello stesso periodo, Jean Vilar volle allestire il loro chapiteau al Festival d'Avignon, in piazza Champfleury, dove Le Cirque Imaginaire diventò Cirque Bonjour. Il successo fu folgorante e l'infatuazione della stampa e del pubblico immediata. Nel frattempo, Jean-Baptiste Thierrée, si preoccupò di preservare il suo percorso artistico, rifiutando di trasformare la propria compagnia in un'impresa commerciale, cercando invece di intraprendere la strada per ottenere il riconoscimento di circo "di servizio pubblico". I suoi numerosi tentativi furono vani e le porte del Ministero della Cultura francese restarono chiuse. E nel 1974 egli decise di terminare l'esperienza del Cirque Bonjour. 
A partire da quegli anni cominciò a stabilire numerosi contatti con teatri e festival di tutto il mondo ed è sotto il nome Le Cirque Invisibile - tuttora utilizzato sia per nominare la Compagnia che come titolo dello spettacolo - che Jean-Baptiste Thierrée e Victoria Chaplin hanno percorso tutte le più grandi capitali europee e internazionali, acquistando una grande e duratura notorietà e dando vita, loro malgrado, a quello che sarebbe poi diventato un vero e proprio genere teatrale, il "circo-teatro" o "nouveau cirque" che nell'ultimo decennio ha acquistato un crescente e consolidato consenso di pubblico e critica. 


  Dicembre 

prova



  


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 23 Marzo 

SAGI REI



 
Groove Me Entertainment
SAGI REI
ACOUSTIC DANCE TOUR 


Orari Spettacoli

Sabato ore 21



Prezzi biglietti

SETTOREINTERORIDOTTO
PLATEA 29 25
1 GALLERIA 24 20
2 GALLERIA 19 15

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ACOUSTIC DANCE TOUR

    

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Appuntamento unico con l'inconfondibile voce soul di Sagi Rei, artista italo-israeliano noto al grande al pubblico per la sua rilettura in chiave acustica dei successi pop-dance degli anni Novanta.

 
Sagi Reitan, in arte Sagi Rei, è il cantautore israeliano diventato un vero e proprio fenomeno di culto per aver riletto in chiave acustica alcuni tra i più noti successi dance degli anni Novanta. Sagi Rei torna a proporsi dal vivo nei teatri con una band d'eccezione, otto musicisti sul palco per un live potente e d'atmosfera. Un'elettrizzante scaletta che racchiude tutti i suoi successi di sempre, a partire dalle tracce di "Emotional Song" fino a quelle dei lavori più recenti.
Con gli album "Emotional Songs - Vol. I e II" e "Sagi sings Michael Jackson", pubblicato da Universal Music, reinterpretazione di alcuni tra i più significativi brani dell'indiscusso e compianto "Re del Pop". 
Con "Emotional Song" da subito scala le classifiche di mezzo mondo, pubblicato in più di 15 Paesi, tra cui Stati Uniti, Canada, Germania e Spagna, e rientra fra i 100 Album più Venduti in Italia, grazie anche alla notorietà del singolo "L'amour Toujours ( I'll Fly With You)" scelto nel 2009 come accompagnamento musicale dello spot pubblicitario "INTIMISSIMI". Il brano conquista il Disco d'Oro per il numero di copie vendute. 
Nel 2012 Sagi compone la colonna sonora del film "Area Paradiso" diretto ed interpretato da Diego Abatantuono e nello stesso Mario Biondi lo vuole all'interno del suo tour teatrale per un duetto entusiasmante "Won't You Come Back", brano scritto e composto da Sagi appositamente per Biondi, contenuto all'interno dell'album "Due".

 
 
Legato da un parte alle proprie radici culturali e religiose, dall'altra è desideroso di esplorare, vuole fare nuove conoscenze e vivere nuove esperienze. Dopo aver trascorso la propria adolescenza nel suo paese d'origine, Sagi decide che anche per lui è giunto il momento della "diaspora". E così parte per il suo pellegrinaggio intorno alle capitali europee, dove inizia a confrontarsi con nuove realtà socio-culturali, cercando nel frattempo di migliorarsi musicalmente, grazie alle sue innate doti e alla potenzialità, forse trasmesse dalla madre che era una rinomata musicista e concertista nella propria città natale.
Trascinato dall'entusiasmo giovanile che incontra nella scena cosmopolita europea, Sagi arricchisce il proprio bagaglio culturale, mettendo in relazione la spiritualità orientale con l'ebbrezza tipicamente occidentale di vivere il divertimento. Senza mai tralasciare gli studi di chitarra classica, Sagi, durante il proprio cammino di formazione artistica, inizia a frequentare la scena notturna delle diverse metropoli europee rimanendo affascinato da alcune produzioni dance-oriented che gli ricorderanno per il resto della sua vita le esperienze vissute in questi anni.

 


 05 Aprile 

ABBADREAM





Orari Spettacoli

Venerd ore 21



Prezzi biglietti

SETTOREINTERO
PLATEA 26
1 GALLERIA 22
2 GALLERIA 18

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ROCKOPERA

    

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Lo spettacolo che celebra la più grande band svedese della storia della musica pop, un doveroso omaggio agli ABBA le cui canzoni sono ormai considerate un vero e proprio 'cult', anche grazie al musical teatrale "Mamma mia!" ed al film di successo con Meryl Streep e Pierce Brosnan.
Canzoni eseguite interamente dal vivo, costumi e luci che ricreano le indimenticabili atmosfere degli anni ‘70.


Gli ABBA sono stati il gruppo musicale pop svedese di maggior successo. Si stima che abbiano venduto oltre 375 milioni di dischi in tutto il mondo, rendendoli uno dei gruppi più popolari nella storia della musica leggera. 
Gli ABBa si sono costituiti intorno al 1970 senza mai cambiare la loro formazione: Björn Ulvaeus, Benny Andersson, Agnetha Fältskog e Anni-Frid Lyngstad (meglio conosciuta come "Frida"). Quattro anni dopo erano già all'apice della loro carriera musicale dopo aver vinto l'edizione dell'Eurofestival nel 1974 con Waterloo; da allora raggiunsero grande successo e popolarità mondiali.
Il gruppo si sciolse nel 1982 e, da allora, nessuna reunion è stata mai progettata dai quattro; nel 2000 fu proposto agli ABBA di riunirsi per un tour di 100 concerti in cambio di un compenso pari ad un miliardo di dollari, ma rifiutarono "per non deludere i fan".
Lo spettacolo che proponiamo è un doveroso omaggio ad una grande band, le cui canzoni sono ormai considerate un vero e proprio 'cult', anche grazie al musical teatrale "Mamma mia!" ed al film di successo con Meryl Streep e Pierce Brosnan.
Le canzoni sono eseguite interamente dal vivo da una band che supporta le due voci femminili. Niente è lasciato al caso, perché il pubblico possa divertirsi ed emozionarsi.

 
Rockopera nasce nell'estate del 1998 su iniziativa di un gruppo di giovani provenienti da esperienze di carattere musicale e artistico in genere.
Il primo progetto che Rockopera persegue è la produzione del musical "Jesus Christ Superstar", realizzato nell'allestimento originale con orchestra dal vivo ed un cast di 40 artisti. Lo spettacolo è realizzato su licenza dell'editore inglese.
Nel 2001 Rockopera sviluppa nuovi progetti come "Musical Greatest Hits", "Beatles Forever", "Radio Hollywood": progetti in cui la musica (sempre dal vivo) è la base sulla quale la drammaturgia si articola. Nel 2002 Rockopera realizza la produzione di "Joseph e la strabiliante tunica dei sogni in technicolor" di Andrew Lloyd Webber e Tim Rice. La produzione è realizzata in associazione con Comune di Lucca e Teatro del Giglio. La regia è affidata a Claudio Insegno e le parti principale sono di Antonello Angiolillo, Lighea ed Ivan Cattaneo. Nel 2002 viene realizzata la produzione dello spettacolo-recital "Sì, Viaggiare", dedicato a Lucio Battisti. Lo spettacolo è costituito da un collage delle più significative canzoni del compositore, eseguite da 3 solisti ed un'orchestra dal vivo. Nell'estate 2004, Rockopera produce lo spettacolo "Back to Beatles", basato sulle musiche del quartetto di Liverpool. Lo spettacolo si avvale della collaborazione della compagnia di danza "Teatro Ensemble" di Torino a cui viene affidata la parte coreografica.


 02 Marzo 

GRUPO COMPAY SEGUNDO

da BUENA VISTA SOCIAL CLUB



 
GRUPO COMPAY SEGUNDO da BUENA VISTA SOCIAL CLUB
Salvador Repilado Labrada - direttore e contrabbasso
Hugo Garzón Bargalló - voce
Haskell Armenteros Pons - clarinetto
Rafael Inciarte Rodríguez - clarinetto
Rafael Fournier Navarro - bongo
Santiago Garzón Rill - percussionista
Basilio Repilado Labrada - clave
Félix Martínez Montero - armónico
Nilso Arias Fernández - chitarra
Arnaldo González Ramírez - chitarra
Roberta Pierazzini, Paolo Angelini - ballerini


Orari Spettacoli

Sabato ore 21



Prezzi biglietti

SETTOREINTERO
PLATEA 29
1 GALLERIA 24
2 GALLERIA 19

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Un grande e atteso ritorno del gruppo leggendario di Compay Segundo, simbolo della cultura cubana tradizionale e del più autentico spirito cubano. Un concerto garanzia di ottima musica e grande divertimento

 
A nove anni dalla scomparsa del suo leader Compay Segundo, compositore e cantante che negli anni cinquanta ha fondato il leggendario gruppo, torna la band più nota della musica tradizionale cubana torna in Italia.
Prima di morire, lo stesso Compay Segundo scelse i suoi successori, affinché divulgassero la sua musica nel mondo: il gruppo di undici musicisti, di cui fanno parte due suoi figli Salvador e Basilio, si chiama: "Grupo Compay Segundo", alcuni dei quali parteciparono al film di Wim Wenders "Buena Vista Social Club", la cui colonna sonora ha vinto numerosi premi Grammy. Grupo Compay Segundo da Buena Vista Social Club sarà al Teatro Duse con un concerto ricco di brani memorabili che porteranno tutta l'energia della musica tradizionale cubana e che saranno irresistibili. Rimanere seduti al proprio posto sarà certamente un'impresa, i ritmi trascinanti di Macusa, Bilongo, Veinte Años, Las Flores de la Vida e la mitica Chan Chan faranno venir voglia di cantare ma anche di ballare. 
Compay Segundo, simbolo della cultura e del più autentico spirito cubano, è un grande personaggio che pose nelle parole e nella musica un universo di immagini della conversazione e del canto caratteristici dei contadini cubani, salvando così questo patrimonio di ricchezza sonora, umoristica ed immaginifica. Oltre al suo apporto al patrimonio culturale cubano importante è la promozione di uno strumento, l'armonico, e l'introduzione dei clarinetti nell'organico fisso dell'ensemble strumentale.
"Los muchachos", primo nome del gruppo, lo accompagnarono dal 1955 nelle sue tournée in Europa, Giappone, Stati Uniti, Canada, Centro e Sud America e Medio Oriente ed oggi si dedicano a preservare ed arricchire con assoluta fedeltà l'opera di Compay.
Nel 1992 si forma un quartetto composto da Compay (seconda voce ed armonico), Benito Suarez (chitarra e terza voce), Julio Fernandez (prima voce e maracas) e Salvador Repilado (contrabbasso e coro). Nel 1997, dopo la partecipazione al film e al CD "Buena Vista Social Club", cambiò la prima voce ed entrò Hugo Garzon e nel 1998 il gruppo si allarga ad un quintetto con Rafael Fournier alle percussioni.
Nel 1999 entrano a far parte anche i clarinettisti della "Orquesta Sinfonica Nacional" di Cuba, Haskell Armenteros, Rafael Inciarte e Rosendo Nardo; più recentemente entrano Basilio Repilado (che coglie l'eredità paterna della seconda voce e suona anche la seconda percussione) ed Erenio Almonte alla chitarra. Più recentemente Compay scelse all'armonico Felix Martinez Montero (Chiquitico) , già collaboratore di Celina Gonzalez, regina della musica popolare cubana e Nilso Arias Fernandez, chitarrista del famoso gruppo cubano Barbarito Torres. Dal 1996 incidono per la Dro East Music, della Warner Record di Spagna, realizzando un disco nuovo ogni anno, come ad esempio: Antologia de Compay Segundo, Yo vengo aqui, Lo mejor de la Vida, Calle Salud y Las Flores de la Vida nominato al Grammy, premio peraltro già ottenuto per la partecipazione al disco Buena Vista Social Club.
Il Grupo Compay Segundo ha accompagnato tra gli altri gli importanti artisti Silvio Rodriguez, Omara Portuondo, Eliades Ochoa, Charles Aznavour, Pío Leyva, Teresa García Caturla, Isaac Delgado, Santiago Auserón (Juan Perro), i cantanti di flamenco Martirio e Raimundo Amador, Lou Bega e l'algerino Khaled.
Pur tenendo concerti in tutto il mondo, mantengono il loro impegno abituale di suonare nel 
Salon 1930 (ora Salon Compay Segundo) presso l'Hotel Nacional de La Habana.

 


 18 Dicembre 

FILUMENA MARTURANO

Omaggio a Eduardo de Filippo con CRISTINA PASSARO



 
Associazione Amici del Duse,
Accademia di Belle Arti di Bologna
Scuola di Teatro Napoletano diretta da Tommaso Bianco

 

TOMMASO BIANCO - CRISTINA PASSARO
FILUMENA MARTURANO
Omaggio a Eduardo De Filippo

 

 

con
Filumena Marturano, Cristina Passaro
Domenico Soriano, ricco dolciere Tommaso Bianco
Alfredo Amoroso, ‘o cucchieriello Renato Masi
Rosalia Solimene, confidente di Filumena Andasavia Saponaro
Diana, giovane "fiamma" di Soriano Elena Voli
Lucia, cameriera Susanna Uliano
Umberto, studente Gabriele Di Dato
Riccardo, commerciante Davide Russo
Michele, operaio Salvatore Esposito 
L'avvocato Nocella Arturo Bianco
Teresina, sarta Rosa Caccavale
Primo facchino, Antonio Masella
Secondo Facchino, Angelo La Piana, Davide Russo
Scene Franco Savignano
Luci e fonica Massimo Gatti
Assistente alla regia Beatrice Pini
Regia Tommaso Bianco

 

Incluso negli abbonamenti

DUSEnapoli



Orari Spettacoli

Marted ore 21



Prezzi biglietti

Prezzo Unico 12 Euro

  


TOMMASO BIANCO

    

Filumena Marturano -forse la commedia italiana del dopoguerra più conosciuta e rappresentata anche all'estero - ha un ruolo centrale nella produzione di Eduardo De Filippo. Nel dramma di Filumena, che rifiuta di rivelare all'amante quale dei tre figli da lei messi al mondo sia suo, De Filippo dichiarava di aver inteso rappresentare un'allegoria dell'Italia lacerata e in larga misura depauperata anche moralmente, e prefigurarne la dignità e la volontà di riscatto.
"Sono nato a Napoli il 24 maggio del 1900, dall'unione del più grande autore-attore-regista e capocomico napoletano di quell'epoca, Eduardo Scarpetta con Luisa De Filippo, nubile. Da molto tempo, ormai, ho capito che il talento si fa strada comunque e niente lo può fermare, ma è anche vero che esso cresce e si sviluppa più rigoglioso quando la persona che lo possiede viene considerata ‘diversa' dalla società, infatti, la persona finisce per desiderare di esserlo davvero, diverso, e le sue forze si moltiplicano, il suo pensiero è in continua ebollizione, il fisico non conosce più stanchezza pur di raggiungere la meta che si è prefissa. Mentre durante il fascismo avevo dovuto nascondere le verità sociali sotto il grottesco e l'assurdo per non essere censurato, adesso potevo parlar loro chiaro e cimentarmi nella forma teatrale alla quale da sempre avevo aspirato, che è poi la più antica: corrispondenza ideale tra vita e spettacolo, fusione ora armoniosa ora stridente tra riso e pianto, grottesco e sublime, dramma e commedia, abbandonando quell'artificio scenico che è la netta divisione fra farsa e tragedia. Mi domandavo: ma perché per oltre due ore il pubblico deve o solo ridere o solo piangere? E perché gli spettatori, mettiamo di Molière, accettavano le sue commedie tragiche -o tragedie comiche- e quelli di oggi non ci riescono? La risposta che mi diedi fu una sola: non c'è ragione valida, c'è solo l'uso , divenuto tradizione, di tale artificiosa divisione. 
Chi ha cominciato l'arte, il teatro, come l'ho cominciato io, può dirsi fortunato. Però c'è questo: tutti possono recitare, tutti! Se hanno la ventura di essere figli d'arte allora possono vantare questo destino, quest'occasione: se no, se dai 15, 16 anni si comincia a praticare il teatro, tutti possono recitare, con qualunque voce, qualunque fisico, perché tutti sappiamo recitare.
Le teorie possono interessare gli studiosi del teatro, ma non gli attori. Il vero modo di imparare a recitare è recitare osservando la vita, l'umanità, i compagni di scena, sia i bravi che quelli che non lo sono.
Eduardo De Filippo

 
Ed io mi avvalgo di queste parole di Eduardo per confermare, qui a Bologna, un teatro di persone vere, di attori presi dalla vita, perché solo quelli possono dare la verità di cui oggi ha bisogno il nostro teatro.
Tommaso Bianco

 

Tommaso Bianco è nato ad Arzano in provincia di Napoli il 22 settembre 1943 ed è cresciuto nel quartiere di Secondigliano. Agli inizi degli anni '60 ha debuttato nel teatrino della chiesa di Piazza Capodichino in "SikSick, l'artefice magico" di Eduardo De Filippo. Dopo varie esperienze di teatro e di vita, tra il Teatro Club di Napoli e la permanenza per sei anni nell'Aeronautica Militare, debutta con Eduardo nel 1968 recitando con il maestro in quasi tutte le sue commedie, da "Filumena Marturano" a "Gli esami non finiscono mai"... Nella sua carriera ha vinto moltissimi premi per il Teatro, tra i quali il premio Girulà nel 2010, come protagonista di "Atto senza parole", con la regia di Pierpaolo Sepe. Ha ricevuto il Premio Penisola Sorrentina 2005 con la motivazione: "Un attore di straordinaria umanità che sa far pensare, riflettere. E' salito sulla carovana dei grandi maestri acquistando una proteiforme capacità drammatica, che sa essere contemporaneamente, timida, umanistica, sfacciata, trasgressiva. Ma sempre intelligente."


  Dicembre 

DUSEcontemporaneo



  


    

Provando in nome della madre       13 Dicembre 2012
Le Beatrici 7 Febbraio 2013
Buonanotte Mamma 8 - 10 Febbraio 2013
Rain Man 15 - 17 Febbraio 2013
Ben Hur 28 Febbraio 2013

Temi universali o strettamente legati al nostro quotidiano, trattati con approcci innovativi e non convenzionali. La nuova drammaturgia parla ai giovani col linguaggio diretto dell'oggi
 


 05 Febbraio 

LUDOVICO EINAUDI





Orari Spettacoli

Marted ore 21



Prezzi biglietti

SETTOREINTERO
PLATEA 51,50
1 GALLERIA 40
2 GALLERIA 34,50

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IN A TIME LAPSE TOUR

    

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Lattemiele MEDIA PARTNER DEL CONCERTO


Ludovico Einaudi, nato a Torino nel 1955, si diploma a Milano in composizione al Conservatorio Verdi e si perfeziona sotto la guida del compositore Luciano Berio, suo indimenticato maestro a cui ha di recente reso omaggio con l'opera-tributo The Elements, prodotto dalla Fondazione Musica per Roma per la stagione di Contemporanea 2012 dell'Auditorium della Musica.

Musicista curioso e aperto a nuovi incontri e sperimentazioni, incrocia le avanguardie musicali e i suoni ancestrali alle melodie jazz, al rock e alla musica contemporanea non tralasciando particolari e inaspettate incursioni nell'elettronica e sperimentazioni anche nella musica etnica e nel pop. Nel corso della sua carriera collabora con artisti provenienti da diverse estrazioni musicali tra cui: Ballakè Sissoko, Djivan Gasparijan, Mercan Dede, Robert e Donald Lippok..
 

Le sue composizioni sono esempio di musica trasversale, rappresentano un ponte tra le melodie classiche e il pop; ne è un esempio il fatto che è stato l'unico artista di musica classica ad aver partecipato alla prima edizione dell'Itunes Festival (nel 2007) accanto ai più popolari artisti e gruppi rock del mondo (tra i tanti Oasis, Placebo e Franz Ferdinand). 
Alcuni brani tratti da Divenire e da Una Mattina sono ancora in classifica tra gli album più venduti dell'Itunes Music Store.

 

Una minuziosa ricerca di ispirazioni creative e numerose esperienze musicali segnano la sua carriera e il suo percorso artistico: "c'è qualcosa che viene dalla classica ma ho influenze di differenti musiche che ho sperimentato nella mia vita, da quella africana al folk e al rock", ha dichiarato al The Telegraph in occasione delle celebrazioni per le Olimpiadi 2012, dove ha partecipato come unico musicista italiano esibendosi a Trafalgar Square al BT River of Music.
 

Al magnetismo del suo linguaggio semplice e originale caratterizzato da un tocco lieve e un suono avvolgente non è sicuramente facile sottrarsi. Nei suoi fortunati tour in giro per il mondo vede il "tutto esaurito" alla Royal Albert Hall di Londra (città in cui nel 2013 due concerti programmati al Barbican sono già sold out), nei più importanti palchi degli Stati Uniti (San Francisco, Washington, New York), in Canada (Montreal, Toronto), in Asia (Hanoi, Bangkok, Shanghai, Tokyo). Lo strepitoso successo riscosso in Cina ha portato il National Center for Performing Arts di Pechino (NCPA), prestigiosa istituzione culturale cinese, a commissionargli una composizione dedicata ai temi ambientali che sarà eseguita dall'orchestra residente in prima mondiale a Pechino nel giugno 2013. 
Il grande successo di Ludovico Einaudi inizia a fine anni Novanta, anni in cui si dedica a un'indagine approfondita sulla canzone strumentale. Nel 1990 pubblica Stanze,16 composizioni interpretate dall'arpa elettrica di Cecilia Chailly e nel 1996 Le Onde, album della svolta in cui compone e interpreta un ciclo di ballate per pianoforte ispirato dall'omonimo romanzo di Virginia Woolf. La ricerca e la sperimentazione musicale proseguono in Eden Roc (1999), con l'aggiunta di un quintetto d'archi e con la collaborazione del grande musicista armeno Djivan Gasparijan.

 

 

Gli anni Novanta segnalano inoltre l'esordio di Einaudi nel cinema; alcuni dei suoi brani sono stati scelti da Nanni Moretti per il film Aprile; seguono proficue e premiate collaborazioni a Fuori dal Mondo (Echo Klassik Preis) e Luce dei miei occhi (Italian Music Awards) di Giuseppe Piccioni, Dr Zhivago di Giacomo Campiotti (Gold Word Medal New York Film Festival), Sotto Falso Nome di Roberto Andò (Best Filmscore Avignon Festival) fino al più recente This is England dell'inglese Shane Meadows (Best British Film-Bafta 2008). Alcuni brani di Ludovico Einaudi sono nella colonna sonora (raccolta in un album già disco di platino) di Quasi amici-Intouchables di  Éric Toledano e Olivier Nakache, film campione di incassi in Francia nel 2011.
 

Gli anni zero cominciano con la fase africana. Nel 2001 esce I Giorni, raccolta di brani per piano solo ispirata da un viaggio in Mali durante il quale Einaudi incontra il maestro della kora Toumani Diabate. In Mali ritornerà nel gennaio 2003 per partecipare alla terza edizione del Festival au Désert. Questa volta a riportarlo in Africa è Ballaké Sissoko, altro mostro sacro della kora, con il quale pubblica l'album Diario Mali.
Il 2003 è caratterizzato da puntuali "tutto esaurito" in Italia e all'estero, a cominciare dalla Gran Bretagna dove esce la raccolta dei suoi successi Echoes (The Einaudi Collection); a marzo 2003 è in cartellone alla Scala di Milano e registra il doppio live LaScala:Concert 03 03 03, che contiene i suoi brani più noti e un omaggio al rock con una versione di Lady Jane dei Rolling Stones.
Quando nell'autunno del 2004 pubblica Una mattina, primo album firmato con la Decca, il disco schizza al primo posto delle charts britanniche di musica classica.
Il 2006 è la volta di Divenire (Decca), registrato in Inghilterra con la Royal Liverpool Philarmonic Orchestra, album di grande successo di critica e di vendite (disco d'oro in Italia). Da questo momento Einaudi inizia un tour europeo pressoché infinito e nel 2008 si esibisce per la prima volta anche negli Stati Uniti, in Giappone e in India. Nel 2009 fonda il gruppo Whitetree con i tedeschi Robert e Ronald Lippok già membri dei To Rococo Rot con cui incide Cloudland.

 
 
Sempre nel 2009 con Nightbook, terzo lavoro su etichetta Decca, Ludovico Einaudi parte per un tour mondiale nei più importanti teatri, con l'obiettivo di portare le sonorità originali del disco ottenute amalgamando pianoforte, archi, percussioni ed elettronica al grande pubblico.
The Royal Albert Hall Concert (2010) è il doppio cd e dvd della performance del Nightbook Tour registrato nella storica sala da concerti londinese.

 

Il 2010 e nel 2011 lo portano in Puglia, a Melpignano, con il ruolo di Maestro Concertatore di due edizioni del festival La Notte della Taranta. Nel 2011 esce il live La Notte della Taranta 2010 con l'Orchestra della manifestazione e la partecipazione di Ballaké Sissoko, Savina Yannatou, Mercan Dede accompagnato dai Secret Tribe, Justin Adams e Juldeh Camara.

A novembre 2012 Ludovico Einaudi riceve dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano il Premio Vittorio De Sica 2013 per il suo felice contributo alla musica per film.
 

A gennaio 2013 esce l'album In a time lapse, subito dopo l'uscita di quest'ultimo il maestro si preparerà ad affrontare un tour mondiale.
www.ludovicoeinaudi.it

 


dal 18 al 19 Maggio 

FANTAFAVOLE SHOW



 
scritto da Sandra Bertuzzi e Romeo Grosso
coreografie Daniele Palumbo
scene e video Federico Zuntini
costumi Angela Zanfino
con Umberto Fiorelli, Tommaso Fortunato, Marco "Marcone" Mandrioli, Valeria Nasci, Mona Lisa Verhoven
10 ballerini e acrobati del FantAcrobatic Ballet
musiche suonate dal vivo dalla FantaFavole orchestra
regia di Sandra Bertuzzi


Orari Spettacoli

Sabato ore 20,30
Domenica ore 17



Prezzi biglietti

SETTOREINTERO
INTERO 20
SOCI COOP e
FANCLUB FANTATEATRO
18
BAMBINI 15

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Video

  


    

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Uno straordinario family show tutto da cantare, interagendo con i magici personaggi sul palcoscenico, nato dall'omonimo cd di canzoni per bambini, un grande successo che ha visto la partecipazione di artisti come Daniele Silvestri e Niccolò Fabi. Un tuffo nel mondo della fantasia, dove le favole classiche entrano una nell'altra e si trasformano in modo inaspettato. Le mille e una trama che si intrecciano prendono a pretesto un Cappuccetto Rosso che si perde tra le favole più note e si scontra con problemi più grandi di lei: il lupo è vegetariano, la fata è obesa, il principe è pavido, l'orco puzza...
La fiaba incantata lascia il posto alla realtà, i toni mutano continuamente: sognare un mondo diverso si può ma partendo dai difetti, dalle nevrosi e dalle fragilità di tutti noi. Si parla di integrazione e di diversità, di educazione alimentare e di ecologia, di timidezze, di paure. E dell'importanza del gioco e della musica nella vita di tutti.
Sul palco una band dal vivo, divertenti pupazzi e sfavillanti costumi.
Uno spettacolo sfaccettato, comico e sorprendente che strizza l'occhio al cinema d'animazione e ai grandi show musicali, un "concerto animato" per tutte le età.


 20 Aprile 

INSIEME SI PUO'



 
INSIEME SI PUO'

 

Anna Mulazzi, Voce 
Luisa Lodi, Voce 
Daniele Bagni, Basso 
Massimiliano Amatruda, Fisarmonica 
Fausto Biffi, Percussioni 
Fabio Leonardi, Batteria 
Marcello Marra, Chitarra 
Sara Marri, Pianoforte 
Annibale Modoni, Pianoforte e Vibrafono 
Valerio Pontradolfo, Sax
 
Con la partecipazione di:
Daniele Degli Esposti (Intrattenitore) e
Roberto Benini (Psicologo e psicoterapeuta)
Associazione Amici della Fondazione Hospice Seràgnoli Onlus


Orari Spettacoli

Sabato ore 20,30



Prezzi biglietti

SETTOREINTERO
PLATEA 25
1 GALLERIA 20
2 GALLERIA 15

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Insieme si può è un progetto partito dal basso che parla di amicizia, condivisione, impegno e solidarietà. Proseguendo sulla strada intrapresa nel 2011 in occasione del felice debutto al Teatro Consorziale di Budrio, con "Insieme si può" Anna intende dare un segno di continuità a questa iniziativa di solidarietà in favore della Fondazione Hospice, portando sul palco non solo la propria voce, ma anche la propria esperienza di vita. Ad accompagnarla i musicisti Sara Marri, Fabio Leonardi, Marcello Marra, Valerio Pontradolfo, Massimiliano Amatruda e Fausto Biffi, capitanati da Daniele Bagni, bassista, tra gli altri, dei Litfiba e di Paolo Belli. Ospite d'onore il maestro Annibale Modoni, pianista e vibrafonista bolognese d'eccezione, che porterà sul palco il suo straordinario talento e la sua lunga esperienza. L'evento è patrocinato dall'Associazione Amici della Fondazione Hospice Seràgnoli e l'intero ricavato sarà devoluto alla Fondazione.

L'intero ricavato verrà destinato alle attività di assistenza della Fondazione Hospice MT. C. Seràgnoli Onlus.  Hospice Seragnoli
 


  Aprile 

Stagione 2013 - 2014



  


    



dall´1 al 3 Novembre 

LA SCENA

testo e regia
Cristina Comencini



 
Compagnia Enfi Teatro
LA SCENA
di Cristina Comencini
con Angela Finocchiaro, Maria Amelia Monti, Stefano Annoni
scene e costumi Paola Comencini
regia Cristina Comencini

Incluso negli abbonamenti

DUSEprosa

DUSEsette Blu

SEI...SOCIO COOP



Orari Spettacoli

Venerd e sabato ore 21
Domenica ore 16



Prezzi biglietti

SETTOREINTERORIDOTTOMINI
PLATEA 26 23,5 21
1 GALLERIA 22 20 18,5
2 GALLERIA 18 16 15

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Angela Finocchiaro
Maria Amelia Monti

    

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La comica immersione di un ragazzo nei sentimenti femminili. Due donne scoprono pulsioni, rabbie e fragilità di un giovane uomo. La comune ricerca d'amore e di libertà in un mondo mutevole che circonda i tre personaggi.

Due amiche mature leggono una domenica mattina una scena di teatro che una di loro deve recitare l'indomani.
I loro caratteri opposti si rivelano subito dal modo in cui sentono e interpretano il monologo: per Lucia, attrice, quelle righe raccontano fragilità e temibili tempeste dell'anima; per Maria, dirigente di banca separata e madre di due bambini, le tempeste della scena sono allegri ed erotici terremoti interni, occasioni di vita.
Due femminilità opposte: Lucia ha rinunciato alla passione, piuttosto di un uomo, si accontenta di amare i personaggi (più interessanti) che incontra sul palcoscenico. Maria invece non può stare senza un uomo, senza fare l'amore, senza illudersi di avere finalmente incrociato quello giusto. Come l'ultimo, agganciato la sera prima a una festa in cui ha bevuto troppo, e di cui non ricorda esattamente il nome né l'età ma che - lei sostiene - potrebbe essere proprio l'atteso. Anche se risvegliandosi al mattino, non l'ha più trovato nel suo letto. Eccolo, invece, apparire in mutande, un giovane ragazzo di meno di trent'anni. Si era messo a dormire nella stanza dei bambini (fuori col padre per il fine settimana) perché la donna, di cui ricorda solo l'esuberanza fisica, russava. Davanti agli occhi esterrefatti di Lucia, il ragazzo la scambia per Maria.
Un po' per liquidarlo, un po' per divertimento, Lucia interpreta la parte dell'amica disinibita e Maria, rientrata con il caffè, è costretta a recitare il ruolo della sua amica severa e moralista. Finché il gioco tra loro, sotto lo sguardo allucinato del ragazzo, non regge più e le due si rivelano a lui nelle loro vere identità. E il ragazzo chi è? Un giovane uomo cresciuto da una madre imperiosa e assolutista: "Come voi due!" rivela lui ingenuamente. Le due donne lo interrogano, lo prendono in giro, gli fanno scuola di vita. Ma non prevedono la sua reazione, la rabbia che ha in corpo, la consapevolezza della sua fragilità e della sua forza senza sbocco.
Su sponde opposte, le due donne e il ragazzo scoprono di vivere nello stesso mondo tutto da rifare perché "il passato sono solo muri sventrati, case terremotate da cui si deve fuggire" come dice la scena che Lucia deve interpretare il giorno dopo e anche quella che i tre hanno appena recitato insieme sul palcoscenico, che forse resta il solo luogo veramente libero del mondo.


dal 15 al 17 Novembre 

L'AMORE E' UN CANE BLU
La conquista dell'est

musiche originali di Emanuele Dell'Aquila
eseguite dal vivo da
I Virtuosi del Carso
regia Paolo Rossi



 
La Corte Ospitale
L'AMORE É UN CANE BLU
LA CONQUISTA DELL'EST

di e con Paolo Rossi
scritto con Stefano Dongetti, Alessandro Mizzi
con la supervisione di Riccardo Piferi
musiche originali composte da Emanuele Dell'Aquila
eseguite dal vivo da I Virtuosi del Carso: Emanuele Dell'Aquila, Alex Orciari, Stefan Bembi, Denis Beganovic, Mariaberta Blašković, David Morgan

Incluso negli abbonamenti

IN OPZIONE



Orari Spettacoli

Venerd e sabato ore 21
Domenica ore 16



Prezzi biglietti

SETTOREINTERORIDOTTOMINI
PLATEA 29 26 24,5
1 GALLERIA 24 21,5 20,5
2 GALLERIA 19 17 16

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Paolo Rossi

    

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Poca politica e molta autobiografia per Paolo Rossi accompagnato da musica live in un racconto che sorge dai ricordi di infanzia: dai rapporti personali, l'amore e altre bestie, come il cane blu, per approdare a un futuro probabile.

In un paese dove la passione è scomparsa ovunque, nei legami sentimentali come in quelli con la propria comunità (un tempo chiamavasi politica). Dove il caos regna principesco sia nei rapporti economici che in quelli affettivi: un uomo si perde. Si perde in una notte assolutamente e terribilmente magica sull'altopiano del Carso. Una terra che non conosce, anche se c‘era nato a poco più di 300 metri. Tra grotte, fiumi sotterranei, rovi e pietre questo sarà per lui l'unico luogo dove ormai vivono ancora le fiabe degli amanti perduti e delle passioni tradite.
Questo spettacolo è un diario, un disegno, diventerà un film, per ora un concerto visionario, popolare, lirico e umoristico. Narra di un tragico smarrimento e di una comica rinascita.

 
Visto che nei miei lavori ha sempre governato la troika attore - persona - personaggio avrebbe potuto intitolarsi "L'uomo che amava le donne". Oppure " L'uomo che non sapeva amare sia le donne che il suo partito". Non sarebbe stato male "Autobiografia non autorizzata". 
Perché no oppure "L'uomo che raccontava barzellette ai sassi".
Pensavo anche " Ti amo ma non sono d'accordo con quello che provo!".
O "Ma cos'è questa crisi?" sottotitolo "ho già i miei problemi".
"Donne contro donne". "Uomini veri, ma in fuga".
Invece si chiamerà "L'amore è un cane blu"... che sono entrambi animali molto, ma molto difficili soltanto da immaginare. Ma come si dice: per incontrarli bisogna non perdersi, e per non perdersi il modo migliore è non sapere mai dove andare.
Il mio avvocato mi ha suggerito di aggiungere a questa scheda riassunto la frase: "ogni riferimento a persone o fatti realmente esistiti o accaduti è puramente casuale".
Si sa arrivano momenti in cui i racconti ascoltati nell'infanzia e i sogni e le visoni dell'adolescenza diventano più vividi dei ricordi di vita vissuta lontana o recente o quantomeno spesso si finisce per confonderli.
Qui si narrerà di ripartire in ogni trattativa - sia con se stessi, in camera da letto, in piazza o in parlamento - dalla ricchezza di un palpito coraggioso piuttosto che la misera miseria del soldo e della paura (anche se entrambi hanno la loro importanza, soprattutto la seconda). E questo è quanto.
"Io sono un uomo che non deve chiedere più... anche perché da un po' di tempo mi dicono sempre di no" (aforisma dell'autore)
Nota aggiuntiva registica: la rappresentazione teatrale si avvarrà del prepotente contributo musicale, una vera e propria colonna sonora, dell'orchestra di liscio balcanico "I Virtuosi del Carso" diretta dal sublime maestro Emanuele Dell'Aquila. Paolo Rossi

 


dall´8 al 10 Novembre 

ZIO VANJA

di Anton Cechov
Regia Marco Bellocchio



 
Goldenart Production
ZIO VANJA
di Anton Cechov
con Sergio Rubini, Michele Placido, Pier Giorgio Bellocchio, Anna Della Rosa
scene Giovanni Carluccio
costumi Daria Calvelli
musiche originali Carlo Crivelli
regia Marco Bellocchio

Incluso negli abbonamenti

DUSEprosa

DUSEsette Rosso



Orari Spettacoli

Venerd e sabato ore 21
Domenica ore 16



Prezzi biglietti

SETTOREINTERORIDOTTOMINI
PLATEA 29 26 24,5
1 GALLERIA 24 21,5 20,5
2 GALLERIA 19 17 16

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Sergio Rubini
Michele Placido

    

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Il capolavoro del teatro di Cechov, geniale anticipazione della drammaturgia del ‘900, reso attuale da Marco Bellocchio e magistralmente interpretato da Sergio Rubini e Michele Placido.

Aperitivo con l'Attore - I protagonisti della stagione incontrano il pubblico

 
Sabato 9 novembre 2013 alle ore 19,00
In occasione dello spettacolo Zio Vanja di Cechov e la regia di Marco Bellocchio, Sergio Rubini, Michele Placido e la compagnia incontreranno il pubblico al bar del Teatro. Un'occasione informale per conoscere da vicino gli attori che saliranno sul palcoscenico del Duse, conversando con loro tra un bicchiere di vino e una tazza di caffè.
L'incontro si svolge al bar del Teatro Duse. Ingresso libero. Informazioni 051 231836 -biglietteria@teatrodusebologna.it

 
Zio Vanja è uno dei capolavori assoluti del teatro cechoviano, in cui si intrecciano le monotone conversazioni e le banalissime vicende di un gruppetto di personaggi. La ricostruzione minuziosa di atmosfere sospese e vagamente inquietanti, l'indifferenza abulica dei personaggi intorno agli eventi, l'indefinito senso di attesa di una catastrofe incombente rendono questo testo una geniale anticipazione della drammaturgia novecentesca.
Lo spettacolo ha il suo inizio nella casa di campagna ereditata dal professor Serebrjakov, cognato di zio Vanja e padre di Sonia. La prima moglie, sorella di Vanja, è deceduta e il professore si è risposato con Helena. Tra amori e vicissitudini di vario genere, Serebrjakov comunica a Vanja che è intenzionato a vendere il podere e questo fa uscire fuori tutto il temperamento del povero zio, che alla fine tenta di uccidere il professore con dei colpi di pistola, che miseramente non andranno a segno.
Alla fine l'agiato ereditiere e Helena torneranno in città, lasciando a Vanja la possibilità di continuare ad amministrare la tenuta.
Marco Bellocchio è uno dei registi più anticonformisti della storia del cinema italiano. Coraggioso, puntuale, deciso, ha saputo portare avanti le sue idee laiche, difendendole con la forza espressiva dell'arte, entrando nella complessità degli argomenti, dalla politica sessantottina alle conseguenze drammatiche degli anni di piombo, dalla follia dei manicomi all'incapacità di amare delle persone comuni.


dal 22 al 24 Novembre 

EVA CONTRO EVA

di Mary Orr
regia Maurizio Panici



 
Associazione Teatrale Pistoiese/Artè Stabile d'Innovazione 
in collaborazione con La Versiliana Festival

 

EVA CONTRO EVA
di Mary Orr
versione italiana di Maurizio Panici e Marzia G. Lea Pacella
con Pamela Villoresi, Romina Mondello, Luigi Diberti, 
e con Massimiliano Franciosa 
Maurizio Panici, Stefania Barca, Giulia Weber 
scene Giorgio Gori 
costumi Lucia Mariani 
musiche Stefano Saletti 
luci Emiliano Pona 
video Andrea Giansanti 
regia Maurizio Panici

 

Incluso negli abbonamenti

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DUSEsette Blu

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Orari Spettacoli

Venerd e sabato ore 21
Domenica ore 16



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PLATEA 26 23,5 21
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La commedia teatrale, titolo cult anche al cinema, che racconta la società dell'apparire e il naufragio di uomini e donne che rincorrono il successo perdendo di vista la vita.

 In Eva contro Eva il cinema incontra la scena. La nuova edizione di un titolo cult del "cinema sul teatro", film famosissimo con Bette Davis e Anne Baxter nei ruoli delle protagoniste femminili, in questa nuova versione teatrale con, tra gli altri, Pamela Villoresi, Romina Mondello e Maurizio Panici.
Commedia di grande qualità e intelligenza, ma allo stesso tempo racconto raffinato e acuto sul mondo del teatro e sui rapporti interni tra i suoi personaggi, Eva contro Eva nel 1950, alla sua uscita nelle sale cinematografiche, ottenne quattordici nomination agli Oscar vincendone sei.
Una piccola e agguerrita comunità che è specchio della società, con le sue bassezze, le sue ossessioni, il desiderio di arrivare a conquistare una posizione sociale riconosciuta e rispettata. Classi sociali diverse, che si riflettono, si evitano e si scontrano, ma soprattutto esseri umani in lotta per una posizione dominante nella società.
Quantomai attuale nel nostro tempo, un caustico affresco di uomini e donne che si affannano disperatamente alla ricerca di un attimo di celebrità, lo spettacolo si offre come sintesi di un quadro a noi così familiare, dove l'apparire è massima aspirazione per sentirsi "vivi", per poter esistere.
Alla fine di questa estenuante battaglia, Margo Channing capirà che la vita vale la pena di essere vissuta e cederà volentieri il passo alla nuova arrivata, già minacciata a sua volta dall'arrivo della prossima Eva .
Così, in una realtà dove sempre più velocemente si consumano fragili miti, la decisione della protagonista Margo, si fa scelta consapevole e controcorrente rispetto alla vacuità con cui le nuove arrivate si affacciano sorridenti sulla scena del mondo. In un momento storico dove tutti si specchiano negli occhi di chi guarda, sottrarsi alla scena, scomparire, diventa atto consapevole e profondo, rispettoso del sé.


dal 6 all´8 Dicembre 

L'IMPRESARIO DELLE SMIRNE

di Carlo Goldoni
adattamento e regia
Roberto Valerio



 
Associazione Teatrale Pistoiese
in collaborazione con Valzer srl

L'IMPRESARIO DELLE SMIRNE
di Carlo Goldoni
con Valentina Sperlì, Roberto Valerio, Antonino Iuorio, Nicola Rignanese
e con Massimo Grigò, Federica Bern, Alessandro Federico, Roberta Mattei, Peter Weyel
scene Giorgio Gori
costumi Lucia Mariani
luci Emiliano Pona
adattamento e regia Roberto Valerio

Incluso negli abbonamenti

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DUSEsette Blu



Orari Spettacoli

Venerd e sabato ore 21
Domenica ore 16



Prezzi biglietti

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Valentina Sperli
Roberto Valerio
Antonino Iuorio
Nicola Rignanese

    

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Commedia di Goldoni che fotografa con arguta ironia l'ambiente del teatro: la vicenda di un gruppo di attori che con le loro smanie, presunzioni e invidie vivono per poco l'illusione della ricchezza.

 Composta nel 1759, l'opera è una splendida e divertente commedia che presenta un impietoso ritratto dell'ambiente degli artisti di teatro, ambiente che Goldoni conosce a fondo potendo "parlarne per fondamento", come egli stesso dichiara nella prefazione dell'opera.
La vicenda, ruota attorno ad un gruppo di attori, uomini e donne, tutti pettegoli, invadenti, boriosi e intriganti che, disperati e affamati, vivono per un breve attimo l'illusione di ricchezza e celebrità nella speranza di riuscire a partire per una favolosa tournée in Oriente con Alì, ricco mercante delle Smirne intenzionato a formare una compagnia d'Opera.
Facili prede di mediatori intriganti, di impresari furbi e rapaci, i poveri artisti scoprono a loro spese che le regole del Teatro sono eterne e che la loro vicenda scritta 250 anni fa ha un sapore grottesco di attualità. Distratti dalle loro piccole beghe e rivalità, occupati a farsi la guerra per far carriera, invidiosi di una posizione nella gerarchia di palcoscenico, di un costume più o meno sfarzoso, di un privilegio in più e soprattutto di avere una paga l'uno più alta dell'altro, non si accorgono di essere delle piccole sciocche marionette i cui fili vengono manovrati da chi il potere veramente ce l'ha, per la sua posizione o per il suo denaro.
L'impresario delle Smirne è un grande affresco, una cantata corale affidata all'insieme della compagnia che lo rappresenta: ogni personaggio, dal Turco al servitore, si rivela incisivo, necessario in un "divertissement d'ensemble" che restituisce il clima lezioso e libertino dell'epoca, ma che allo stesso tempo offre l'occasione per porsi alcune domande di sconcertante attualità: che importanza ha l'Arte e in modo specifico l'Arte teatrale nella società contemporanea? E che ruolo riveste all'interno di questa Arte, l'attore? In quale modo è possibile riuscire a realizzare spettacoli di grande valore artistico senza adeguate risorse finanziarie?


dal 13 al 15 Dicembre 

IL DON GIOVANNI
Vivere un abuso, mai un diritto

regia e scena Filippo Timi



 
Teatro Franco Parenti
Teatro Stabile dell'Umbria

IL DON GIOVANNI
VIVERE È UN ABUSO, MAI UN DIRITTO

di e con Filippo Timi
e con Umberto Petranca, Alexandre Styker, Marina Rocco, Elena Lietti, Lucia Mascino, Roberto Laureri, Matteo De Blasio, Fulvio Accogli
costumi Fabio Zambernardi
in collaborazione con Lawrence Steele
suono Beppe Pellicciari
luci Gigi Saccomandi
regia e scena Filippo Timi
regista assistente Fabio Cherstich

Incluso negli abbonamenti

IN OPZIONE



Orari Spettacoli

Venerd e sabato ore 21
Domenica ore 16



Prezzi biglietti

SETTOREINTERORIDOTTOMINI
PLATEA 29 26 24,5
1 GALLERIA 24 21,5 20,5
2 GALLERIA 19 17 16

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Filippo Timi

    

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Né secondo Molière, né secondo Mozart, semplicemente secondo Filippo Timi: il mito di Don Giovanni riscritto dal più irriverente dei giovani artisti italiani.

Dopo l'Amleto, col Don Giovanni, Filippo Timi continua il suo percorso di riscrittura e di reintepretazione intervenendo su un testo classico con quella carica di humor nero che fa presagire la morte, tanto che il suo Don Giovanni sa già di dover morire: conosce la sua fine, deve semplicemente rincorrerla.
E' il prototipo di un'umanità volubile, che ha fame di potere, che ama la mistificazione e l'autoinganno proprio perché sa che è condannata ad estinguersi, che non potrà esimersi dal suo appuntamento con la morte. Egli ha capito che la vita è ingiusta, una farsa che si trasforma in tragedia, e che la vita è giustificata solo dalla morte.
Questa consapevolezza lo trattiene, non lo fa bruciare, benché desideri bruciare, essendo convinto che un desiderio morto non è più un desiderio.
Il suo rapporto con Donna Anna, Donna Elvira e Zerlina è molto teatrale, proprio perché la sua arte è tutta teatrale.
Donna Elvira è, forse, l'amore vero, quello che appartiene al passato, Donna Anna è l'amore ingannatore e, pertanto, violento, Zerlina è l'amore della seduzione, del desiderio di purezza. Tutte hanno le loro storie, così come Don Giovanni ha la sua, proprio per questo non si sottrae all'essere se stesso.
Tutti i personaggi si trovano ingabbiati negli straordinari costumi di Fabio Zambernardi e nelle luci, di forte spettacolarità, disegnate da Gigi Saccomandi.

 
NOTE DI REGIA di Filippo Timi
Don Giovanni conosce la sua fine, è solo questione di rincorsa. Don Giovanni è l'umanità volubile e insaziabile, l'umanità finalmente priva di quelle morali colpevoli dell'assurdo destino verso cui stiamo precipitando. E la colpa non è certo della storia, o di tutti quei Cristi che c'hanno professato amore, ma la nostra: la fame di potere insita nell'uomo, nessuno escluso, la fame di resistere, di mistificare, di ingannarsi piuttosto che sopravvivere. Meglio morire da idioti ma tutti insieme che svegliarsi e di colpo comprendere l'errore? Evidentemente sì. Ma stavolta l'evidenza lascerà una firma sanguinaria, una firma così profonda da spazzare via l'intera umanità. Don Giovanni è un'intera Storia dell'umanità che muore. Finalmente, dopo la sua rincorsa, dopo millenni di fame, eccolo pagare il conto. Non c'è scampo: se neppure un'umanità sveglia e godereccia, fuori dalle regole e concentrata sul piacere come Don Giovanni, non può esimersi dal suo più importante appuntamento con la morte, allora, neppure noi possiamo più far finta di nulla. Solo schiavi delle proprie miserie e desideri più neri ci si riappacifica con la propria infanzia, e si è pronti a vivere la morte.
La vita è ingiusta, ecco che cos'è la vita, una farsa che si trasforma in tragedia. Vivo è solo ciò che muore, e solo amando si rischia davvero di toccare le vette gelide dell'estrema solitudine, e da lì sentire il canto delle sirene. Solo tradendo si raggiunge l'amore assoluto. Un desiderio morto non è più un desiderio. Don Giovanni non brucia mai veramente, desidera bruciare, promette l'inferno, la sua arte è teatrale, recita così bene la promessa che è impossibile non credergli o ancora meglio non desiderare credergli. Donna Elvira è il passato, è la conquista difficile, la conquista di un tempo lento, l'amore vero, la prima donna, l'amore che ritorna a chiedere il compenso di una promessa già fatta. Donna Anna è l'amore ingannatore, violento, un errore semi-calcolato, è l'amore che libera dal vecchio incubo e rende la donna libera di scendere verso un incubo ancora più cosciente, è l'amore compulsivo, immediato, sbagliato per definizione.
Zerlina è l'improvvisazione, la dialettica della seduzione, è l'amore invidioso, la voglia di portare via la donna al marito, il desiderio di ritrovare quella purezza semplice di sposare la figlia del farmacista.
Ognuno ha la propria storia, io la mia, tu la tua, voi la vostra e Don Giovanni ha la sua. Non l'ha scelto lui di nascere, Mito, gli è capitato, e lui non si sottrae dall'essere se stesso. Ecco in cosa è grande. Non perché accetta la morte, deve, per forza, come tutti. E' grande perché accetta a pieno le conseguenze, inevitabili, dell'essere nient'altro che se stesso.

 


dal 31 Dicembre all´1 Gennaio 

BOEING BOEING

di Marc Camoletti
regia Mark Schneider



 
Ente Teatro Cronaca e Artù

BOEING BOEING
di Marc Camoletti
con Gianluca Guidi, Gianluca Ramazzotti, Ariella Reggio, Barbara Snellenburg, Marjo Berasategui, Sonja Bader 
scene e costumi originali Rob Howell
musiche Claire van Kampen
regia Mark Schneider sulla regia originale di Matthew Warchus

Allestimento scenico originale prodotto da Sonia Friedman LTD e vincitore del TONY AWARD 2008 come miglior revival anni Sessanta

Incluso negli abbonamenti

IN OPZIONE



Orari Spettacoli

31 dicembre ore 21.15
01 gennaio ore 16



Prezzi biglietti

SETTOREINTERORIDOTTOMINI
PLATEA 26 23,5 21
1 GALLERIA 22 20 18,5
2 GALLERIA 18 16 15


CAPODANNO
SETTOREINTERO
1 PLATEA 55
2 PLATEA 50
1 GALLERIA 45
2 GALLERIA 28

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Gianluca Guidi
Gianluca Ramazzotti

    

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Il ritorno sulle scene di Gianluca Guidi in coppia per la prima volta con Gianluca Ramazzotti in una commedia anni '60 già trionfatrice a Broadway e nel West End. Duo esplosivo di grande comicità a cui si aggiungono tre splendide bellezze.

Il nuovo allestimento di Boeing Boeing, una delle commedie più divertenti e rappresentate nel mondo, ritorna dopo quarant'anni sui palcoscenici italiani.
Boeing Boeing è una commedia brillante da Guinness dei primati: solo a Londra dal ‘65 è rimasta in cartellone per ben sette anni consecutivi, tanto che la Paramount ne produsse un film con Tony Curtis, Jerry Lewis e Thelma Ritter. E' tornata in scena a Londra nel 2007 fino al 2009 con uno spassosissimo restyling anni Sessanta firmato da Matthew Warchus, uno dei più rappresentativi e giovani registi europei.
Lo spettacolo viene riproposto nella stessa edizione trionfatrice a Londra e Broadway, in accordo con la Sonia Friedman Ltd, con un cast eccezionale che vede il ritorno sulle scene di Gianluca Guidi in coppia per la prima volta con Gianluca Ramazzotti: un duo di grande comicità affiancato dalla nota attrice teatrale Ariella Reggio nel ruolo della comicissima governante Berta. A completare la scena tre splendide bellezze: Marjo Baratasegui, lanciata da Pieraccioni nel film Ti amo in tutte le lingue del mondo, Barbara Snellenburg e Ela Weber. Il tutto orchestrato dalla regia di Mark Schneider che riprende la messa in scena scoppiettante e divertente di Matthew Warchus, in una rivisitazione dal sapore anni Sessanta per una commedia che ha quarant'anni ma non li dimostra!

 
Siamo negli anni ‘60. Bernardo, un architetto italiano di successo che vive e lavora a Parigi si destreggia fra tre fidanzate straniere che fanno le assistenti di volo per tre diverse compagnie aeree: l'americana Gloria che lavora per la TWA, Gabriela, spagnola, che lavora per l'Iberia e la fidanzata tedesca, Greta, della Lufthansa. 
Bernardo tiene puntigliosamente gli orari delle loro compagnie, in modo che le tre donne non si incontrino mai anche con l'aiuto della sua governante Berta, che a malincuore reimposta i menu e l'arredamento della camera da letto a seconda degli arrivi e partenze. Bernardo è riuscito a convincere ogni donna che lei è l'unico vero amore della sua vita. Un vecchio compagno di scuola di Bernardo, arriva inaspettatamente dall'Italia e Bernardo spiega con orgoglio al suo visitatore con gli occhi spalancati come il suo "calendario romantico" sia perfetto e senza intoppi. Purtroppo per Bernardo la tecnologia avanza e un jet Boeing nuovo di zecca, più veloce e tecnologico, è stato introdotto scombinando tutto il calendario. E se a tutto questo aggiungete i ritardi degli aerei, le previsioni del tempo e tutte le complicazioni possibili che non corrispondono all'attenta pianificazione di Bernardo, sicuramente parteciperete ad una serata di follia e risate difficile da dimenticare


dal 17 al 19 Gennaio 

SERVO PER DUE

di Carlo Goldoni
regia Pierfrancesco Favino e Paolo Sassanelli



 
Gli Ipocriti e Ass. REP la Compagnia di Repertorio
SERVO PER DUE
da "One man, two guvnors" di Richard Bean
liberamente tratto da "Il servitore di due padroni" di Carlo Goldoni
tradotto e adattato da Pierfrancesco Favino, Paolo Sassanelli, Marit Nissen, Simonetta Solder
con Pierfrancesco Favino nel ruolo del servo
e con gli attori del Gruppo DANNY ROSE:
Bruno Armando, Gianluca Bazzoli, Haydée Borelli, Claudio Castrogiovanni, Pierluigi Cicchetti, Ugo Dighero, Pierfrancesco Favino, Stefano Pesce, Pietro Ragusa, Marina Remi, Diego Ribon, Chiara Tomarelli, Valentina Valsania
elaborazioni musicali a cura dall'orchestra Musica da Ripostiglio:
Luca Pirozzi - chitarra, voce e banjo; Luca Giacomelli - chitarra;
Raffaele Toninelli - contrabbasso e voce; Emanuele Pellegrini - batteria, percussioni e voce
scene Luigi Ferrigno
costumi Alessandro Lai
luci Cesare Accetta
coreografie Fabrizio Angelini
regia Pierfrancesco Favino e Paolo Sassanelli
Le parole della canzone Tomorrow looks good from here sono state scritte da Richard Bean e Grant Olding.

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Orari Spettacoli

Venerd e sabato ore 21
Domenica ore 16



Prezzi biglietti

SETTOREINTERORIDOTTOMINI
PLATEA 29 26 24,5
1 GALLERIA 24 21,5 20,5
2 GALLERIA 19 17 16

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Pierfrancesco Favino

    

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Nel libero adattamento di "Il servitore di due padroni" di Goldoni, Pierfrancesco Favino e Paolo Sassanelli coordinano una compagnia allargata di attori per ricreare un teatro che avvicina il pubblico al suo spirito più autentico.

Negli anni ‘30 a Rimini, Pippo, moderno Arlecchino, ha appena perso il lavoro e si ritrova depresso, senza soldi e senza la possibilità di poter mangiare. Essendo ossessionato dal cibo è disperato, comincia a cercare un nuovo mestiere e dopo vari tentativi accetta di lavorare contemporaneamente alle dipendenze di due diversi padroni, trovando così il modo di raddoppiare il suo salario e i suoi pasti.
Uno di questi è Rocco, piccolo malvivente del Nord, ora a Rimini per riscuotere una notevole somma, dopo aver concluso un affare con Bartolo, padre della sua fidanzata Clarice; l'altro è Lodovico, anch'egli noto malfattore. Essere al servizio di due padroni, significherà per Pippo avere anche un doppio carico di lavoro, dovrà ricordare quali ordini e da chi gli verranno impartiti. 
Dopo un po' di tempo, frequentando le due case, Pippo scoprirà che in realtà Rocco, sotto mentite spoglie, non è altro che la sua sorella gemella: Rachele.
Il vero Rocco, infatti, è stato ucciso dal fidanzato di Rachele, Lodovico (l'altro suo padrone). Destino vuole che questi, ricercato dalla polizia, sia nascosto a Rimini e stia aspettando di riunirsi a Rachele. Pippo, quindi, dovrà evitare che i suoi due padroni si incontrino, al fine di scongiurare che ognuno di loro capisca che sta lavorando anche per qualcun altro.

 
Gli attori riuniti nell'Associazione Culturale Gruppo Danny Rose (nome ispirato a un film di Woody Allen) hanno deciso di diventare impresari di loro stessi per sfidare la crisi strutturale che sta attraversando il teatro italiano proponendo un nuovo modello di produzione e contribuendone autonomamente al "rilancio". 
I lavori di preparazione dello spettacolo Servo per due sono iniziati al Teatro Ambra Jovinelli di Roma nell'aprile del 2013: gli attori del gruppo Danny Rose hanno partecipato a diversi laboratori con approfondimenti nelle varie discipline teatrali. 
"Il teatro che oggi sopravvive è il teatro dei pochi per pochi. Il teatro che abbiamo intenzione di fare noi è un teatro che avvicini il pubblico al suo spirito più autentico, la vita. Vogliamo un teatro che consideri lo spettatore parte del processo creativo. In breve, il nostro vuole essere un teatro popolare interpretato da attori che hanno deciso di abbandonare le logiche delle produzioni tradizionali, per proporsi come compagnia allargata di repertorio: REP."


dal 31 Gennaio al 2 Febbraio 

DUE DI NOI

di Michael Frayn
regia Leo Muscato



 
Erretiteatro30 in collaborazione con LeArt'Teatro
DUE DI NOI
di Michael Frayn
traduzione Filippo Ottoni
con Emilio Solfrizzi e Lunetta Savino
scene Antonio Panzuto
costumi Barbara Bessi
disegno luci Alessandro Verazzi
aiuto regia Alessandra De Angelis
regia Leo Muscato

Incluso negli abbonamenti

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DUSEsette Rosso



Orari Spettacoli

Venerd e sabato ore 21
Domenica ore 16



Prezzi biglietti

SETTOREINTERORIDOTTOMINI
PLATEA 26 23,5 21
1 GALLERIA 22 20 18,5
2 GALLERIA 18 16 15

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Emilio Solfrizzi
Lunetta Savino

    

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Due esilaranti protagonisti mettono a nudo i paradossi della vita di coppia in tre diverse situazioni comiche scritte magistralmente da Frayn 42 anni fa, ma sempre attuali come è l'eterno problema della comunicazione di coppia.

Per la prima volta insieme sul palcoscenico Lunetta Savino e Emilio Solfrizzi sono protagonisti di storie matrimoniali in crisi nelle quali si evidenzia con umorismo e tagliante sarcasmo l'universo dei rapporti coniugali con le proprie mancanze e le proprie tensioni. Tre storie diverse che i due brillanti attori interpretano cogliendo le sfumature, i gesti e le parole di un uomo e una donna nelle dinamiche di vita in comune, coinvolgendo il pubblico in uno spettacolo che sorprende, diverte ma fa anche riflettere.
Questa commedia fu rappresentata per la prima volta a Londra nel 1970. Era l'esordio teatrale di Michael Frayn, un autore allora sconosciuto che solo una decina di anni dopo sarebbe diventato famoso in tutto il mondo grazie al successo di Rumori fuori scena.
Il titolo racchiude tre atti unici, concepiti per essere recitati da un'unica coppia di attori che raccontano tre emblematiche e paradossali situazioni matrimoniali. Un fuoco di fila di trovate, di battute incongruenti, riunite attorno a un'invenzione drammaturgica che ha per protagonista una coppia in tre situazioni al limite - comiche, surreali o addirittura inquietanti - ma sempre molto divertenti.

 
Nella prima scena "Nero e Argento" un marito e una moglie, entrambi col sistema nervoso logorato da un pargoletto insonne e urlante, tornano in vacanza a Venezia nella stessa camera d'albergo dove avevano trascorso la luna di miele. Il confronto passato/presente è inevitabilmente comico, tenero, con una punta d'amarezza. 
Nella seconda scena "Mr. Zampa" la comunicazione di coppia è praticamente azzerata: la moglie sopperisce dialogando in modo surreale con il piede del marito, l'unica parte del corpo che ne tradisce qualche sussulto emotivo, ad onta della sua ostentata e glaciale indifferenza. 
L'ultima situazione "I Cinesi" consiste in un vero e proprio virtuosismo drammaturgico: marito e moglie si ritrovano a dover gestire una cena alla quale hanno invitato, per errore, una coppia di amici da poco separati e il nuovo boyfriend di lei. Qui il meccanismo comico, spinto al limite della farsa, è potenziato dal fatto che gli stessi due attori, grazie ad un diabolico meccanismo di entrate, uscite e travestimenti, interpretano ben cinque ruoli diversi, dando vita ad un vorticoso crescendo di equivoci fino al paradosso finale.

 


dal 7 al 9 Febbraio 

NUDA PROPRIETA'

di Lidia Ravera
regia Emanuela Giiordano



 
La Contemporanea
in coproduzione con Mismaonda
NUDA PROPRIETA'
di Lidia Ravera
con Lella Costa, Paolo Calabresi
scene Francesco Ghisu
musiche Antonio di Pofi
regia Emanuela Giordano

Incluso negli abbonamenti

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DUSEsette Blu



Orari Spettacoli

Venerd e sabato ore 21
Domenica ore 16



Prezzi biglietti

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PLATEA 29 26 24,5
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Lella Costa
Paolo Calabresi

    

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Innamorarsi a 60 anni è una vera e propria sfida, vissuta e raccontata in una commedia che celebra le fragilità umane ma soprattutto la forza della vita a qualsiasi età, contro gli stereotipi grazie alle parole di una scrittrice italiana tra le più sensibili.

Lella Costa e Paolo Calabresi sono i protagonisti dello spettacolo tratto da "Piangi Pure", il nuovo romanzo di Lidia Ravera, una delle scrittrici italiane più quotate, nota ai più grazie al suo primo bestseller "Porci con le Ali".
Innamorarsi a 60 anni è una sfida, una forma d'arte, un capolavoro. L'amore raccontato e vissuto in quella fase della vita che viene considerato generalmente autunno, ma che in realtà ha le sue peculiarità e tutta la dignità di momento da vivere intensamente come qualsiasi fase della vita. Una questione di sicuro appeal nella contemporaneità, ma che non è banalmente da ridurre "all'amore dei vecchi". E' la vittoria della libertà contro gli stereotipi.

 
Tutto comincia con una stanza in subaffitto. Iris la offre a Carlo, psicanalista sfrattato del pianoterra. Intanto lei, rimasta senza un soldo, vende in nuda proprietà la casa. Iris contro ogni logica si innamora di Carlo e Carlo di Iris. Lui dopo un po', ma va bene così.
Lei, dissipatrice accanita senza pensione, non ha altra scelta che cedere il suo unico bene al miglior offerente, fingendosi molto più malandata di quello che è. Il miglior offerente è senza scrupoli e una nipotina bella e nullafacente fa irruzione proprio quando Iris e Carlo capiscono che sta succedendo qualcosa di imprevedibile.
Mentre Carlo scopre di essere malato, Iris si accorge che non può più fare a meno di lui, della sua intelligenza, della sua ironia, della sua capacità di decifrare la vita per quello che è. Carlo è affascinato da questa donna incasinata e vitale, che si espone, si dichiara, senza farsi mortificare dalle convenzioni. Decidono di vivere insieme tutto quello che resta da vivere. In due riescono a guardare in faccia la realtà, a chiamare per nome tutte le loro paure e a riderci sopra.
Il pubblico riderà con loro e piangerà per loro, a scene alterne o anche nella stessa scena. 
Una commedia che renderà tutti più leggeri e agguerriti, con il sorriso sulle labbra, felici di aver celebrato insieme un rito propiziatorio, una festa in onore della forza e della fragilità umana.

 


dal 14 al 16 Febbraio 

L'IMPORTANZA DI CHIAMARSI ERNESTO

di Oscar Wilde
regia Geppy Gleijeses



 
Teatro Quirino di Roma/Teatro Stabile di Calabria
L'IMPORTANZA DI CHIAMARSI ERNESTO
di Oscar Wilde
traduzione Masolino D'Amico
con Geppy Gleijeses, Marianella Bargilli, Lucia Poli
regia Geppy Gleijeses

Incluso negli abbonamenti

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Geppy Gleijeses
Marianella Bargilli
Lucia Poli

    

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La più bella commedia di tutti i tempi scritta da Oscar Wilde e portata in scena da Geppy Gleijeses, definito dalla critica teatrale "l'erede di Eduardo". Da non perdere.

 "The importance of Being Earnest" debuttò al St. James's Theatre di Londra il 14 febbraio 1895. Malgrado lo strepitoso successo riportato alla prima - "in cinquantatrè anni di palcoscenico non ricordo un trionfo maggiore", avrebbe ricordato Allan Aynesworth molti anni dopo: "il pubblico si alzò tutto in piedi e non cessava di acclamare" - fu smontata dopo appena 6 repliche, come conseguenza dello scandalo in cui Wilde si era andato a cacciare querelando per diffamazione Lord Queensberry che lo aveva pubblicamente tacciato di sodomia.
Ultimo lavoro teatrale di Wilde e diversissimo dai precedenti, The importance ha provocato molte congetture sul corso che l'evoluzione del drammaturgo e di conseguenza forse, di tutto il teatro inglese avrebbe potuto prendere senza l'intervento della magistratura.
L'eterea verbalità di The importance, dove tutti - non solo il cinico di turno - si esprimono mediante paradossi squisiti, si accompagna, non dimentichiamolo, a un senso visivo di teatralissima efficacia. Benchè più rare che nei lavori precedenti, le didascalie sono molto suggestive dell'esecuzione ideale e l'apparizione di Jack Worthing in lutto stretto per la morte dell'immaginario fratello Ernest è un colpo di scena giustamente rimasto famoso. Dalle didascalie si capisce anche lo stile di recitazione che Wilde desiderava e che gli attori del primo allestimento, un pò imbarazzati dalla novità, non raggiunsero che in parte: uno stile cioè assolutamente non farsesco e nemmeno, d'altro canto, realistico. I personaggi debbono cioè scambiarsi le battute con perfetta naturalezza, senza mostrare di ritenerle spiritose e senza tentare di giustificarle caratterizzandosi come eccentrici. Evidentemente The importance vive anche avulsa dal contesto storico che la produsse. Prendiamo il caso della formidabile Lady Bracknell, vittoriana quanto più non si potrebbe ma al contempo eterna e universale come Falstaff. Di lei osserviamo anche, en passant, l'ambivalenza mostrata dall'autore nei suoi confronti: Wilde appare affascinato dal mostro che ha evocato e, del resto, la sua stessa carriera mondana conferma come si adoperò per essere ricevuto e coccolato da quella società che sfidava. Dopo lo scandalo, esule a Parigi, soleva affermare con un sospiro che la Regina Vittoria restava la sola donna che avrebbe adorato sposare.
Masolino D'Amico


dal 21 al 23 Febbraio 

GIOCANDO CON ORLANDO

adattamento teatrale e regia Marco Baliani



 
Nuovo Teatro
GIOCANDO CON L'ORLANDO
Con Stefano Accorsi e Marco Baliani
adattamento teatrale e regia Marco Baliani

Incluso negli abbonamenti

IN OPZIONE



Orari Spettacoli

Venerd e sabato ore 21
Domenica ore 16



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Stefano Accorsi
Marco Baliani

    

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Stefano Accorsi e Marco Baliani trasporteranno il pubblico in un ludico e ironico carosello di corpi e voci, una giostra medievale ispirata all'Orlando Furioso, secondo capitolo di un lavoro teatrale di grande livello.

La giostra è quella dei cavalieri paladini e maomettani che duellando, amando, scontrandosi e scornandosi, tradendo e infuriando, girano in tondo come figure di una macchina giostrante apparendo e scomparendo a seconda del girotondo che il gioco impone.
Giostra è l'intera impalcatura dell'Orlando Furioso, un girovagare ciclico, rotondo, fiabesco dove le storie principiano a girare guidate dalla musica delle parole in rima e di colpo si interrompono, si perdono, restano sospese, in attesa del prossimo giro, ritrovando il bandolo perduto, riprendendo il filo del racconto.
Giostra è la sarabanda di parole, sempre cercate in rima, con cui vorticano e volteggiano, nel gioco antico del teatro, mondi, paesaggi, personaggi, sentimenti, passioni, furie e tradimenti.
A susseguirsi sulla giostra dello spettacolo sono prima Angelica e Orlando, poi Bradamante e Ruggero, coppie di amanti in fuga e in continuo inseguimento, ogni giro di giostra porta avanti un pezzo della loro storia per poi lasciare la prossima rotazione all'altra coppia.
La posta in gioco è l'amare e l'amore, amore braccato, tradito, sbagliato, amore amato, dimenticato, sempre ostacolato, finché di rosso si tinge la giostra per l'amore infuriato di Orlando da gelosia posseduto.
Stefano Accorsi e Marco Baliani saltano su e scendono giù dai cavalli in corsa nella giostra (e cavallo alato è l'ippogrifo stregato) in un ludico e ironico carosello di corpi e voci dandosi l'un l'altro a volte la spinta dell'abbrivio a volte l'inciampo dell'ostacolo, cambiando modi e toni del parlare, narrando, monologando e dialogando.

Accorsi è il cavalier narrante che tiene le fila dei tanti percorsi, incarnando in mutevole trasformismo tutti i personaggi, giostrando da par suo con sentimenti e passioni, risa furia e pianto in ciel volando tra delusione e incanto.

Baliani è un folletto saltellante che commenta, insinua, interrompe, suggerisce e spiazza, entrando e uscendo dalla tessitura del racconto, girando in tondo come un jolly errabondo.
 

A far le scene, il mare e il tuono e i venti
sono solo degli attori corpi e voci
a fremer sentimenti e agitare portenti
dell'amore giostrando tra delizie e croci
ché, attenzione, il teatro che qui s'apparecchia
non sol per l'occhio è fatto ma per l'orecchia

 


dal 28 Febbraio al 2 Marzo 

LA TELA DEL RAGNO

di Agata Christie
regia Stefano Messina



 
Attori & Tecnici
LA TELA DEL RAGNO
di Agatha Christie
traduzione di Edoardo Erba
con Viviana Toniolo, Annalisa Di Nola, Stefano Messina, Carlo Lizzani, Roberto Della Casa, Elisa Di Eusanio, Andrea Lolli, Claudia Crisafio, Sebastiano Colla, Luca Marianelli e Kataklò
scene Alessandro Chiti
regia Stefano Messina

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Viviana Toniolo
Annalisa Di Nola
Stefano Messina

    

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La compagnia Attori & Tecnici e Agatha Christie: un fortunato sodalizio che continua dopo il successo di "Trappola per topi" con un'appassionante commedia poliziesca per una compagnia di attori affiatati e di talento.

Dopo il successo di "Trappola per topi" della scorsa stagione è la volta di uno dei gialli più divertenti di Agatha Christie. Anche in questo caso la traduzione è affidata ad Edoardo Erba e la regia è firmata da Stefano Messina. 
Il testo fu scritto dall'autrice britannica su richiesta di un'attrice molto famosa negli anni Cinquanta, Margaret Lockwood, che voleva per una volta abbandonare i ruoli da "cattiva" che le venivano solitamente assegnati. La Christie, all'epoca fresca dell'enorme successo di "Trappola per topi", la accontentò ritagliando anche una parte per la figlia adolescente della Lockwood. Lo spettacolo debuttò nell'autunno del 1954 e la sua popolarità non ha più avuto fine.
Il cast de "La tela del ragno" è quasi interamente quello dell'ultima, applauditissima, edizione di "Rumori fuori scena" (altro spettacolo della compagnia Attori & Tecnici). Da segnalare anche la presenza in scena di Kataklò, una cane capace di strappare più di un applauso.

 
Tutto si svolge a Londra: a casa di Henry e Clarissa arrivano tre ospiti, Sir Rowland, Hugo e Jeremy. Mentre Henry è fuori per affari, Clarissa riceve la visita di Oliver che in seconde nozze ha sposato la prima moglie di Henry, Miranda. Egli insiste affinché la sua figliastra, Pippa, vada a vivere con la madre, ma Clarissa non è affatto d'accordo. La tensione sale quando, poco dopo l'uscita di scena di Oliver, Clarissa attraversa il soggiorno e s'imbatte nel cadavere di uno sconosciuto. Che fare? Henry tornerà a breve con un altro ospite di riguardo e la donna decide di chiedere aiuto agli altri per fare sparire il corpo. Ma proprio mentre si accingono a portarlo fuori, due poliziotti suonano alla porta.
Inizia così una lunga serie di interrogatori durante i quali i vari personaggi raccontano storie sempre più diverse e contraddittorie mentre gli investigatori incalzandoli li mettono in difficoltà. Ma perché tutto questo accade? Che cosa hanno da nascondere? Chi ha ucciso quello sconosciuto?

 


dal 7 al 9 Marzo 

GRISU', GIUSEPPE E MARIA

di Gianni Clementi
regia Nicola Pistoia



 
Neraonda
GRISU', GIUSEPPE E MARIA
di Gianni Clementi
con Paolo Triestino, Nicola Pistoia, Franca Abategiovanni, Sandra Caruso, Diego Gueci
scene Francesco Montanaro
costumi Isabella Rizza
luci Marco Laudando
regia Nicola Pistoia

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Paolo Triestino
Nicola Pistoia

    

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Commedia all'italiana ricca di situazioni imprevedibili, un ritratto dell'Italia anni '50 di Clementi splendidamente interpretato dal duo Pistoia-Triestino tra Alleluia, lettere grossolane, confidenze scottanti e metafore incomprese.

Tornano Paolo Triestino e Nicola Pistoia, coppia affiatata e amata dal pubblico, già applauditi nella stagione passata con "Ben Hur - storie di ordinaria periferia".
"Grisù, Giuseppe e Maria" è un altro affresco dell'arguta penna di Gianni Clementi di un'Italia che non c'è più, l'Italia del dopoguerra in cui i sogni si proiettavano nella realtà grazie alla grande voglia di cambiamento.
Nicola Pistoia, nel doppio ruolo di regista e attore, viene definito dalla critica mezzo Peppino De Filippo e mezzo Buster Keaton. Quello che viene ricreato con gli spettacoli Pistoia-Triestino-Clementi è un teatro dove si può ancora ridere senza battute triviali o sciocche, dove è ancora possibile emozionarsi, dimenticarsi del quotidiano e godere di un delicato e ironico scorcio delle speranze del passato.

 
Una sagrestia di Pozzuoli, nell'Italia rurale, povera e appassionata degli anni ‘50. Don Ciro un eccentrico sacerdote e il suo bizzarro sagrestano in prova, Vincenzo, sono alle prese con alcune intricate situazioni degli abitanti della comunità. Donna Rosa e Donna Filomena sono due sorelle nei guai un po' per come è la vita, un po' per le loro leggerezze. Coinvolto negli intrighi anche il fascinoso farmacista del paese Don Eduardo, stereotipo dello ‘sciupafemmine meridionale', padre di famiglia e unico laureato del paese, che nonostante tutto è preda dei suoi vizi e non comprende le metafore di Don Ciro. 
Una commedia dal gusto genuino, in cui i personaggi ricchi di sfumature e caratteri articolati prendono per mano il pubblico e lo accompagnano in un'Italia dove i sogni erano spesso affidati a chilometri e valige di cartone, ad una canzone, ad una miniera lontana.

 


dal 21 al 23 Marzo 

IL PRIGIONIERO DELLA SECONDA STRADA

di Neil Simon
regia Giovanni Anfuso



 
La Contrada - Teatro Stabile di Trieste
IL PRIGIONIERO DELLA SECONDA STRADA
di Neil Simon
con Maurizio Casagrande e Tosca D'Aquino
regia Giovanni Anfuso

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Maurizio Casagrande
Tosca D'Aquino

    

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Ritmo vorticoso in un clima surreale. E' meglio indagare con allegria e leggerezza nell'animo umano, elargendo una miscela irresistibile di verità, risate, stupore e utopia: ingredienti necessari a chi prigioniero non vuol essere mai.

Questo testo di sorprendente attualità ha per oggetto una piccola famiglia aggredita dalla crisi economica. Lui, il marito, è un piccolo uomo onesto; lei, la moglie, una donna coraggiosa che sa volare alto, come solo le donne sanno fare. 
La pièce prende il via in una serata estiva, tremenda¬mente calda, a New York. Sul divano di casa sua, sulla Seconda Strada, Mel non riesce a dormire a causa di una serie di irresistibili ed esilaranti nevrosi scaturite dal troppo caldo fuori e dal troppo freddo dentro, da un condizionatore rotto e perennemente fermo a 4°, dallo sciacquone difettoso del gabinetto, da vicine rumorose e decisamente libertine, da cani che abbaiano e da vicini che si lamentano proprio del suo lamentarsi. A fare da contraltare al protagonista, l'affettuosa moglie Edna che, cercando di carpire al marito la causa vera di tanta insoddisfazione, tenta di tranquillizzarlo.
Mel, da 22 anni dirigente di un'azienda ora in piena crisi economica, è stato licenziato in tronco; ma per vergogna tiene all'oscuro la moglie, trincerandosi dietro nevrosi, gastriti e quant'altro. Questo almeno, finché i ladri non gli svaligiano la casa e lui si trova costretto a svelare, alla moglie, la verità. 
Senza soldi, senza vestiti, senza alcolici, senza farmaci, in un crescendo tragicomico gli arriva anche una secchiata d'acqua da un condomino stanco di sentirlo brontolare. Così al povero Mel non resta che approdare alle cure di un terapista sui generis, a coronamento delle quali incontra i componenti della famiglia, chiamati dalla moglie per aiutarlo ad uscire dal tunnel. Sono il fratello e le tre sorelle: soggetti eccentrici o svampiti, accumunati da una sorta di odio-amore verso Mel, fratello più grande. In realtà nessuno di loro è lì per aiutarlo, così ad Edna non resta altro che riprendere il lavoro di segreteria in una grande azienda.
Ma la donna non farà nemmeno in tempo, poiché l'azienda, in pieno fallimento, la licenzia su due piedi. E tornata in casa scopre che non c'è neanche un filo d'ac¬qua per una doccia distensiva. Adesso è lei ad imprecare contro la vicina, responsabile dell'acqua condominiale. Questa, nonostante l'intero edificio sia senza acqua, tira giù un'altra secchiata che, anche questa volta, finisce sulla testa dell'incolpevole Mel. Il quale risponde con un sorriso sincero e rassicurante come Edna non lo aveva mai visto: "Sono così fiera di te" gli dice "perché sei migliore... Migliore di tutti quanti...". Finalmente i due si sono accorti di quanto il loro amore sia più forte della mancanza di soldi, di lavoro e di acqua.


dal 28 al 30 Marzo 

UNA NOTTE IN TUNISIA

di Vitaliano Trevisan
regia Andre Ruth Shammah



 
Teatro Franco Parenti
UNA NOTTE IN TUNISIA
di Vitaliano Trevisan
con Alessandro Haber, Maria Ariis, Pietro Micci e Roberto Trifirò
scene e costumi Barbara Petrecca
cieli proiettati sul fondale di Pietro Guccione
luci Gigi Saccomandi,
regia Andrée Ruth Shammah

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Alessandro Haber

    

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Grande prova d'attore, con una regia attenta e minuziosa per un testo focalizzato su un passato ancora imminente, una realtà attigua alla politica che mette luce sulla metafora del potere e della sua caduta.

Andrée Shammah ha voluto mettere in scena il bellissimo testo di Trevisan, fra gli autori più interessanti del panorama italiano, come un atto d'amore e di fiducia verso il teatro, che alza lo sguardo dalla cronaca e dalla storia, dalla trama degli ultimi giorni di vita di Craxi - X è il suo nome nel testo - e diventa metafora del potere e della sua caduta.
Applauditissimo dal pubblico e dalla critica, lo spettacolo ha per protagonista Alessandro Haber, qui in stato di grazia, calato in un personaggio degno di Bernhard. Immerso in un corpo a corpo con la parola scritta, deve ossessivamente verificarla con se stesso e con chi ha intorno. Primo fra tutti il fedele e indispensabile Cecchin, portiere d'albergo, che dà ritmo allo spettacolo e muove con leggerezza la scena e le azioni degli altri personaggi: il fratello preda di contraddizioni e paure e la moglie che cerca inutilmente di convincerlo a partire.

 
NOTE DI REGIA di Andrée Ruth Shammah
Dare fisicità alla tensione che sento da mesi, da quando questo testo mi è arrivato tra le mani...
Creare lo spazio adatto per raccontare un corpo, quel corpo e con il suo isolamento trovarsi dentro la sua solitudine per arrivare a una dimensione altra... Un punto scentrato fuori dal tempo in un presente che è già storia, un presente capace di guardare dentro al nostro presente... Una scena che respira, suoni che arrivano e si allontanano. Una intera opera creata dal giovane compositore Yuval a disposizione dello spettacolo, momenti inquietanti con voci che arrivano con il vento... Nessuna necessità di simulare la realtà. Creare le azioni con le didascalie. Cecchin veneto come l'autore che avrà la grazia, la puntualità, il modo di muoversi dentro e fuori dalla sua parte di Pietro Micci, è lui che impaginerà lo spettacolo, che muoverà la leggerezza della scena. Cecchin parla in terza persona ma quando serve a X esegue alcune azioni vere, reali - alcune sì, altre no... Lasciarsi andare alle suggestioni delle prove: alcune cose saranno giuste, altre no... immaginare il fratello che vola oltre al parapetto... no! Non si tratta di trovare in nessun modo di rendere l'azione credibile. Far dire la didascalia all'attore. E alla moglie l'intenzione nascosta di farlo cadere giù perché la moglie, è l'amore per i figli, per la famiglia, è l'amore al di sopra di tutto, l'amore che non cede, che cerca di inventare soluzioni per riuscire a farlo tornare ad operarsi con i medici migliori e il sogno-incubo del marito di andare al proprio funerale forse, chissà? Le ha dato l'ultima pazza idea... Già nella prima scena si dice "neanche da morto vuol tornare in Italia".
Si fa strada l'immagine di una bara. Non devo farmi tentare di impiegare immagini per rendere più facile, più comprensibile l'ascolto del testo. Lavorare dentro e intorno alle parole per muovere sentimenti e pensieri. Creare la giusta tensione e nel pubblico una grande attenzione del cuore e della mente. Un grande tavolo - il suo tavolo - che continui la linea obliqua della prima parete di garza che crea l'aeroporto (Ia linea obliqua mi è stata suggerita dall'autore
che devo ricordarmi di ringraziare pubblicamente appena ne avrò l'occasione, anche per aver dedicato molte ore a leggere il testo con Alessandro Haber - attore scelto da lui - e che ha scelto me d'accordo con i Balsamo co-produttori di questo spettacolo, veri amici di un tempo, di quel tempo, e anche di questo devo ringraziarlo perché sento che tra me e Alessandro sarà un incontro vero, importante). ll tavolo presente sin dall'inizio in trasparenza... La sua presenza si fa sentire anche con l'assenza. È la fisicità di Haber, la sua voracità, il suo talento, la sua energia compressa sempre pronta ad esplodere - cosi simile a quella di X - che renderà possibile dare fisicità a quella tensione che vorrei mettere in scena. Per contrasto, fare esistere il fratello con le sue contraddizioni, la sua paura di farsi ancora una volta coinvolgere, il suo gusto di discutere, di dibattere, di parlare, di leggere ad alta voce le parole scritte per vedere se un pensiero funziona... (tentazione di far leggere tutto il testo, di disseminare la scena di leggii ma no, solo X, solo lui dovrà leggere se stesso!).
Ed è anche per contrasto all'ossessivo bisogno di X di ragionare e alla sua disperazione di non sentirsi utilizzato e alla temperatura che creerà Haber sul palcoscenico che riuscirò a costruire il personaggio dell'unica donna in scena usando la voce dei sentimenti senza paura di perdere modernità. Una morte vicina e la passione della vita come malattia. Una ribellione che contiene una infinita dolcezza e che su di me è struggimento... una Tunisia arcaica ferma nel tempo, odori, profumi, vuoto "nel vuoto tutto si logora, si disgrega, si decomp...o..ne", i cieli di Piero Guccione e vento e lontananza. L'intelligenza non utilizzata che ossessivamente cerca di riempire il vuoto, quel vuoto... Una prova d'amore.
La forza che può avere il teatro nel chiederti di metterti in gioco fino in fondo, fino a fare tremare le corde in scena e farle ballare prima di sollevare una garza e con il gesto più semplice dar vita a una nuova scena, l'ultima dove giochi il tutto per tutto, nel corpo a corpo con un testo e l'avventura teatrale che comincia domani e lo so, l'emozione stanotte non mi lascerà dormire.

 


dal 4 al 6 Aprile 

GABRIELE D'ANNUNZIO, tra amori e battaglie

di Giordano Bruno Guerri
regia Francesco Sala



 
RG Produzioni
GABRIELE D'ANNUNZIO, TRA AMORI E BATTAGLIE
liberamente tratto da "L'amante guerriero" di Giordano Bruno Guerri
uno spettacolo di Edoardo Sylos Labini
con Edoardo Sylos Labini, Viola Pornaro, Silvia Siravo, Evita Ciri, Alice Viglioglia, Giorgia Sinicorni
e con il dj Antonello Aprea
scene e costumi Marta Crisolini Malatesta
regia Francesco Sala

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Edoardo Sylos Labini

    

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Tra letteratura colta e musica coinvolgente un excursus nella vita appassionata di Gabriele D'Annunzio, uno dei più celebri personaggi italiani, noto per i suoi poemi, le sue imprese e la sua vita privata densa di relazioni e segreti.

Nel 2013 ricorre il 150° anniversario della nascita di uno dei più importanti e discussi personaggi italiani: Gabriele d'Annunzio. Nato a Pescara il 12 marzo 1863, il Vate muore a settantacinque anni da poeta celebrato nella sua villa mausoleo del Vittoriale, sul lago di Garda. La sua vita si afferma come indiscussa protagonista della Storia e della Letteratura del XIX e del XX secolo. È proprio dalla straordinaria biografia del poeta abruzzese che prende spunto questo nuovo spettacolo. 
Scritto da Edoardo Sylos Labini e Francesco Sala, con la consulenza di Giordano Bruno Guerri, il più autorevole biografo del Vate nonché Presidente del Vittoriale, il testo sintetizza la vita di un artista che ha saputo imporre i propri sogni, in un susseguirsi di amori, passioni, infedeltà, avventure politiche e mondane, autentiche provocazioni poetiche vissute sempre con vittorioso clamore. D'Annunzio, amante instancabile, dalla sua stanza del Vittoriale rende omaggio alle sue donne: da Eleonora Duse, alla moglie Maria Hardouin d'Altemps, alla pianista Luisa Baccara, passando per la governante Amélie Mazoyer attraverso i versi de "Il piacere", del "Notturno", rivivendo "Il fuoco" o "La pioggia nel pineto" in un'insolita versione elettronica. 
D'Annunzio è anche "l'uomo marketing" del primo '900: suoi i naming del liquore Aurum, de La Rinascente e il pay-off "chi si ferma è perduto". Insieme all'editore Treves inventa il primo instant book e il lancio dei volantini su Vienna sarebbe oggi definito guerrilla marketing. Da Beethoven a Liszt, da Wagner a Joséphine Baker, passando per la famosa canzone napoletana "A'Vucchella", che d'Annunzio scrisse nel 1892, la musica, che insieme alle donne è stata fondamentale fonte d'ispirazione della poetica dannunziana, sarà mixata dal vivo nelle stanze del Vittoriale dal grammofono di un moderno dj.
Il Disco Teatro è l'innovativa formula di intrattenimento teatrale che Edoardo Sylos Labini sperimenta da anni nei teatri e in luoghi non convenzionali: la mediazione tra letteratura e musica diventa un insolito e stimolante ripasso della nostra storia e della letteratura nazionale.


dall´11 al 13 Aprile 

LA COSCIENZA DI ZENO

di Tullio Kezich dal romazo di Italo Svevo
regia Maurizio Scaparro



 
Compagnia del Teatro Carcano
LA COSCIENZA DI ZENO
di Tullio Kezich dal romanzo di Italo Svevo
con Giuseppe Pambieri, Enzo Turrin, Giancarlo Conde'
e con (in ordine alfabetico) Silvia Altrui, Margherita Mannino, Guenda Goria, Marta Ossoli, Antonia Renzella, Raffaele Sinkovic, Anna Paola Vellaccio, Francesco Wolf
scene Lorenzo Cutuli
costumi Carla Ricotti
musiche Giancarlo Chiaramello
regia Maurizio Scaparro

Incluso negli abbonamenti

DUSEprosa

DUSEsette Blu



Orari Spettacoli

Venerd e sabato ore 21
Domenica ore 16



Prezzi biglietti

SETTOREINTERORIDOTTOMINI
PLATEA 26 23,5 21
1 GALLERIA 22 20 18,5
2 GALLERIA 18 16 15

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Giuseppe Pambieri

    

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Italo Svevo portato in scena dalla regia di Scaparro che cuce su misura a Pambieri le considerazioni e le riflessioni di Zeno. Romanzo memoriale che diventa vicenda teatrale, simbolo dell'uomo del ‘900 nella versione degli anni '60 di Kezich.

"La coscienza di Zeno", pubblicato nel 1923, è il romanzo più maturo e originale di Italo Svevo. In esso si riassume l'esperienza umana di Zeno Cosini, il quale racconta la propria vita in modo così ironicamente disincantato e distaccato da far apparire l'esistenza tragica e comica insieme. Zeno ha maturato alcune convinzioni: la vita è lotta; l'inettitudine non è più un destino individuale, ma un fatto universale. La vita è una "malattia" e la nostra coscienza un gioco comico e assurdo di autoinganni più o meno consapevoli. 
Il romanzo possiede un'architettura particolare: l'autore abbandona il modulo ottocentesco del romanzo narrato da una voce anonima ed estranea al piano della vicenda e adotta l'espediente del memoriale, del diario, in cui la narrazione si svolge in prima persona e non presenta gli avvenimenti nella loro successione cronologica lineare, ma inseriti in un tempo tutto soggettivo che mescola piani e distanze. Il protagonista non è più una figura a tutto tondo, un carattere, ma è una coscienza che si costruisce attraverso il ricordo, ovvero di Zeno esiste solo ciò che egli intende ricostruire attraverso la propria coscienza. All'interno del memoriale, l'autobiografia appare un gigantesco tentativo di autogiustificazione da parte dell'inetto Zeno che vuole dimostrarsi innocente da ogni colpa nei rapporti con il padre, con la moglie, con l'amante e con il rivale Guido, anche se ad ogni pagina traspaiono i suoi impulsi reali, ostili ed aggressivi e a volte addirittura omicidi.
Con "La coscienza di Zeno", Svevo approfondisce la sua diagnosi della crisi dell'uomo contemporaneo che è tanto più grande quanto maggiore ne è l'autoconsapevolezza. I suoi personaggi, ridotti a subire la vita con sofferenza rassegnata ed insieme lucidamente consapevole, riflettono la problematicità dell'uomo del primo Novecento che, sotto apparenti certezze, avverte il vuoto, causa principale dell'inquietudine e dell'angoscia esistenziale. Per questo l'opera di Svevo è idealmente vicina a quella di Pirandello, Joyce, Proust: essa testimonia il male dell'anima moderna.

 
Il romanzo si apre con la Prefazione: lo psicanalista "dottor S." induce il paziente Zeno Cosini, vecchio commerciante triestino, a scrivere un'autobiografia come contributo al lavoro psicanalitico. Poiché il paziente si è sottratto alle cure prima del previsto, il dottore, per vendicarsi, pubblica il manoscritto. Nel preambolo Zeno racconta il suo accostarsi alla psicanalisi e l'impegno a scrivere il suo memoriale, raccolto intorno ad alcuni temi ed episodi.
"Il fumo" racconta dei vari tentativi attuati dal protagonista per guarire dal vizio del fumo, che rappresenta la debolezza della sua volontà.
Ne "La morte di mio padre" è raccontato il difficile rapporto di Zeno con il padre, che culmina nello schiaffo dato dal genitore morente al figlio. 
In "Storia del mio matrimonio" Zeno è alla ricerca di una moglie. Frequenta casa Malfenti e si innamora di una delle quattro figlie del padrone di casa, Ada, la più bella. Viene però respinto e, dopo essere stato rifiutato da un'altra sorella, viene accettato dalla materna e comprensiva Augusta.
Nel capitolo "La moglie e l'amante" Zeno rievoca la relazione con Carla; egli non sa decidersi fra l'amore per la moglie e quello per l'amante, finché è quest'ultima a troncare il rapporto.
Il capitolo "Storia di un'associazione commerciale" è incentrato sull'impresa economica di Zeno e del cognato Guido. Sull'orlo del fallimento, Guido inscena il suicidio per impietosire i familiari, ma muore.
Qui terminano i capitoli del memoriale. Zeno, abbandonato lo psicanalista, scrive un altro capitolo, intitolato "Psicoanalisi", in cui spiega i motivi dell'abbandono della cura e proclama la propria guarigione. Il protagonista indica l'idea che lo ha liberato dalla malattia: "La vita attuale è inquinata alle radici"; in definitiva, l'unico mezzo per essere sani è l'autoconvincimento di esserlo.

 


 11 Dicembre 

ZORBA



 
Just in Time Management
Il Balletto di Gyor
ZORBA
musiche Mikis Teodorakis
coreografie Gyula Harangozó
direttore artistico János Kiss

Incluso negli abbonamenti

DUSEdanza



Orari Spettacoli

Mercoled ore 21



Prezzi biglietti

SETTOREINTERORIDOTTO/MINI
PLATEA 33 30
1 GALLERIA 27 23,5
2 GALLERIA 23,5 20,5

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Il Balletto di Gyor

    

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Balletto, danza moderna e folclore greco si fondono armonicamente in questo spettacolo della compagnia di danza ungherese. Innovativo e originale con coreografie uniche nel loro genere.

Iván Markó, coreografo ungherese che è stato anche primo ballerino di Maurice Béjart, ha fondato la compagnia di balletto residente nel teatro nel centro storico della città ungherese di Gyor. In pochi anni la compagnia, composta da giovani ballerini, molti dei quali diplomati al National Ballet Academy di Budapest, è divenuta una vera e propria istituzione nel mondo della danza ungherese e internazionale. Apprezzati per il suo audace modernismo, questa compagnia di ballerini propone un repertorio eterogeneo che spazia fra tutti i generi: dal balletto classico alla danza contemporanea, dal teatro-danza sperimentale alle produzioni per ragazzi. 
Il coreografo Gyula Harangozò, diplomatosi con lode alla Moscow Ballet Academy nella classe di A. A. Prokofiev, ha cominciato la carriera nell'Opera Nazionale Ungherese nel ‘76. Come solista del Balletto dell'Opera ha incantato le platee di tutto il mondo e le sue coreografie sono state apprezzate per il lavoro di attualizzazione del repertorio classico.
Nel 2013 il Balletto di Gyor festeggia 34 stagioni ed è stato appena insignito del titolo di "National Ballet" rappresentando così l'Ungheria in contesti nazionali e internazionali.

 
"Zorba il greco", reso celebre dall'interpretazione cinematografica di Anthony Quinn del 1954, racconta di uno scrittore inglese che eredita dei possedimenti a Creta.
Raggiunta la splendida isola con l'idea di aprire una miniera, incontra Zorba un lavoratore pieno di forza e di voglia di vivere, a cui chiede di accompagnarlo in questo viaggio. Tra loro si crea un'amicizia speciale grazie alla quale lo scrittore conosce e approfondisce le esperienze vissute dal nuovo amico nei suoi anni di lavoro e di viaggi: il passato, la famiglia, le donne e la gioia di vivere diventano una chiave di lettura della vita stessa, un insegnamento ad andare avanti nonostante le difficoltà.

 


 24 Giugno 

La notte di san giovanni



  


    

Tenuta Bonzara
24 Giugno 2013
dalle ore 19,30
Teatro DUSE e Slow Food Bologna


LA NOTTE DI SAN GIOVANNI
La notte, le streghe, il solstizio d’estate, le noci, il fuoco, le erbe, la rugiada fecondatrice, gli amori …

 


Teatro Duse e Slow Food Bologna, in collaborazione con Formula Eventi, consolidano la loro collaborazione proponendo un evento fuori dalle mura del teatro, alla Tenuta Bonzara, azienda vitivinicola tra le più importanti dei Colli bolognesi.

 

La notte di San Giovanni da secoli affianca riti pagani a celebrazioni sacre, presagi e speranze vengono sovrapposti in tradizioni e rituali in occasione del solstizio d’estate e della nascita di Giovanni Battista. Si festeggia la rinascita, la dualità tra luna e sole, tra acqua e fuoco, nelle culture agricole si celebrano i raccolti con falò rituali e benedizioni liturgiche e si prepara il Nocino.

 

Sarà una serata all’insegna delle degustazioni di prodotti a Km zero, accostate a momenti teatrali proposti dagli allievi della Scuola di Teatro “Galante Garrone” e alla musica dell’Ensemble Jazz Quartet. Nell’affascinante cornice della Tenuta Bonzara, il percorso degustativo proposto è caratterizzato dalla ricchezza delle eccellenze del territorio dei produttori locali accompagnati dai vini della Tenuta Bonzara.

 

Menù della serata:
- Piatto con: Ribaltata di scalogno in agrodolce, cucchiaio di caponata e uova di quaglia, cubo di baccalà in saor, insalata di farro con verdure e legumi (Trattoria San Chierlo)
- Formaggi misti dei produttori del Mercato della Terra di Slow Food Bologna
- Mini battuta di Fassona Piemontese (Presidio Slow Food) della Macelleria Zivieri servita con Parmigiano di Vacca Bianca Modenese (Presidio Slow Food) del Caseificio Rosola; hot dog con pane del Forno Calzolari e salsiccia di pollo della Macelleria Zivieri accompagnate da spuma di Mortadella Bonfatti (Presidio Slow Food) (a cura della Condotta di Slow Food Bologna)
- Zuppa Inglese della Tradizione con Brazadela Alkermes e Sassolino, Torta Vignola (Trattoria di Via Serra)
- Due calici di Bonzarino Bianco (Pignoletto Frizzante) o Bonzarino Rosso (Barbera e Negretto) (Tenuta Bonzara)
- Un bicchierino di Nocino (Ordine del Nocino Modenese)
- Caffè e tisane (Acqua calda per il tè)

 

La serata sarà impreziosita dalle incursioni musicali dell’Ensemble Jazz Quartet e dagli interventi teatrali dagli allievi della Scuola di Teatro Galante Garrone che saranno poliedrici protagonisti di momenti della cultura letteraria e del sapere contadino: saranno gli interpreti della celebre scena nel bosco del secondo atto di “Sogno di una notte di mezza estate” di Shakespeare, i cantori di una nota poesia di Rodari dedicata alle fate, i suggeritori delle tradizionali usanze legate ai riti di San Giovanni, gli speciali celebratori di un fatato cerchio magico e le guide che spiegheranno le fasi per ottenere un ottimo nocino con le noci raccolte in questa notte fatata.

 

Prenotazione Consigliata
25 euro/22 € (soci Slow Food e abbonati DUSE)


 17 Luglio 

EZIO BOSSO TRIO

Un altro giorno



 
Ezio Bosso, pianoforte.
Manuel Zigante, violoncello.
Giacomo Agazzi, violino.


Orari Spettacoli

Mercoled ore 21



Prezzi biglietti

SETTOREINTERO
INTERO 27,5
I GALLERIA 22
II GALLERIA 16,5

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Serata di finanziamento per il progetto sicuramente_bologna, organizzata con il sostegno di ASPPI.
Grazie alla generosità del maestro Ezio Bosso con Giacomo Agazzini e Manuel Zigante, prende vita un concerto con le sonorità del piano insieme al violino e al violoncello per promuovere il tema della percezione della sicurezza negli spazi pubblici delle città.

Nota biografica di Ezio Bosso
Formatosi a Vienna, sotto la guida di Streicher e Österreicher, Ezio Bosso è ormai considerato uno dei compositori e direttori più influenti della sua generazione. Il suo stile cellulare e la sua ricerca sinetetica, il suo approfondito lavoro sugli strumenti ad arco e la agogica, così come il suo avvicinarsi a diversi linguaggi musicali, sono riconosciuti da pubblico e critica in tutto il mondo.
Sia come compositore che direttore e in formazioni da camera si è esibito nelle più importanti stagioni concertistiche internazionali; come Southbank Center London, Sydney Opera House, Palacio de las Bellas Artes di Mexico city, Teatro Colon di Buenos Aires, Carnegie Hall NYC, Teatro Regio di Torino, Houston Symphony, Auditorium Parco della Musica. 
Vincitore di importanti riconoscimenti come il Green Room Award in Australia (primo non australiano a vincerlo e il Syracuse NYC Award in America,) la sua musica viene richiesta nella danza dai più importanti coreografi come Christopher Wheeldon, Edwaard Liang , nel teatro come James Thierrèe e nel cinema e ha collaborato con registi di fama internazionale tra cui Gabriele Salvatores. Per lui ha realizzato la famosa colonna sonora per quartetto d'archi del film "Io non ho paura". 
Vive a Londra dove è direttore stabile e artistico dell'unica orchestra d'archi di grande numero inglese: The London Strings.

 
Nota biografica di Giacomo Agazzini
Giacomo Agazzini, nato a Torino nel 1962, ha iniziato lo studio del violino col padre; nel 1982 si è diplomato al Conservatorio "G. Verdi" di Torino con M. Marin e successivamente ha frequentato la classe di perfezionamento di C. Romano e di S. Accardo e per il quartetto di P. Farulli, A. Nannoni, G. Kurtág e M. Skampa. Membro fondatore del Quartetto d'archi di Torino, ha vinto importanti concorsi internazionali e suona nelle principali stagioni concertistiche italiane ed estere. Collabora con l'orchestra della RAI, del Teatro Regio di Torino e con l'Orchestra da camera italiana. Dal 1999 tiene corsi di orchestra d'archi e musica da camera presso la Scuola di Alto Perfezionamento di Saluzzo. Nell'aprile del 2000 ha tenuto la prima esecuzione mondiale di "Modello", concerto per violino e orchestra di S. Bussotti per la stagione di Radio France a Parigi. Docente di ruolo di Violino al Conservatorio "G. Verdi" di Torino. Collabora stabilmente da più di vent'anni con il compositore Ezio Bosso a cui sono dedicati diversi brani tra cui il Primo concerto per Violino e orchestra: Esoconcerto.
Suona uno strumento creato da Santo Serafino a Venezia nel 1725 appartenuto a F. Chopin e Ole Bull.

 
 
Nota biografica di Manuel Zigante
Manuel Zigante si è diplomato con il massimo dei voti presso il Conservatorio di Santa Cecilia di Roma studiando violoncello con Renzo Brancaleon e Amedeo Baldovino.
Nel 1988 ha fondato il Quartetto d'Archi di Torino con il quale ha svolto un' intensa attività concertistica presentando tutti i capisaldi del repertorio quali le "integrali " dei Quartetti di Beethoven, Mozart, Brahms, Schumann, Webern e Bartok.
Ha, inoltre, affrontato un vasto repertorio contemporaneo che include l'esecuzione di "Fragmente stille am Diotima" di Luigi Nono, il Secondo Quartetto di Morton Feldmann, l'integrale dei Quartetti di Giacinto Scelsi e varie prime esecuzioni assolute di opere ad esso dedicate.
Parallelamente all'attività quartettistica, oltre che continuare ad approfondire il repertorio solistico per violoncello, in duo con pianoforte ed in formazione cameristica barocca su strumenti d'epoca, viene chiamato a sostenere il ruolo di primo violoncello presso varie ed importanti orchestre internazionali. Docente di Quartetto presso il Conservatorio "G.F.Ghedini "di Cuneo, è stato per dieci anni assistente di Piero Farulli alla Scuola di Musica di Fiesole e tiene numerose masterclasses presso prestigiose Istituzioni.
Suona un violoncello Joseph Dall'Aglio del 1831.

Link Prevendita: http://www.vivaticket.it/index.php?nvpg[evento]&id_evento=1138124


dal 4 al 6 Gennaio 

FANTAFAVOLE SHOW 2



 
AltoMusic
FANTAFAVOLE SHOW 2
di Sandra Bertuzzi
con Umberto Fiorelli, Tommaso Fortunato, Marco "Marcone" Mandrioli, Valeria Nasci, MonaLisa Verhoven
e i ballerini e acrobati della FantAcrobatic Ballet
scenografie Federico Zuntini
coreografie Daniele Palumbo
costumi Angela Zanfino
regia Sandra Bertuzzi


Orari Spettacoli

Sabato ore 20.30
Domenica e Luned ore 17



Prezzi biglietti

SETTOREINTERO
INTERO 22
SOCI COOP, FANCLUB FANTATEATRO
ABBONATI TEATRO DUSE
20
UNDER 12 17

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Sul palco musicisti, attori e ballerini. Quasi due ore di musica dal vivo e di puro divertimento, nei quali i personaggi delle favole, rivisitati con graffiante ironia, creano una sorpresa dietro l'altra e si sbizzarriscono in momenti di esilarante comicità, con un linguaggio che ha la capacità di catturare l'attenzione sia degli adulti che dei più piccoli.

Tornano le avventure nel mondo della fantasia con i personaggi di Fantateatro. Il Cavaliere Serraturo, che nella prima edizione di Fantafavole show sconfigge il terribile Orco Puzza, è impegnato ora a salvare una principessa che giace addormentata. Le favole si intrecciano e si mescolano, i cattivi continuano a minacciare il mondo della fantasia, il sogno ancora una volta rimane il motore delle storie... Mille personaggi noti e arcinoti, si incontrano con quelli inventati dalla penna di Fantateatro: la regina Carciofona, l'Orco Puzza, Serraturo, Franco il narratore, Tato Lupo per dare vita ad uno spettacolo ricco di emozione e divertimento. Fanno da colonna sonore le canzoni dei cd di Fantateatro (12.000 copie vendute dal 2011), interpretate da giovani cantanti e danzate da un corpo di ballo di oltre 15 elementi; pupazzi piccoli e giganti, oltre 100 costumi sfavillanti e scenografie imponenti colorano la scena e rendono lo spettacolo uno show che richiama le atmosfere dei Muppet. Protagonisti assoluti gli attori di Fantateatro come sempre capaci di regalare comicità, suggestione e poesia per uno spettacolo che si preannuncia indimenticabile.


 18 Novembre 

MARK LANEGAN

with special guest DUKE GARWOOD



 
Vivo Concerti e Covo Club
in collaborazione con Comune di Bologna
MARK LANEGAN 
with special guest DUKE GARWOOD


Orari Spettacoli

Luned ore 21



Prezzi biglietti

<
SETTOREINTERO
PLATEA 28,75
1 GALLERIA 23
2 GALLERIA 23

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Dopo il successo del tour "Blues Funeral" la voce più emozionante del rock americano, autentico songwriter di indiscutibile talento, torna con il nuovo progetto "Black Pudding" in collaborazione del multi strumentista Duke Garwood.

Dopo il successo del tour nel 2012 a supporto di Blues Funeral, suo primo disco solista in otto anni e a seguito della recente data a Bollate (MI) insieme alla sua band, il leggendario Mark Lanegan torna ancora una volta ad emozionare il pubblico italiano con la sua inconfondibile voce baritonale, stavolta in coppia con il multi strumentista londinese Duke Garwood (che ha già lavorato con Wire, Kurt Vile, Savages tra gli altri), a supporto della loro collaborazione sfociata nell'incredibile album Black Pudding, pubblicato lo scorso maggio per Heavenly Recordings. 
«Duke Garwood è uno dei miei artisti preferiti di sempre» ha ammesso Lanegan, «lavorare a questo disco con lui è stata una delle migliori esperienze della mia vita», con Garwood di rimando «Penso che Mark sia come John Coltrane: pura anima e sound».
Quella con Duke Garwood è solo l'ultima di una serie di collaborazioni che hanno scandito la carriera di Mark Lanegan, sempre aperto e disponibile ai sodalizi artistici, che includono nomi come Isobel Campbell, Greg Dulli, Queens of the Stone Age, Soulsavers e Moby.
In realtà i due si conoscono bene già da qualche anno: Garwood ha suonato in due brani di Blues Funeral oltre ad aver aperto molti dei concerti del recente tour europeo di Lanegan. In Black Pudding la coppia dà il meglio delle proprie qualità artistiche: dalle canzoni emerge lo spessore e il virtuosismo di Garwood alla chitarra, affiancato dall'ormai risaputo talento ed unicità della voce e delle liriche di Lanegan che danno vita ad un album a cavallo tra folk e blues cantautorale dei più raffinati, minimali ed ipnotici.


 13 Novembre 

STEVEN WILSON



 
Live Nation
STEVEN WILSON


Orari Spettacoli

Mercoled ore 21



Prezzi biglietti

<
SETTOREINTERO
PLATEA 46,00
1 GALLERIA 36,80
2 GALLERIA 28,75

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Emblema del progressive rock inglese Steven Wilson presenta il suo nuovo album solista dopo l'esperienza con i Procupine Tree

Il musicista e produttore inglese Steven Wilson dopo il tour estivo a luglio a Roma, Pistoia e Grugliasco (Torino) sarà il 13 novembre sul palcoscenico del Teatro Duse. 
Steven Wilson ha da poco pubblicato il nuovo "The Raven That Refused To Sing (and other stories)" che ha riscosso ottime critiche sia dal pubblico che dalla stampa specializzata. Musicista inglese classe '67, leader e fondatore, chitarrista e cantante del gruppo progressive rock Porcupine Tree, Steven Wilson scopre la musica all'età di 8 anni quando a Natale i genitori gli regalano "The Dark Side of the Moon" dei Pink Floyd e "Love to Love you Baby" di Donna Summer.
Dai Pink Floyd impara il gusto per la psichedelia, la sperimentazione e per la musica progressive, come si vede nei suoi Porcupine Tree, mentre da Donna Summer prende il gusto per il groove, da cui i No Man saranno influenzati. 
Nei primi anni ottanta (1983 - 1985) produce nell'underground inglese delle demo con due suoi gruppi: gli Altamont e i Karma, lavori che con la crescente fama dei Porcupine sono riemersi (e lo stesso Wilson dirà che nel ritrovarli si sente come un pittore che vede appesi i suoi primi disegni fatti da bambino): la sua prima demo sarà incisa all'età di 15 anni.
Dall'underground anni Ottanta fonderà i due suoi lavori principali, i Porcupine Tree e i No-Man insieme a Tim Bowness, che lo accompagneranno per il resto della sua carriera musicale.
Come molti artisti del settore, Steven Wilson fa parte di altri "side projects". Nel 2004 ha formato un progetto a due, chiamato Blackfield, con Aviv Geffen, un cantautore israeliano. Nei progetti Bass Communion e I.E.M., Steven suona tutti gli strumenti e cura tutti gli aspetti tecnici inerenti al suono, alla programmazione e alla produzione.
Fondamentale è la sua collaborazione con Lasse Hoile, grafico, regista e fotografo danese, da anni abilissimo nel tradurre in forma visiva le idee artistiche di Steven.
In ambito solista, il suo primo vero lavoro originale è "Insurgentes", messo in vendita in edizione limitata nel 2008: il disco che artisticamente non si sposta molto dalle coordinate stilistiche tracciate dai Porcupine Tree vede la partecipazione di alcuni dei più acclamati musicisti in ambito progressive metal, tra cui Gavin Harrison (già con lui nei Porcupine Tree) alla batteria, Tony Levin (Peter Gabriel, King Crimson) al basso e Jordan Rudess alla tastiera (Dream Theater).
Tra produzione e missaggio, invece, Steven Wilson ha lavorato su alcuni album degli Opeth ("Blackwater Park", "Deliverance", "Damnation" e "Heritage"), in cui ha anche arrangiato i cori e suonato chitarre e tastiere, sull'ultimo degli Orphaned Land ("The Never Ending Way of ORWarriOr"), su "We're Here Because We're Here" e "Weather Systems" degli Anathema. Nel 2010 collabora con il gruppo Drum & Bass australiano Pendulum, per una canzone dell'album "Immersion".

I biglietti sono disponibili solo sul circuito Ticketone 


 05 Novembre 

JACK DEJOHNETTE GROUP

feat. DON BYRON



 
BOLOGNA JAZZ FESTIVAL
JACK DEJOHNETTE GROUP feat. DON BYRON

Jack DeJohnette (batteria)
Don Byron (clarinetto, sax tenore)
George Colligan (pianoforte, tastiere)
Jerome Harris (basso)



Orari Spettacoli

Marted ore 21,15



Prezzi biglietti

SETTOREINTERO
PLATEA 41,40
1 GALLERIA 36,80
2 GALLERIA 32,20
LOGGIONE 18,40

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Bologna Jazz

Il Bologna Jazz Festival presenta uno dei più grandi batteristi jazz di tutti i tempi, titolare di innumerevoli progetti e collaborazioni (tra cui Gateway, New Directions, con Herbie Hancock e Pat Metheny, e la trentennale militanza nel trio di Keith Jarrett), in uno straordinario quartetto che vede come ospite l'originalissimo strumentista e arrangiatore Don Byron.

Batterista fuori dagli schemi, capace di passare dagli standard all'avanguardia e dall'acustica all'elettronica, Jack DeJohnette esordì discograficamente nel 1966 nel quartetto di Charles Lloyd trovandosi a fianco nientemeno che Keith Jarrett, inaugurando con lui un sodalizio artistico proseguito fino ad oggi nel fortunatissimo trio con Gary Peacock.
Nel '68 partecipò al classico live a Montreux di Bill Evans, per poi entrare nel gruppo di Miles Davis con cui incise Bitches Brew, Jack Johnson e Live Evil. Come bandleader esordì nel '69 con The DeJohnette Complex (con Miroslav Vitous, Stanley Cowell, Roy Haynes..) per poi condurre una serie di progetti tra cui il trio Gateway (con Dave Holland e John Abercrombie), i Directions e i New Directions (con Abercrombie e il bassista Eddie Gomez) e soprattutto gli Special Edition, con musicisti come David Murray, Arthur Blythe e Chico Freeman, formazione oggetto di un recente box retrospettivo da parte della ECM.
Nel 1990 un acclamato tour con Pat Metheny e Herbie Hancock produsse il cd Parallel Realities, e a metà decennio DeJohnette resuscitò i Gateway. Nel 2005 ha fondato la propria etichetta Golden Beams Productions, per la quale ha inciso album di sola elettronica ambient (vincendo un Grammy con il suo Peace Time come miglior disco New Age nel 2008), ed altri con Foday Musa Suso, Bill Frisell, Danilo Perez e John Patitucci, fino al recente Sound Travels, un progetto Latin con Esperanza Spalding e Luisito Quintero.

 
Per la data bolognese, DeJohnette verrà accompagnato dal pianista George Colligan (con all'attivo anche incisioni con John Tchicai, la Mingus Dynasty e perfino un singolo con Gary Thomas e Jovanotti!), il bassista Jerome Harris (da molto al suo fianco ma anche a lungo collaboratore di Sonny Rollins, Oliver Lake, Amina Claudine Myers e Bobby Previte) e soprattutto da Don Byron, clarinettista e sassofonista fattosi notare in proprio per originali progetti di arrangiamento dedicati alle musiche di Mickey Katz, Raymond Scott, Junior Walker, e alle canzoni gospel di Thomas Dorsey e Rosetta Tharpe.
Il festival offrirà inoltre agli appassionati l'imperdibile occasione di incotrare Jack DeJohnette e porgli delle domande nel pomeriggio del concerto (ingresso riservato ai possessori dell'abbonamento o del biglietto d'ingresso):
Martedì 5 Novembre ore 16.00 presso il Teatro Duse: Questions & Answers with Jack DeJohnette, modera Stefano Zenni


 24 Gennaio 

LA PASION DE CARMEN



 
diretto da CARMEN CANTERO e RICARDO LOPEZ
ispirato alla novella di Prosper Merimée
musica Georges Bizet - flamenco
Carmen MARIA LOPEZ o ELENA CABEZAS
Escamillo JOSE MALDONADO
Don Jose MANUEL DIAZ
& COMPAGNIA BALLET FLAMENCO ESPANOL
chitarra GASPAR RODDRIGUEZ e DAVID DURAN
percussioni ANTONIO JIMENEZ
cante MAYTE MAYA

Incluso negli abbonamenti

DUSEdanza



Orari Spettacoli

Venerd ore 21



Prezzi biglietti

SETTOREINTERORIDOTTO/MINI
PLATEA 33 30
1 GALLERIA 27 23,5
2 GALLERIA 23,5 20,5

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Ballet Flamenco Espanol

    

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L'allestimento proposto dal Ballet Flamenco Espanol è l'intensa e appassionata narrazione di Mérimé in chiave flamenca con le straordinarie musiche di Bizet.

L'incontenibile forza dei sentimenti, la fatalita' del destino e lo sfondo pittoresco dell'Andalusia fanno di Carmen uno dei capolavori che ha ispirato innumerevoli versioni teatrali.
In scena ritroviamo i momenti chiave dell'opera come l' Habanera ,la Tabacalera, la Seguirilla e la Taverna. Nella prima parte, attraverso assoli, passi a due e coreografie di gruppo, Carmen la giovane sigaraia di Siviglia, bellissima e piena di vitalità si divide tra l'amore per il soldato Don Jose e il torero Escamillo. L'amore e l'odio, la rabbia e la passione, la gelosia e la libertà si intrecciano in questa avvincente storia. Carmen, arrestata per una lite, viene aiutata nella fuga da Don José. I due si rifugiano tra i monti, dove Escamillo raggiungerà Carmen per corteggiarla. Don José, accecato dalla gelosia, ucciderà la bella sigaraia, compiendo così il tragico destino che le era stato predetto.
La seconda parte dello spettacolo, porta in scena diversi stili del flamenco , mostrando al pubblico l'essenza di quest'arte in continua evoluzione, che riflette il temperamento solare e appassionato del popolo spagnolo.
Carmen Cantero, direttrice del Ballet Flamenco Espanol, dedita ad ogni forma della danza spagnola, come la Escuola bolera, il folclore, il Clasico Espanol e il flamenco, porta con se da sempre l'intento di preservare e diffondere il grande patrimonio di questa cultura ed è da anni impegnata nella distribuzione di prestigiose compagnie come, Il Ballet Nacional de Espana, Compania Espanola de Antonio Marquez , Nuevo Ballet Espanol, Los Vivancos e molti altri.


 18 Febbraio 

PASIONES Tango y musical



 
Just in Time Management
Pasiones Company
PASIONES
Tango y musical
con Adrián Aragón e Erica Boaglio

Incluso negli abbonamenti

DUSEdanza



Orari Spettacoli

Marted ore 21



Prezzi biglietti

SETTOREINTERORIDOTTO/MINI
PLATEA 33 30
1 GALLERIA 27 23,5
2 GALLERIA 23,5 20,5

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Pasiones Company

    

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Unione perfetta di sensualità e poesia nella versione completamente rinnovata di un grande successo. Un viaggio appassionante verso l'anima del popolo argentino in un musical contaminato dalle movenze del tango.

Dopo il grande successo delle scorse stagioni e a grande richiesta del pubblico, ritorna in Italia in veste completamente rinnovata "Pasiones", un viaggio sensuale e profondo nel mondo del tango.
Lo spettacolo è composto da quattro parti, ognuna delle quali affronta un aspetto particolare dell'anima argentina: l'amore, la seduzione, la notte, gli incontri, le feste, il calcio. Tutto questo è "Pasiones". Lo spettacolo segna l'inizio di una nuova forma di musical argentino, che rompe definitivamente con le tradizionali rappresentazioni del tango. Un lavoro unico nel suo genere anche grazie alla danza moderna, a un disegno luci molto suggestivo e alla raffinata composizione delle coreografie.
Erica Boaglio e Adrián Aragón, insieme dal 1994 e fondatori della Pasiones Company, vantano esperienze di altissimo livello nell'ambito del tango, che hanno permesso loro di toccare i massimi vertici della professione. Costantemente impegnati in tournée e seminari in Europa e in America Latina, protagonisti assoluti di festival e di grandi eventi, ammaliano da tempo le platee di tutto il mondo interpretando la passione di questo intramontabile ballo.
Adrian e Erica assieme ad altre cinque coppie di danzatori in "Pasiones" accompagnano il pubblico nei vari momenti della vita in Argentina, attraverso le note del tango. Un'emozione unica, il modo per rivivire il successo di "Pasiones" uno spettacolo indimenticabile.


dal 4 al 5 Marzo 

FUTURA Ballando con Lucio

regia Giampiero Solari



 
BaGS Entertainment
Balletto di Roma
FUTURA
Ballando con Lucio
coreografie Milena Zullo
regia Giampiero Solari

Incluso negli abbonamenti

DUSEdanza



Orari Spettacoli

Marted e mercoled ore 21



Prezzi biglietti

SETTOREINTERORIDOTTO/MINI
PLATEA 33 30
1 GALLERIA 27 23,5
2 GALLERIA 23,5 20,5

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Balletto di Roma

    

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La danza contemporanea incontra le melodie di Lucio Dalla, per celebrare la sua scomparsa ma soprattutto per dare un volto ai protagonisti della sua musica, un panorama ai suoi paesaggi, uno sguardo ai suoi eroi.

Lucio Dalla ha passato la vita a collezionare immagini: l'ottocento russo, la transavanguardia italiana, le icone sacre, i bastoni da passeggio, i pianoforti, i mobili preziosi, le care vecchie cose di "pessimo gusto" ma soprattutto le persone: camminava per strada, guardava la gente giocare a flipper nei bar e li incorniciava dentro una strofa. Mettere in scena le canzoni di Lucio, dare loro un'immagine, un movimento, una luce, un costume è raccontare le emozioni che emergono dalla sua esperienza e dalla nostra, è ballare su quel flusso misterioso che ognuno di noi ha dentro la testa: canzoni scomposte e ricomposte, frantumate, legate tra di loro in modo inaspettato, a volte prevalgono le note di un basso a volte il raddoppio di una chitarra a volte sparisce una strofa e il frammento di un testo si ripete all'infinito, perché la nostra memoria ha deciso di ricordare solo quello.
E' questo il meraviglioso circo pop di Lucio Dalla: un affresco popolato da angeli, puttane, lune, cieli, nuvole, motori, il cucciolo Alfredo, il lupo Nuvolari, Caruso, i giganti e le bambine.
E' il racconto dei mille fragili eroi di piazza che popolavano la sua fantasia: noi.
Giampiero Solari, Francesco Freyre

 
Dare un volto ai protagonisti della musica di Dalla, un panorama ai suoi paesaggi, uno sguardo ai suoi eroi può essere fatto solo andando a scoprire nell'intimo le sue melodie, i suoi suoni, le sue parole.
E' per questo che la parte centrale e fondamentale del lavoro sarà quella di comporre un'originale colonna sonora andando a ricostruire, da dentro, quella musica, quelle visioni.
Con la collaborazione di Sony Music e degli studi di registrazione storici di Lucio, non ultimo il suo personale studio di via D'Azeglio a Bologna, Roberto Costa, storico musicista e amico di Dalla, riassemblerà le tracce dei brani scelti per lo spettacolo facendo un lavoro simile a quello che George Martin, storico produttore dei Beatles, ha fatto con le canzoni del quartetto di Liverpool per realizzare "Love" colonna sonora di un fantastico show del Cirque du Soleil.
Su questa traccia, che non dimenticherà di utilizzare anche dei "parlati" originali dell'artista, danzerà il Balletto di Roma, compagnia di danza contemporanea fra le più importanti e attive del panorama nazionale.


 11 Gennaio 

E' STATO LA MAFIA

Regia Stefania de Santis



 
Promo Music
E' STATO LA MAFIA
di e con Marco Travaglio
con la partecipazione di Valentina Lodovini 
musiche dal vivo Valentino Corvino
regia Stefania de Santis

Incluso negli abbonamenti

DUSEcivile



Orari Spettacoli

Sabato ore 21



Prezzi biglietti

SETTOREINTERORIDOTTO/MINI
PLATEA 25 22,50
1 GALLERIA 20 18,5
2 GALLERIA 16 14,5

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Marco Travaglio

    

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Uno spettacolo necessario per cercare di restituire agli italiani il diritto di sapere. Una storia di patti inconfessabili e di segreti svelati con la forma tragicomica tipica di Travaglio.

"La trattativa è il peccato originale della Seconda Repubblica. E senza verità e giustizia sulle stragi non ci possiamo definire un paese civile" (Salvatore Borsellino)

 
L'avventura teatrale di Marco Travaglio riprende a grande richiesta, dopo una breve tournèe di due mesi nella primavera 2013. Uno spettacolo che racconta la storia della presunta trattativa fra Stato e Cosa Nostra, che sarebbe stata avviata nel 1992 e proseguita fino ad oggi.
Sarebbe stata una negoziazione avvenuta all'indomani della stagione delle bombe del '92 e '93 con lo scopo di giungere ad un accordo che avrebbe previsto la fine della stagione stragista in cambio, tra le altre concessioni, di un'attenuazione delle misure detentive previste dall'articolo 41bis. La trattativa è ancora oggetto di indagini giudiziarie ed è stata dichiarata reale nella motivazione della sentenza del processo a Francesco Tagliavia per le bombe del '92 e '93, secondo cui l'iniziativa per la trattativa "fu assunta da rappresentanti dello Stato e non dagli uomini di mafia". La trattativa quindi è vera, non è più presunta, è certa, è avvenuta e non l'ha voluta la mafia, ma lo Stato e i negoziati fecero da sfondo alle stragi, condizionando la politica negli ultimi vent' anni.
Una storia di patti inconfessabili, di segreti e ricatti che hanno dato vita alla Seconda Repubblica e continuano a inquinare la presunta Terza nata con le elezioni del 2013. 
Come nel precedente spettacolo "Anestesia totale", il giornalista sarà accompagnato dalle musiche eseguite dal vivo da Valentino Corvino e affiancato dalle letture di brani di Gaber, Pasolini, Calamandrei, Pertini e Flaiano: testi sulla buona politica, quella che rifiuta ogni trattativa e compromesso con la malavita e il malaffare. Riletti a distanza di anni, i discorsi lungimiranti risuonano di drammatica autenticità e risvegliano il senso di alto decoro e di levatura morale dello Stato e della Costituzione.
Il lavoro di Marco Travaglio, dal titolo così intelligentemente ambiguo, è una boccata di ossigeno perché rinnova la nostra coscienza, riaccende negli spettatori la necessità di combattere l'indifferenza, attraverso le parole di alcuni grandi uomini del nostro Paese e ci lascia l'amaro in bocca, utile antidoto "all'abulia, al parassitismo e alla vigliaccheria".

 


 09 Maggio 

UMBERTO TOZZI

Yesterday....Today



 
Momy Records
UMBERTO TOZZI
YESTERDAY... TODAY
Tour teatrale 2014


Orari Spettacoli

Venerd ore 21



Prezzi biglietti

SETTOREINTERO
PLATEA 48,00
1 GALLERIA 36,00
2 GALLERIA 28,00

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Ieri e oggi. Con 70 milioni di copie di dischi vendute, Umberto Tozzi è uno dei più famosi cantautori italiani nel mondo, e torna con un tour nei teatri più importanti d'Italia, location ideali per la sua musica melodica e raffinata, a due anni dall'uscita mondiale del suo nuovo album intitolato Yesterday... Today (10 brani inediti con testi e musiche di Umberto Tozzi e un secondo cd con i 17 singoli più importanti della sua carriera completamente rivisitati e riarrangiati). Umberto canterà i suoi più grandi successi con la sua fidata band in un magnifico concerto che spazia dai primi anni 70 (con tutti i grandi successi da Gloria, Notte Rosa, Si puo' dare di piu', Ti Amo, Gli altri siamo noi, Immensamente) fino ai giorni nostri.


 25 Febbraio 

FREEDOM! Imparare la libert

regia Cosimo Damiano Damato



 
PromoMusic
Gherardo Colombo e Tommaso Piotta
Freedom!
Imparare la libertà
regia Cosimo Damiano Damato

Incluso negli abbonamenti

DUSEcivile



Orari Spettacoli

Marted ore 21



Prezzi biglietti

SETTOREINTERORIDOTTO/MINI
PLATEA 25 22,50
1 GALLERIA 20 18,5
2 GALLERIA 16 14,5

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Gherardo Colombo - Tommaso Piotta

    

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Riflessione sulla coscienza civile grazie a una coppia inedita, l'ex magistrato Colombo e il rapper Tommaso Piotta, per riscoprire i valori alla base delle battaglie di conquista di diritti e libertà nella società moderna.

Una coppia inedita Gherardo Colombo/Tommaso Piotta insieme sulla scena per parlare di libertà e di educazione.
Colombo racconta la bellezza della Costituzione Italiana per parlare del senso di cittadinanza, della formazione della coscienza civile e sociale, del ruolo dei genitori, dei nuovi obiettivi della società del futuro e lo fa attraverso un dialogo appassionato ed appassionante fra un padre ed un figlio, fra un maestro ed un allievo, fra il passato ed il futuro.
Il fine è quello di riscoprire i valori supremi che stanno alla base delle dure battaglie di conquista di quei principi e che, per contro, rendono ancora più amare le storie di diritti negati e violati ancora oggi. 
In una scena minimale che ricorda l'aula di una scuola elementare ritroviamo la storia e i simboli della libertà: un albero di ulivo le cui foglie sono le pagine della Costituzione, le sagome di Don Chisciotte e Sancho Panza, il ragazzo contro il carro armato in piazza Tienanmen. A scandire lo spettacolo le musiche di Tommaso Piotta da sempre impegnato con i suoi testi a denunciare e a proporre una società più "etica".
Perché liberi si diventa. Perché si può e di deve educare senza punire, come si può e si deve capire la differenza tra sanzioni e punizioni e imboccare la difficile strada della responsabilità, anche attraverso uno spettacolo teatrale.


 05 Dicembre 

LA VERA STORIA DI TRAVIATA



 
PromoMusic
La vera storia di Traviata
di e con Corrado Augias - voce narrante
e Giuseppe Fausto Modugno - pianoforte e voce

Incluso negli abbonamenti

DUSEvarieta



Orari Spettacoli

Gioved ore 21



Prezzi biglietti

SETTOREINTERORIDOTTO/MINI
PLATEA 25 22,50
1 GALLERIA 20 18,5
2 GALLERIA 16 14,5

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Corrado Augias - Giuseppe Fausto Modugno

    

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"La Traviata" è probabilmente il capolavoro di Verdi, comunque la sua opera più popolare. Corrado Augias propone un omaggio al compositore nella formula di conferenza-spettacolo, accompagnato dal maestro Giuseppe Modugno al piano, con l'ascolto di alcune arie originali.

Le vicende di Violetta Valery sono arrivate al libretto di Francesco Maria Piave e alla musica del M° Giuseppe Verdi quasi direttamente dalla vita. Circostanza che contribuisce a dare alla storia l'accento d'una commovente verità.
All'origine di tutto c'è una ragazza nata nel 1824 in Normandia da una famiglia poverissima, si chiama Alphonsine Plessis. Suo padre la cede, a 14 anni, a una carovana di zingari. Alphonsine finisce a Parigi dove nel giro di pochi mesi cambia nome, si fa chiamare Marie Duplessis, e riesce a diventare una delle vedette della vita mondana nel solo modo in cui una ragazza povera ma ricca d'ingegno può farlo.
Tra i suoi amanti c'è Alexandre Dumas, figlio del celebre autore dei "Tre moschettieri". Una relazione tempestosa e breve che finisce dopo nemmeno un anno. A 23 anni Marie muore di tisi. Alexandre, in parte commosso, in parte intuendo il fascino della vicenda, la racconta nel romanzo ‘La dame aux camélias' che ha avuto enorme successo. Marie diventa in quelle pagine Marguerite Gautier. Nel 1852 Verdi, di passaggio a Parigi, vede a teatro la commedia ricavata dal romanzo. A sua volta intuisce che quella vicenda sembra scritta per lui. Appena un anno dopo, nel 1853, l'opera va in scena a Venezia. L'eroina cambia ancora una volta nome: Violetta Valéry.

 
Già da questo schema si può capire il fascino di una storia ispirata dalla vita ma poi filtrata per due volte da una doppia trasposizione artistica. Sullo sfondo della vicenda c'è il bel mondo parigino, la volgarità degli arrivisti, cinici allora come oggi, il mondo delle cocotte di lusso, il costume sessuale che rendeva quasi obbligatorio per un borghese mantenere una donna per i suoi capricci, l'attività dei pittori che hanno ritratto quei salotti, quelle sembianze, quelle carezzevoli nudità.
Ma soprattutto c'è la musica di Verdi che lo spettacolo racconta, smonta, analizza, lascia infine all'ascolto consapevole degli spettatori.

 


 25 Gennaio 

OTHELLO, L'H È MUTA

testi di Davide Calabrese e Lorenzo Scuda



 
Malguion / Il Rossetti - Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia/ BaGS Entertainment
OBLIVION
OTHELLO, l' H è muta
testi di Davide Calabrese e Lorenzo Scuda
arrangiamenti musicali Lorenzo Scuda
con gli OBLIVION: Graziana Borciani, Davide Calabrese, Francesca Folloni, Lorenzo Scuda e Fabio Vagnarelli
al pianoforte Denis Biancucci
regia gli Oblivion

Incluso negli abbonamenti

DUSEvarieta



Orari Spettacoli

Sabato ore 21



Prezzi biglietti

SETTOREINTERORIDOTTOMINI
PLATEA 26 23,5 21
1 GALLERIA 22 20 18,5
2 GALLERIA 18 16 15

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OBLIVION

    

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Otello è la prima parodia scritta dagli Oblivion, un nuovo progetto speciale, un'orgia tra Shakespeare, Verdi e Wagner con lo stile che contraddistingue questo ensemble tutto italiano.

2013. 200 anni dalla nascita di Giuseppe Verdi. 200 anni dalla nascita di Richard Wagner. 10 anni di Oblivion... Nel 1603 Shakespeare scrive Othello. 
Otello è la prima opera di Verdi in cui si avverte chiaramente l'influsso di Wagner. Otello è anche la prima parodia mai scritta dagli Oblivion.
L'inevitabile, ahinoi, si è compiuto... Un nuovo progetto speciale per gli Oblivion.
Due secoli di critica musicale e teatrale condensati in una rivoluzionaria scoperta: la differenza tra l'Otello verdiano e quello shakespeariano? E' l'H...
E così si compie il misfatto e il doppio bicentenario Verdi - Wagner viene comicamente profanato alla maniera degli Oblivion...
Gli Oblivion, ancora in tour con "Oblivion Show 2.0: Il Sussidiario", accolgono la sfida lanciata dalla numerologia dando vita ad un evento eccezionale: "Othello, l'H è muta..." 
Il Moro ritorna per l'ultima volta in scena amato e tradito dai cinque alfieri canterini. Un'orgia tra Wagner, Verdi e Shakespeare nella quale a Rossini spetta il ruolo di voyeur. Un pianista con un piano ben preciso accompagnerà gli Oblivion in un percorso shakespeariano alternativo. Da Otello a BalOtello in tutti i Mori, in tutti i Iaghi. 
La classica vicenda shakespeariana prenderà pieghe del tutto inattese e potrà capitare che i nobili personaggi verdiani si dimentichino i testi di Arrigo Boito per usare quelli di Mogol o di Zucchero...
Un progetto speciale con tanta musica e vocalità, arricchito dagli equilibrismi canori e dai montaggi beffardi ma impeccabili cui ci hanno abituati questi 5 formidabili attori e cantanti, diventati in poche stagioni beniamini del pubblico teatrale, seguiti da decine di migliaia di spettatori anche sul web.


 06 Febbraio 

IL MISTERO DELL'ASSASSINO MISTERIOSO



 
LSD Edizioni
Lillo & Greg
IL MISTERO DELL' ASSASSINO MISTERIOSO
Con Vania Della Bidia, Danilo De Santis e Dora Romano
Regia Mauro Mandolini
Scenografia Andrea Simonetti

Incluso negli abbonamenti

DUSEvarieta



Orari Spettacoli

Gioved ore 21



Prezzi biglietti

SETTOREINTERORIDOTTOMINI
PLATEA 26 23,5 21
1 GALLERIA 22 20 18,5
2 GALLERIA 18 16 15

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Lillo & Greg

    

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Un giallo perfetto in puro british-style filtrato dalla comicità e dalle situazioni al limite del paradosso che il geniale duo Lillo&Greg ha creato per la loro sregolata compagnia teatrale.

Un castello nella campagna londinese, un misterioso maggiordomo, l'omicidio di un'anziana contessa, un investigatore e gli stravaganti sospettati: ecco gli ingredienti per un perfetto giallo, dai toni brillanti, di chiara matrice anglosassone. 
Il detective Mallory ha riunito nel salone principale del castello i sospetti assassini della Contessa Worthington, ma un inatteso accadimento cambierà le dinamiche dell'indagine, minando esponenzialmente la trama del giallo e scatenando gli egoismi e le meschinità degli altri attori disposti a tutto pur di farsi notare da un produttore televisivo presente in platea.
 I ritmi serrati, le battute oblique, l'onnipresente umorismo di situazione e non ultima la cornice del giallo, rendono la commedia elettrizzante ed esilarante fuor di ogni dubbio.
Nata da un'idea di Greg e scritta a quattro mani con Lillo, "Il Mistero dell'assassino misterioso" è la prima commedia in cui si fa centrale la narrazione metateatrale - tanto cara alla coppia- che svela, scardinandolo con un pizzico di perfidia, il delicato equilibrio su cui vivono alcune compagnie di teatro, ma su cui si fondano anche la maggior parte dei rapporti umani: gelosie, meschinità, invidie, rancori e falsità.


 20 Marzo 

CARTA CANTA



 
Terry Chegia
Ennio Marchetto in
Nuovo spettacolo

Incluso negli abbonamenti

DUSEvarieta



Orari Spettacoli

Gioved ore 21



Prezzi biglietti

SETTOREINTERORIDOTTOMINI
PLATEA 26 23,5 21
1 GALLERIA 22 20 18,5
2 GALLERIA 18 16 15

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Ennio Marchetto

    

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Creatività, interpretazione e inarrestabili mutamenti: queste le qualità proprie del grande trasformista Ennio Marchetto in un nuovo spettacolo con nuovi personaggi. I suoi favolosi costumi di carta vi lasceranno di stucco.

Ennio Marchetto è un artista unico. In quasi 20 anni di carriera è stato alla ribalta dei palcoscenici più prestigiosi del mondo tra cui Edimburgo, Londra, Parigi, Berlino, New York, Los Angeles solo per citarne alcuni.
Il suo spettacolo non ha confini, piace ovunque e ad un pubblico assolutamente eterogeneo dai 7 ai 70 anni.
Non è facile spiegare cosa esattamente succede durante un suo spettacolo.
Ci sono dei costumi di carta che raffigurano grandi cantanti e grandi personaggi italiani e stranieri; dietro c'è lui, straordinario performer, a dar vita a questi costumi ripetendo movenze e tic di questi personaggi, rendendo tutto esilarante. Ma non è solo questo. Come per i più grandi trasformisti, la forza dello spettacolo sta nella straordinaria velocità con cui Ennio Marchetto muove i costumi, li apre, aggiunge particolari disegnati e parrucche di carta: Tina Turner, Mina, Liza Minelli, Marylin Monroe, Vasco Rossi, Madonna, Pavarotti ... e fra i nuovi personaggi Lady Gaga, Giusy Ferreri, Ornella Vanoni, Celentano e Claudia Mori, Arisa, Justin Bieber, Einstein, Morticia Addams, Maria Callas ...sono solo alcuni dei numerosi costumi a cui dà vita Marchetto, in uno spettacolo che è una vera Babilonia di musica, teatro e creatività.


 26 Novembre 

IL METODO

di Jordi Galcern - regia Andrea Collavino



 
La Contrada - Teatro Stabile di Trieste
IL METODO
di Jordi Galceràn
traduzione di Pino Tierno
con Adriano Giraldi, Riccardo Maranzana, Maria Grazia Plos, Maurizio Zacchigna
regia Andrea Collavino

Incluso negli abbonamenti

DUSEoltre



Orari Spettacoli

Marted ore 21



Prezzi biglietti

SETTOREINTERORIDOTTO/MINI
PLATEA E 1 GALLERIA 20 18
2 GALLERIA 15 15

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Quali sono le sfide e gli scontri che quattro persone possono sostenere pur di ottenere un posto di lavoro? Autentiche tecniche di selezione del personale sono pretesti per una pièce che diventa un thriller psicologico.

Quattro manager, tre uomini ed una donna, chiusi in una stanza, sono pronti a battersi senza esclusione di colpi per un posto di direttore generale per una multinazionale giapponese.
Ognuno contro tutti. O almeno questo è quello che credono. Una volta chiusi i quattro candidati nella stessa stanza, un messaggio recapitato attraverso una feritoia nel muro li informa che tra di loro c'è un infiltrato, uno psicologo dell'azienda, e il loro primo compito è quello di scoprire chi è.
Ma sarà vero? Seguendo le regole di un gioco crudele, i quattro accettano di affrontare una serie di strane prove attitudinali e di rivelare agli altri i propri segreti più imbarazzanti, pronti anche ad umiliarsi pur di guadagnare l'ambito posto. Ciascuno inganna l'altro, subisce l'inganno ed inganna se stesso.
Sfruttando la struttura ed il ritmo del thriller, si mescolano indizi veri con piste false che alimentano continui colpi di scena portando lo spettatore ad un sorprendente finale che ribalterà tutte le convinzioni acquisite fino a quel momento.
Tutte le prove a cui vengono sottoposti i personaggi, testo del catalano Jordi Galceràn, il cui titolo originale è "Il Metodo Grönholm", sono ispirate ad autentiche tecniche di selezione del personale, documentate in manuali di specialisti della materia.
Quello che accade nella pièce è condurre l'esperimento alle estreme conseguenze, senza nascondere la comicità derivante dall'assoluta inclemenza di tali prove.


 23 Gennaio 

MARATONA DI NEW YORK

di Edoardo Erba



 
CRISTIAN GIAMMARINI GIORGIO LUPANO
MARATONA DI NEW YORK
di Edoardo Erba
interpretato e diretto da Cristian Giammarini e Giorgio Lupano
assistente Caterina Panti Liberovici
luci Mauro Marasà video Massimo Federico
spettacolo nato in collaborazione con Teatro Stabile delle Marche,
AMAT e Comune di San Benedetto del Tronto - progetto Concordia

Incluso negli abbonamenti

DUSEoltre



Orari Spettacoli

Gioved ore 21



Prezzi biglietti

SETTOREINTERORIDOTTO/MINI
PLATEA E 1 GALLERIA 20 18
2 GALLERIA 15 15

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Cristian Giammarini - Giorgio Lupano

    

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Sullo sfondo di una notte insolita, il dialogo si fa profondo e scava nell'esistenza dei due, nelle loro fragilità, in quelle di tutti noi. Il rito del correre si fa metafora della vita. Una delle versioni più riuscite del testo di Erba.

"Maratona di New York" ha corso più di me, viaggiato più di me, fatto più carriera di me. E ho la sensazione che vivrà molto più di me. Una sensazione che si conferma ad ogni versione che mi capita di vedere. Se poi ne vedo una come quella di Giammarini-Lupano, la sensazione diventa certezza. Lo spettacolo non tradisce il testo originale, ma lo rilegge, lo re-inventa, lo inserisce in una dimensione drammatica nuova. La regia è modernissima, magistrale: passa indenne dai momenti comici, senza sottolinearli e senza averne paura, e arriva diretta al cuore del dramma fondendo incubo e realtà in una sola dimensione, un'unica grande notte stellata. Notte che gli attori attraversano con una spontaneità che conquista e un'intensità che commuove. Difficile per il pubblico non ridere e non avere i brividi. La prova atletica sul palco è notevole, Lupano e Giammarini non si risparmiano, si partecipa alla loro fatica. La loro corsa è un gesto iperreale e tuttavia compone un disegno preciso, espressivo, rigoroso. Che ipnotizza e coinvolge, lasciandoti alla fine un grumo d'amore e di dolore da portare a casa, da elaborare con calma. Insomma, questa Maratona è un grande piccolo spettacolo che merita di restare nei cartelloni dei teatri per molti anni. 
Edoardo Erba


 13 Febbraio 

LA CARNE DEL MARMO incontro con Michelangelo Buonarroti

regia Alessio Pizzech



 
Live Arts Management
Alessio Boni in
La Carne del Marmo
incontro con Michelangelo Buonarroti
da un'idea di Alessio Pizzech e Maddalena Calderoni
e con i danzatori della Compagnia Imperfect Dancers
raccordi drammaturgici Gianmaria Cervo
coreografie Walter Matteini
video a cura di Giacomo Verde
musiche Dario Aricidiacono
luci Nevio Cavina
costumi Valerio Maggioni
regia Alessio Pizzech

Incluso negli abbonamenti

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Orari Spettacoli

Gioved ore 21



Prezzi biglietti

SETTOREINTERORIDOTTOMINI
PLATEA 26 23,5 21
1 GALLERIA 22 20 18,5
2 GALLERIA 18 16 15

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Alessio Boni

    

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Michelangelo Buonarroti e il suo rapporto con il marmo, fonte della sua ispirazione e materia della sua meravigliosa opera, un viaggio musicale nelle sculture, nei sonetti, nelle idee dell'artista con danza, proiezioni e la voce narrante di Alessio Boni.

Lo spettacolo vuole esplorare l'immaginario di Michelangelo Buonarroti e il suo rapporto intimo con la materia da cui scaturisce l'opera d'arte. Costruendo un percorso drammaturgico tra i sonetti di Michelangelo, si visiteranno i luoghi più segreti dell'anima di questo genio dell'arte, del suo rapporto con la carne, con la bellezza, con il passare del tempo e il rapporto con l'amore trasgressivo, aspetto assolutamente nevralgico della vita di Michelangelo. 
La condizione di omosessuale, aspetto sottolineato dalla critica più recente, pone l'artista in una posizione di isolamento di cui egli si fa portatore con le sue stesse parole: artista così novecentesco che si scontra con il sistema di valori del mondo che lo circonda e che racconta in modo approfondito il suo fermento creativo. 
Attraverso l'interpretazione di Alessio Boni il pensiero dell'artista si intreccia con un viaggio musicale creato dal compositore Dario Arcidiacono. Musica e parole parleranno del Fuoco e della sua simbologia, dell'artefice e dell'artista che si lega alla centralità dell'Occhio che vede, dell'immagine che come elemento materiale suscita la "reverie artistica" e poi Dio, la fede, il peccato e l'anima immortale.
Questi aspetti del mondo oscuro di Michelangelo si incontrano con la centralità dell'amore, dell'amato e dell'amante in uno struggimento continuo che si scontra con la bruttezza, con la vecchiaia e con la morte. 
Le immagini delle opere di Michelangelo verranno sezionate e scomposte per coglierne gli elementi che corrispondono a questo racconto, grazie all'intervento dell'artista visuale Giacomo Verde che ripercorrerà il passaggio dalla materia grezza del marmo alla statua. Inoltre verrà evocato il lavoro degli strumenti, gli "oggetti-testimoni" che, secondo la tecnica michelangiolesca, lavorano la pelle del marmo dando quello straordinario senso del movimento e della tridimensionalità dell'immagine. Una tridimensionalità che avvolgerà la voce narrante, origine e punto di arrivo di tutto il racconto scenico. 
Le coreografie di Walter Matteini affidate ai corpi rievocheranno la sensualità dei corpi maschili del Buonarroti per sondare quel limite tra corpo ed evocazione di esso, tra pelle e superficie marmorea, tra muscolo e venatura della materia grezza. 
Un viaggio estetico attraverso le arti della scena che riconduce ad una bellezza ideale, antica che in Michelangelo diventa atto di rivendicazione della propria originalità di fronte al mondo: l'artista afferma la propria condizione che si consuma nel rapporto carnale con il marmo. 
Musica, danza, arti visive, parola si rincorrono a cercare echi del mondo interiore del Genio fiorentino. Quella poesia del lavoro umano, dello sforzo artigiano di "dare forma" diventano epopea e monito per il nostro presente meccanicistico e materialista. 
Un incontro artistico che vuole restituire sacralità alla materia informe che prende forma e che diventa personaggio dialogante: la pietra informe che in sé già conserva la Vita.


dal 15 al 16 Marzo 

FRA LA VIA EMILIA E IL WEST



 
Procope Studio
Giorgio Comaschi
Fra la via Emilia e il West
tratto da "Cittanova blues" di Francesco Guccini
di Giorgio Comaschi 
con Juan Carlos Flaco Biondini

Incluso negli abbonamenti

DUSEoltre



Orari Spettacoli

Sabato ore 21
Domenica ore 16



Prezzi biglietti

SETTOREINTERORIDOTTO/MINI
PLATEA E 1 GALLERIA 22 18
2 GALLERIA 15 15

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Giorgio Comaschi

    

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Guccini rivive i suoi anni '70 tra Modena e Bologna nello spettacolo che Comaschi ha scritto ispirandosi a "Cittanova blues". Sul palcoscenico assieme allo storico chitarrista Flaco.

Uno spettacolo tratto da "Cittanova blues", il libro di Francesco Guccini che racconta il suo passaggio da Modena a Bologna negli anni ‘70, il cambiamento della città, le mode, costumi, gli amori di quell'epoca di grande creatività e di speranza. Lo stesso Guccini ha espresso il desiderio di metterlo in scena all'amico e dopo un lungo lavoro di cucitura e di sintesi è nato uno spettacolo che racconta e cerca di interpretare il periodare del Maestrone, a volte ostico e imprevedibile. Il titolo è ispirato al dodicesimo album di Guccini, registrato live, di cui fanno parte grandi successi come "Eskimo", "La Locomotiva" e "Piccola Città"
«La via Emilia tagliava Modena in due; la strada dove abitavo, da una parte, si incrociava con essa. Dall'altra parte c'erano già gli ampi campi della periferia. Erano un po' il nostro "West" domestico: bastava fare due passi, o attraversare una strada, e c'erano già indiani e cow-boys, cavalli e frecce; c'era, insomma, l'Avventura, tradotta in "padano" dai film e dai fumetti. Poi la via Emilia continuò a tagliare Modena in due, ma il West aveva volto diverso, e il "mito americano", quello di tante generazioni oltre alla mia, parlava lingua diversa, quella del rock, delle copertine dei dischi, della faccia di James Dean in Gioventù Bruciata, dei libri che altri appena prima di noi avevano scoperto e voltato in italiano. Ma i due riferimenti esistevano sempre, un piede di qua e uno di là, il sogno (meglio, l'utopia) e la realtà...».
Sul palcoscenico a fianco di Comaschi nell'interpretare le musiche scelte dallo stesso Guccini Juan Carlos Flaco Biondini, il chitarrista che segue Guccini da più di 20 anni presente ovviamente anche nella registrazione di "Fra la via Emilia e il West".
Ricordi, riflessioni e immagini con l'inconfondibile stile di un grande poeta e la burlona, e al tempo stesso sottile, ironia del bolognesissimo Comaschi.


 17 Ottobre 

50 SFUMATURE DI... PINTUS



 
Ridens
Angelo Pintus in
50 sfumature di... Pintus

Incluso negli abbonamenti

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Orari Spettacoli

Gioved ore 21



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PLATEA E 1 GALLERIA 27,5 23
2 GALLERIA 19 19

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Angelo Pintus

    

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Angelo Pintus è l'ultima scoperta in materia di comicità: un nuovo spettacolo che sonda con la sua irresistibile ironia e l'insuperabile cinismo tutto ciò che si può considerare comico.

E' l'ultima rivelazione del programma tv Colorado, idolo dei più giovani grazie alla rubrica "Sfighe", parodia del programma di approfondimento sportivo Sfide, e grazie alle riuscitissime imitazioni del telecronista Bruno Pizzul, dell'allenatore José Mourinho e del motociclista Valentino Rossi.
Con il cinismo che lo contraddistingue e con la capacità di dire sempre le cose come stanno, senza false ipocrisie o noiosi perbenismi, Pintus propone uno spettacolo nuovo con un titolo ispirato ai bestseller di E. L. James, una lettura tutta personale della comicità.

 
"Care donne, a differenza di quelle di grigio, le sfumature di Pintus vi faranno ridere!!! Forse ... E se lo dico io potete non credermi!!
Il lavoro del comico è un lavoro strano: la gente per strada ti ferma e crede sempre che tu possa farla ridere. Sempre! Sarebbe come se a un cantante per strada tu chiedessi di cantare o a un calciatore di palleggiare, oppure a Rocco Siffredi di... Insomma, non ha senso!
Ma fare il comico credo sia molto più facile di quanto altri vogliono farci credere. La comicità è dappertutto: nei politici che litigano, in alcune storie assurde di alcuni programmi televisivi, nelle pubblicità, basti pensare che Banderas parla con una gallina che si chiama Rosita!
Insomma non ci vuole molto, fa ridere vedere un uomo con la febbre a 36,8°, fa ridere vedere una donna che parcheggia (senza offese!). Mi fa ridere la vita, fa ridere il mio ricordo della scuola: la mia professoressa che mi chiamava e mi diceva "Bindusss!" e io "con la P... con la P". E lei "Ah ... ok ... Bintup!". Insomma mi fanno ridere tante cose, ognuna con la propria sfumatura... Le sfumature di Pintus."
Angelo Pintus

 


 16 Gennaio 

FACCIAMO CHE ERO IO

regia Gioele Dix



 
Bananas
Maurizio Lastrico in
FACCIAMO CHE IO ERO IO
regia Gioele Dix

Incluso negli abbonamenti

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Orari Spettacoli

Gioved ore 21



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PLATEA E 1 GALLERIA 22 18
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Maurizio Lastrico

    

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Con il linguaggio che gli è proprio, Maurizio Lastrico, diretto da Gioele Dix, commenta la quotidianità attraverso gli endecasillabi danteschi con un risultato di grande comicità.

Nel teatro ci sono leggi non scritte che regolano da sempre i rapporti fra chi sta sul palco e chi si trova in platea, una sorta di patto basato sulla mutua fiducia.
Ecco, quando Maurizio Lastrico entra in scena, il pubblico si predispone istintivamente a ridere, perché capisce che è arrivato un attore comico di cui si può fidare. E subito si lascia conquistare dalla sua elegante figura dinoccolata, dalla sua originale e ariosa gestualità, da quella particolare fisicità che lo contraddistingue, generosa, a tratti debordante, eppure mai invadente, segno indiscutibile della sua innata, civile educazione.
Lastrico sovverte l'idea della comicità tutta di pancia, impulsiva, fisiologica. La sua carta vincente è nella qualità dei testi e nell'energia comunicativa, quella famigerata e tanto rara vis comica che gli permette di far ridere grazie a parole che prendono letteralmente corpo. Una ricetta speciale, frutto del suo talento, che ha per ingredienti risolutivi un'intelligenza vivace, un'inesorabile e feroce ironia, una discreta dose non esibita di cultura, che non guasta mai.
In "Facciamo che io ero io", Maurizio Lastrico intreccia fra loro resoconti sulle sue origini, cronache su incontri e personaggi del presente, riflessioni su sogni e sfide per il futuro. Costruisce così un racconto teatrale dal peso specifico molto superiore a quello di un puro monologo di intrattenimento, grazie a una lingua mai sciatta e a una recitazione consapevole dei propri mezzi.
In tale contesto, il suo "marchio di fabbrica", gli endecasillabi danteschi che lo hanno reso famoso, appaiono come il linguaggio più adatto a descrivere ed esorcizzare i disagi della contemporaneità, una sorta di alfabeto musicale e letterario per comporre il mosaico di inferni e purgatori quotidiani. Nell'attesa forse vana di qualche saltuario sprazzo di paradiso.
Maurizio Lastrico riesce dunque a conciliare lo stile frammentario, sintetico, folgorante delle sue fortunate esibizioni televisive con la sua indole di attore teatrale che pratica e nobilita l'approfondimento mimetico, l'introspezione, la cura del dettaglio.
Dirigere Maurizio Lastrico è un'avventura stimolante e impervia, che implica concentrazione, rigore e attenzione, sia ai massimi sistemi che alle sfumature. 
Non una passeggiata, insomma.
È questo il suo bello.

Gioele Dix


 06 Marzo 

STASERA NON ESCORT



 
Terry Chegia 
STASERA NON ESCORT
con Margherita Antonelli, Alessandra Faiella, Rita Pelusio, Claudia Penoni 
responsabile drammaturgica Marianna Stefanucci 
canzoni originali Rita Pelusio con la collaborazione di Luca Domenicali 
aiuto regia Paola Ornati
regia Marco Rampoldi

Incluso negli abbonamenti

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Orari Spettacoli

Gioved ore 21



Prezzi biglietti

SETTOREINTERORIDOTTO/MINI
PLATEA E 1 GALLERIA 22 18
2 GALLERIA 15 15

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Una satira divertente e spietata del mondo femminile contemporaneo, viaggio nelle aberrazioni quotidiane della donna di oggi attraverso lo sguardo disincantato di quattro talenti comici davvero unici.

Un gruppo di attrici comiche "scende in campo" per commentare con una satira dissacrante lo stato delle donne italiane di oggi. Partendo dal presupposto che per una donna contemporanea l'unico lavoro sicuro e ben remunerato sembra essere quello della escort, le attrici posano il loro sguardo impietoso sulle disparità tra i sessi, nella sessualità, nell'immagine offerta dai media, nel mondo del lavoro. Un mondo, quello della società di oggi, talmente assurdo e paradossale da fornire un'infinità di spunti comici, sebbene di fronte alla desolazione di certi scenari il riso si faccia a volte amaro. Le attrici si alterneranno sulla scena tra monologhi e canzoni, dissertando sulla realtà contemporanea, soffermandosi su temi cari al mondo femminile: dall'autostima all'incomunicabilità tra i sessi, dalle fiabe alla pubblicità, presentando al pubblico personaggi esilaranti tra cui la signora Varagnolo, la desperate housewife di Pinerolo, l'antropologa esperta in escort, la cantante di liscio Daccela e le velone.
Quattro straordinarie attrici disposte a tutto pur di demistificare a colpi di risate i luoghi comuni sul mondo delle donne.


 26 Ottobre 

ROCCO

A Dark full ride



 
Gender Bender
ICKamsterdam
ROCCO
A dark full ride
con Dereck Cayla, Quentin Dehaye, Arnaud Macquet, Christian Guerematchi
coreografia e direzione Emio Greco - Pieter C. Scholten
costumi Clifford Portier
light design Paul Beumer, Pieter C. Scholten


Orari Spettacoli

Sabato ore 21,30



Prezzi biglietti

SETTOREINTERORIDOTTOUNDER 26
PLATEA E 1 GALLERIA 26 21 19
2 GALLERIA 19 16 16

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Gender Bender Pieter Ick

Premio olandese per la danza "Swan" come migliore produzione di danza del 2012.

Creazione coreutica di Emio Greco ispirata a "Rocco e i suoi fratelli", film di Visconti dedicato al mondo del pugilato, in cui l'amore e odio tra fratelli diventano punto di partenza della coreografia. Il combattimento diventa passo a due.

In ROCCO i danzatori diventano pugili e i pugili diventano danzatori. In un ring gli avversari si sfidano sferrando colpi con un veloce gioco di gambe e tattiche virtuose. La tensione aumenta dopo diversi round di pesanti corpo a corpo fino al punto in cui l'altro si infuria e colpisce. In ROCCO i danzatori rappresentano la fratellanza in tutti i sensi: il buono e il cattivo, il diavolo e l'angelo, l'androgino e l'incestuoso. Sono Caino e Abele, Romolo e Remo, Stanlio e Ollio. Nel combattimento ravvicinato i rapporti familiari vengono messi alla prova e gli uomini sfidano i limiti fisici e psicologici dell'altro.
 
ROCCO è ispirato al film di Luchino Visconti "Rocco e i suoi fratelli". La storia originale parla di fratellanza e lotta per una vita migliore. È una storia sulla ricerca dell'identità da parte di coloro che hanno dovuto spezzare le proprie radici per necessità. 
Gli estremi fisici e psicologici che Visconti esplora nel film riecheggiano in questa performance di danza. Il senso di arresa, evidente nelle scene di boxe del film, trova il suo parallelo nell'impegno fisico dei danzatori.
La ricerca per questa coreografia, Double Points: Rocco, è stata condotta nell'ambito del Festival Operaestate di Bassano del Grappa. L'allenamento con un insegnante italiano di boxe è stato il punto di partenza. Oltre alla ricerca i coreografi Emio Greco e Pieter C. Scholten si sono ispirati alla somiglianza tra la preparazione mentale del pugile e del danzatore, al virtuosismo e all'intelligenza del corpo del pugile e del danzatore.

 

"La compagnia Emio Greco | PC ha fondato l'International Choreographic Arts Centre Amsterdam (ICKamsterdam) nel 2009. Nel 2013 l'ICKamsterdam è stato nominato city company of Dance di Amsterdam."
 

ATER - ASSOCIAZIONE TEATRALE EMILIA ROMAGNA ATER - ASSOCIAZIONE TEATRALE EMILIA ROMAGNA Emio Greco | Pieter C. Scholten 
Emio Greco e Pieter C. Scholten avviano il loro lavoro comune alla ricerca di nuove forme di danza nel 1995.
Emio Greco ha studiato danza presso il Centre de Danse International Rosella Hightower di Cannes, ha danzato con il Ballet Antibes Cote d'Azur, diretto da Patrick Tridon. Dal 1993 al 1996 ha danzato nelle creazioni del regista Jan Fabre, dal 1996 al 1998 ha collaborato con il coreografo giapponese Saburo Teshigawara in numerose produzioni. 
Pieter C. Scholten ha studiato teatro e inizialmente ha diretto opere teatrali su personaggi storici, come Oscar Wilde, Yukio Mishima e Pier Paolo Pasolini. Ha collaborato con molti coreografi come drammaturgo per la danza. Nel 1995 ha creato alcuni Dance Instants, brevi progetti "work-in-progress" per coreografi e ballerini. Per entrambi gli artisti la ricerca di una nuova drammaturgia del corpo è un fattore molto importante. 
Dal loro interesse per il corpo e il movimento è nato il loro primo lavoro nel 1996: il solo Bianco, che è poi diventato la prima parte della trilogia Fra Cervello e Movimento. Quello stesso anno hanno scritto il loro manifesto artistico stabilendo i 7 principi della danza e il loro impatto sul corpo e sullo spettatore. Hanno fondato la compagnia Emio Greco | PC nel 1996. Sin dall'inizio è stata più di una compagnia di danza, è un mezzo di promozione della profonda consapevolezza del corpo. Hanno dato il via ad una serie di incontri/discussioni sulla danza "Salons on Dance & Discourse", dedicando una sezione alla ricerca sul movimento del corpo e sviluppando un programma formativo chiamato Accademia Mobile, artisti di varie discipline sono regolarmente invitati a partecipare a questi dialoghi. 
Dopo il successo internazionale delle produzioni create tra il 1996 e il 2001, hanno spostato la loro attenzione sull'opera, sulla musica e sui film. Su commissione del Festival Internazionale di Edimburgo hanno diretto due opere: Orfeo ed Euridice e The Assassin Tree. In collaborazione con la compagnia teatrale olandese Toneelgroep Amsterdam hanno messo in scena Teorema di Pier Paolo Pasolini. Il 2004 è l'anno del progetto Double Points: +, con musica, danza e interazione con il compositore svizzero Hanspeter Kyburz, il progetto è in continua evoluzione. Nel 2009 hanno collaborato con il famoso violista danese Janine Jansen e il clarinettista svedese Martin Fröst. Queste esperienze interdisciplinari hanno condotto alla creazione della trilogia ispirata a Dante La Divina Commedia. Nel 2006 è stata presentata la prima parte, HELL, nel 2008 la seconda [purgatorio], la terza parte, you PARA | DISO ha debuttato nel 2010. Nel 2011 hanno presentato l'ultima parte La Commedia. 
La compagnia Emio Greco | PC è stata insignita di numerosi premi nazionali e internazionali, tra i quali: Phillip Morris Arts Prize, Herald Angel Award, Sonia Gaskell Prize, Premio Danza & Danza, Time Out Live Award, Meilleur spectacle de danse e il premio olandese per la danza "Swan". ATER - ASSOCIAZIONE TEATRALE EMILIA ROMAGNA 
International Choreographic Arts Centre (ICK) 
L'International Choreographic Arts Centre (ICK) di Amsterdam è una piattaforma per la danza contemporanea diretta da Emio Greco e Pieter C. Scholten. L'obiettivo dell'ICK è quello di favorire il continuo sviluppo e l' arricchimento della danza abbattendo le barriere artistiche. 
L'ICK si basa su tre pilastri: produzione di spettacoli di danza firmati dalla compagnia Emio Greco | PC e artisti associati; sostegno a giovani talenti sia in campo artistico che amministrativo; attuazione di programmi formativi e di ricerca. 
Tra i partner dell'ICKamsterdam vi sono: Troubleyn | Jan Fabre (Belgio), Ircam Paris (Francia), Frascati Amsterdam (Olanda), Stadsschouwburg Amsterdam (Olanda), Marsiglia Capitale Europea della Cultura 2013 (Francia) e Balletto Nazionale olandese (Olanda).

 

 


 20 Novembre 

CARLA GOZZI SHOW!



 
Mismaonda in collaborazione con Dreams Live
CARLA GOZZI 
CARLA GOZZI SHOW!


Orari Spettacoli

Mercoled ore 21



Prezzi biglietti

SETTOREINTERORIDOTTO/MINI
PLATEA 33 30
1 GALLERIA 27 23,5
2 GALLERIA 23,5 20,5

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Carla Gozzi

    

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La style coach e fashion blogger più seguita d'Italia nel suo nuovo spettacolo darà consigli di stile per trovare l'abito giusto per ogni occasione. Si racconterà e sonderà le tendenze dei grandi stilisti e curerà il restyling di alcune spettatrici.

Non è importante avere un abito nuovo, ma un abito giusto per ogni occasione. (Coco Chanel)

 
Dopo i dati d'ascolto record su Real Time con le trasmissioni "Guardaroba perfetto", "Ma come ti vesti?!?" e "Shopping Night", dopo il successo editoriale del libro "Guardaroba perfetto" (ed.Rizzoli) per 20 settimane nella classifica dei libri più venduti, dopo aver conquistato migliaia di fashion victims di ogni età con le sue Academy e dopo il sold out di tutti i suoi live shows, la style coach e fashion blogger più seguita d'Italia, Carla Gozzi, approda in teatro con un nuovo spettacolo. Per apprendere il metodo di Carla Gozzi, per avere un look perfetto in ogni occasione e sentirsi sempre bene nei propri panni.
Cosa indossare il giorno del primo appuntamento, come essere sempre sexy e mai volgari, i capi che danno autorevolezza in ufficio, gli accessori per le più creative, l'abito giusto per una festa tra amici, per andare a teatro, in discoteca o ad un appuntamento importante: saranno molti i consigli che Carla elargirà sul palco, in un evento che unisce academy e live show!
Scenografie multimediali e videografiche spalancheranno l'armadio dei nostri sogni mostrando, con grandi proiezioni, gli "indispensabili" accessori per il lavoro, per il tempo libero e per il social; le forme ed i colori, gli accostamenti da ricercare e quelli da evitare, i "must have": dal little black dress, alla stola, dal capo vintage allo stiletto.
Ma non sarà solo una lezione di abbigliamento e stile: Carla racconterà il mondo della moda svelando i piccoli e grandi trucchi delle modelle, i diktat dei grandi stilisti, i percorsi delle icone di stile. E anche qualcosa di sé: come si vestiva da bambina, la volta che sbagliò outfit, l'accessorio che indossava la prima volta che incontrò l'uomo della sua vita...
Momento clou dello show il restyling: dieci donne, di diversa età e tipologia fisica (dall'androgina alla curvy, dalla sexy glam alla sportiva) saranno condotte sul palco, analizzate con tanto di immagine del loro "prima" e condotte nel backstage del teatro per una vera e propria trasformazione. Nel dietro le quinte infatti uno stuolo di professionisti, coordinati da Carla e dalle sue top assistant, le cambierà d'abito, le truccherà e pettinerà nel modo che più dona alla loro figura, rendendole vere regine per una sera. Il "dopo" sarà illustrato da Carla che le farà sfilare sul palco commentando con loro tutti i dettagli del restyling.
Spazio anche agli uomini del pubblico, con consigli ironicamente mirati e alle fans più giovani,
con un minicorso di portamento per le bambine e le teenagers.

 


 21 Dicembre 

HOTEL PARADISO



 
FAMILIE FLÖZ/Theaterhaus Stuttgart/Theater Duisburg
HOTEL PARADISO
un‘opera di Anna Kistel, Sebastian Kautz, Thomas Rascher, Frederik Rohn, Hajo Schüler, Michael Vogel, Nicolas Witte
con Sebastian Kautz , Anna Kistel, Daniel Matheus, Nicolas Witte
maschere Hajo Schüler, Thomas Rascher
scenografie Michael Ottopal
costumi Eliseu R. Weide
musiche Dirk Schröder
disegno luci Reinhard Hubert
regia Michael Vogel


Orari Spettacoli

Sabato ore 21



Prezzi biglietti

SETTOREINTERORIDOTTOMINI
PLATEA 26 23,5 21
1 GALLERIA 22 20 18,5
2 GALLERIA 18 16 15

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Familie Floz

    

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La scorciatoia per il paradiso passa per l‘Inferno. Dalla Germania le maschere che mettono in scena piccolezze e grandezze dell'animo umano. Un noir travolgente e surreale, grande successo internazionale. Poesia e puro divertimento.

Strane cose accadono nel tranquillo HOTEL PARADISO, un piccolo albergo di montagna gestito con pugno di ferro dalla anziana capo-famiglia. Ci sono quattro stelle che orgogliosamente troneggiano sull‘entrata e una fonte che promette la guarigione di malattie fisiche e psichiche. Ma si intravedono nubi all‘orizzonte. Il figlio sogna il vero amore mentre combatte una dura battaglia con la sorella per mantenere il controllo sulla gestione dell‘albergo. La donna del piano ha un problema di cleptomania e il cuoco ha una passione, quella di macellare, non solo animali...
Quando il primo cadavere affiora, tutto l‘albergo scivola in un vortice di strani avvenimenti. Fra le alte vette delle Alpi si aprono abissi da cui è impossibile fuggire. La chiusura dell‘albergo sembra a questo punto solo una questione di tempo. Si sa, un cadavere non porta mai bene...
FAMILIE FLÖZ in versione noir! Un giallo sulle Alpi pieno di umorismo e sentimenti travolgenti.

 
La FAMILIE FLÖZ è nata nel 1994 da un'idea di Hajo Schüler e Markus Michalowski, che insieme ad un piccolo gruppo di studenti di recitazione e mimo della Folkwang-Hochschule di Essen si lanciarono nella sperimentazione con alcune maschere da loro realizzate. Il tema dello spettacolo era la vita. Ad essi subentrò il regista Michael Vogel, appena uscito dalla stessa scuola. Nel 1994 il gruppo portò in scena nell'auditorium della Folkwang-Hochschule la prima versione di "Über Tage". Hajo Schüler e Michael Vogel, stavolta insieme a Thomas Rascher e Stefan Ferencz, continuarono a lavorare allo spettacolo. Con due nuove versioni - una abbreviata, l'altra concepita per un teatro di strada - "Flöz & Söhne" attrassero l'attenzione del pubblico e di alcuni professionisti del teatro come il Köln-Comedy-Festival e la Freiburger Kulturbörse. Nel frattempo il Museo dell'Industria della Westfalia, in qualità di sponsor, rese disponibile la dismessa fabbrica di carbone Hannover a Bochum per le prove e gli spettacoli del gruppo. Qui fu portata in scena nel 1996 la versione originale di "Familie Flöz kommt über Tage", accolta con entusiasmo da pubblico e critica tanto da diventare il nome del gruppo anni dopo. Seguirono spettacoli in Francia, Olanda, Danimarca e Slovacchia, accompagnati da molti premi come quello conquistato al festival del libero teatro nel Nordreno-Vestfalia.
Nel 1998 il gruppo realizzò il suo secondo spettacolo, "Ristorante Immortale", messo in scena nella Maschinenhaus di Essen con un ensemble rinnovato. Col nuovo spettacolo il gruppo rinuncia all'uso della lingua e si nutre esclusivamente di performance visive, maschere, suoni e musica. "Ristorante Immortale" iniziò il suo tour in Spagna con tre settimane di spettacoli, ospite del Festival de Otoño di Madrid; nel 1999 per la prima volta andò in scena a Berlino, al Prater e all'Arena. Complessivamente lo spettacolo è stato attuato in 27 paesi e ha lanciato la FAMILIE FLÖZ come ensemble poetico e comico.
In occasione del debutto al festival di Edimburgo, nel 2001, il gruppo prese il nome di "Flöz Production", trasformato poi nell'attuale FAMILIE FLÖZ. Nello stesso periodo furono realizzati altri due spettacoli, "two% - happy hour" e "two% - homo oeconomicus" e Berlino sostituì Essen e il bacino della Ruhr come sede del gruppo. Nella cornice berlinese dell'Arena ebbe luogo la prima di "Teatro Delusio", quarto spettacolo del gruppo, premiato da diversi riconoscimenti e da un successo internazionale in Sud America, Asia ed Europa.
Nell'autunno 2006 la FAMILIE FLÖZ aprì lo Studio presso il restaurato Admiralspalast, sulla Friedrichstrasse, a Berlino. La prima della nuova produzione, "Infinita", ebbe luogo presso l'Akademie der Künste, nella capitale tedesca, seguita poi da 50 repliche all'Admiralspalast.
Al 2006 risale anche "Hotel Paradiso", messo in scena su sette diversi palcoscenici. Nell'estate 2008 la FAMILIE FLÖZ ha terminato la sua collaborazione con l'Admiralspalast, iniziando a lavorare con il Theaterhaus di Stoccarda e il Theater di Duisburg.

 
 
La FAMILIE FLÖZ fa teatro con mezzi "antelinguistici". Tutti i conflitti si manifestano prima a livello fisico, e il conflitto fisico è l'origine delle azioni drammatiche. Tutti gli spettacoli del gruppo sono il risultato di sforzi creativi collettivi, dove gli attori sono al tempo stesso gli autori dei personaggi e delle situazioni. Dal momento che il gruppo non è un'entità fissa, di volta in volta si forma un nuovo gruppo che sviluppa non solo uno spettacolo, ma anche un nuovo metodo di lavoro. L'abilità tecnica e artistica degli attori deriva dai loro studi alla Folkwang- Hochschule di Essen, scuola caratterizzata dall'intento di combinare le varie forme d'arte con un approccio produttivo.
Le tipiche maschere realizzate dalla FAMILIE FLÖZ sono strumenti essenziali per lo sviluppo dei personaggi e degli intrecci drammatici. Come i testi scritti, le maschere non hanno solo una forma, ma anche un contenuto. Il processo di sviluppo di una maschera, che passa per la recitazione e culmina nel raggiungimento di una sua simbiosi con l'attore è decisivo per il risultato finale. In un certo senso l'attore mascherato scrive la scena con il corpo, nell'aria.

 


 10 Aprile 

GLI UOMINI VENGONO DA MARTE, LE DONNE DA VENERE



 
Studio P3
Paolo Migone
Gli uomini vengono da Marte, le donne da Venere
tratto dal best seller di John Gray
messa in scena Paul Dewandre


Orari Spettacoli

Gioved ore 21



Prezzi biglietti

SETTOREINTERORIDOTTO/MINI
PLATEA E 1 GALLERIA 22 18
2 GALLERIA 15 15

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Paolo Migone

    

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Best seller di John Gray e ora sul palcoscenico interpretato dal professor Paolo Migone che con la sua lucida comicità svelerà tutti i segreti e i meccanismi oscuri del difficile, e all'apparenza incompatibile, rapporto tra uomo e donna.

Sull'onda del successo riscosso nella passata stagione in molte città italiane con la trasposizione teatrale "Gli Uomini vengono da Marte, le Donne da Venere", il libro best seller di John Gray (oltre 50 milioni di copie - tradotto in più di 40 lingue), torna a grande richiesta il Professor Paolo Migone. 
L'originalità dello spettacolo sta nel fatto che ricorda le principali differenze di funzionamento tra uomo e donna, sostenendosi su situazioni quotidiane che conosciamo tutti, tenendo presente il confronto di ogni generazione.
Grazie al professor Paolo Migone, infine comprenderemo come fare di queste differenze una fonte di complicità, e non di conflitto. Risultato: si ride molto, di se stessi, della propria coppia o dei propri genitori, ma soprattutto, si dispone di nuovi dati per comprendere l'altro sesso e girare in scherno alcune situazioni che possono diventare fonte di discordia.
Lo spettacolo non ha lo scopo di condividere "verità", ma soprattutto aiutare a comprendere l'incomprensibile.


 08 Aprile 

RUFUS WAINWRIGHT



 
COVO CLUB & TEATRO DUSE
presentano:
RUFUS WAINWRIGHT 
(CAN - singer/songwriter - Universal Music)


Orari Spettacoli

Marted ore 21



Prezzi biglietti

SETTOREINTERO
PLATEA 40,00
1 GALLERIA 35,00
2 GALLERIA 29,00

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Video

  


    

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Il prossimo 8 Aprile arriva, per la prima volta a Bologna, RUFUS WAINWRIGHT! Lo straordinario cantautore canadese, definito da Elton John come "il più grande songwriter che ci sia in circolazione", si esibirà nella straordinaria cornice del TEATRO DUSE. 
Presenterà "Vibrate: The Best of Rufus Wainwright", nuovo lavoro in uscita a Marzo 2014 in cui Rufus ripercorre la sua fantastica carriera.
Rufus Wainwright nasce nel 1973 da due genitori eccellenti: il cantautore Loudon III e la cantante folk Kate McGarrigle (metà delle McGarrigle Sisters). I due però divorziano pochi anni dopo la sua nascita.
Inizia a suonare da giovane, e da adolescente dichiara pubblicamente la sua omosessualità. Dopo la gavetta nel circuito musicale di Montreal, il primo contatto con la discografia arriva grazie al padre, che passa un suo demo a Van Dyke Parks (storico produttore/arrangiatore del giro californiano), che a sua volta lo fa avere al capo della Dreamworks Lenny Waronker.
Nel 1998 esce così RUFUS WAINWRIGHT, seguito tre anni dopo da POSES, entrambi acclamati dalla critica, per la loro commistione tra la canzone popolare di Tin Pan Alley e il pop moderno.
Nel 2003 esce WANT ONE, prodotto da Marius De Vries (già al lavoro con Bjork). A fine 2004 (in Europa ad inizio 2005) esce WANT TWO, un nuovo disco di inediti composto da canzoni registrate nelle stesse sessioni del suo (quasi) omonimo predecessore.
I due dischi procurano un po' di notorietà all'ambizioso Rufus. Nel frattempo la sorella Martha esordisce come solista, mentre Rufus si impegna in una nuova opera: per la regia di Sam Mendes ("American Beauty") rivisita il famoso concerto al Carnegie Hall tenuto da Judy Garland nel 1961. nella primavera 2007, il cantautore pubblica RELEASE THE STARS, disco di canzoni inedite ed originali, seguito dopo pochi mesi da RUFUS DOES JUDY AT THE CARNEGIE HALL, doppio cd estratto dalla rivisitazione del concerto della Garland. Dopo avere lavorato alla scrittura e alla messa in scena un'opera, torna alla da performer nel 2010 con ALL DAYS ARE NIGHT, disco più sobrio ed inciso principalmente con piano e voce, in parte dedicato alla madre Kate Garrigle, che scompare ad inizio anno. Nel 2012 esce il nuovo disco, il settimo, OUT OF THE GAME, prodotto da Mark Ronson. Il prossimo marzo uscirà, invece, "Vibrate: The Best of Rufus Wainwright", disco che raccogli il meglio dell'ormai corposa discografia dell'artista e che Rufus presenterà in Europa in un tour che farà tappa anche a Bologna, al Teatro Duse il prossimo 8 Aprile.
Biglietti in prevendita su Vivaticket e Ticketone.


 18 Dicembre 

NATALE IN CASA CUPIELLO

di Eduardo De Filippo



 
con Silvana Amato, Francesco Apuzzo, Rosa Caccavale, Fabio Delena, Gabriele Di Dato, Claudia Grazioli, Antonio Masella, Renato Masi, Beatrice Pini, Roberto Sparano, Domenico Sgambato, Felice Spampanato, Susan Uliano.
 
impianto scenografico Accademia Belle Arti di Bologna - Prof. Franco Savignano
scenotecnico Mariano Prodomo
tecnico audio-luci Vicco
assistente alla regia Carlo Picchi
regia Tommaso Bianco
gruppo teatrale "LA RAGNATELA" - Scuola di Teatro TOMMASO BIANCO con CRISTINA PASSARO
Organizzazione e Amministrazione Rosa Caccavale


Orari Spettacoli

Mercoled ore 21



Prezzi biglietti

SETTOREINTERO
PLATEA 15,00
1 GALLERIA 12,00
2 GALLERIA 10,00

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Tommaso Bianco Cristina Passaro

    

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Ancora un omaggio ad Eduardo, dopo il successo di "Filumena Marturano".
"Natale in casa Cupiello", sognata da Tommaso Bianco, tra i vicoli di Napoli, è stata il primo capolavoro teatrale con il quale Eduardo riformò, assieme ai fratelli Titina e Peppino, il "TEATRO UMORISTICO" al teatro Kursaal di Napoli, nel 1931.
Tommaso Bianco ha debuttato con Eduardo al teatro Duse di Bologna nel 1968, proprio con "Filumena" e "Natale in casa Cupiello". Ho detto tutto direbbe Totò!

La trama
Come ogni Natale, Luca Cupiello prepara il presepe fra l'indifferenza della moglie Concetta e il rifiuto del figlio Tommasino. Il clima di festa è turbato dai soliti litigi fra Tommasino e lo zio Pasqualino e dai problemi familiari di Ninuccia, la figlia, decisa a lasciare il marito Nicolino per l'amanteVittorio. Concetta riesce a dissuaderla e a farsi consegnare la lettera indirizzata al genero, ma Luca, che non sa nulla, la trova e gliela recapita. Quando i due rivali si trovano faccia a faccia al pranzo della vigilia lo scontro è inevitabile. Costretto a un repentino confronto con la realtà, Luca non regge e cade malato. Nel delirio finale scambia Vittorio per Nicolino e benedice l'unione 
dei due amanti.

Eduardo De Filippo, nel 1936, così ebbe a definire la tormentata genesi di Natale in casa Cupiello: "Questo mio lavoro è stato la fortuna della compagnia, dopo Sik-Sik, s'intende. Ebbe la sua prima rappresentazione al Kursaal di Napoli; allora non era che un atto unico, ed è tanto strana la sua storia che vale la pena di raccontarla. L'anno seguente, al Sannazaro, teatro della stessa città, scrissi il primo atto, e diventò in due. Immaginate un autore che scrive prima il secondo atto e, a distanza di un anno, il primo. Due anni fa venne alla luce il terzo; parto trigemino con una gravidanza di quattro anni! Quest'ultimo non ebbi mai il coraggio di recitarlo a Napoli perchè pieno di amarezza dolorosa, ed è particolarmente commovente per me, che in realtà conobbi quella famiglia. Non si chiamava Cupiello, ma la conobbi".

 
 

"E' sempre molto difficile introdurre un grande. Tutto sembra scontato, tutto sembra poco. Sembra di rifarsi a frasi già dette, ripetute, ovvie. Ma il nostro compito di ciceroni del teatro ci impone di presentare EDUARDO. Ed è con un certo timore reverenziale che lo facciamo cercando di evitare i facili pericoli di una prosa aulica, fatta e condita di troppe parole grosse e difficili. EDUARDO è più di un attore, più di un commediografo: EDUARDO E' IL TEATRO. Fra le cariatidi che reggono ancora a fatica il traballante carrozzone della drammaturgia italiana "il grande napoletano" è certamente uno dei piloni centrali. Ma è stanco, sempre sulla breccia per combattere la battaglia, la sua battaglia, vivo e vitale come era tanti anni fa. 
E' nato a Napoli nel 1900 e a vederlo non pare. La sua freschezza, la sua metrica di attore, la sanguigna corposità umana dei suoi personaggi di autore lo fanno apparire più moderno di un moderno.....
.... Comico nella sua più immediata ricettività, il Teatro di EDUARDO diviene via via sempre più umanamente tragico cosicché la bonarietà che ha dato il primo contatto si assorbe sempre più nel contesto di una lezione drammatica unica. EDUARDO è veramente un grande per questa sua fusione di comico e drammatico, per la penna che in pochi tratti definisce senza ambiguità, per la poetica universale che lo anima. Riaverlo, dopo tanto tempo, fa di queste sue esibizioni un fatto teatrale di assoluto rilievo, anzi il fatto teatrale dell'anno. Applaudiremo di nuovo EDUARDO perché non se ne è mai andato lontano da noi come uno di quegli amici che restano nel cuore nonostante la lontananza. E ritroveremo intatta la sua grande arte. Sul palcoscenico egli esprime forse la scuola di sempre. In un periodo dove si contesta tutto, EDUARDO, è al di fuori della mischia: è un grande."

 

VALERIO GRIMALDI
 

"Sono nato a Napoli il 24 maggio del 1900, dall'unione del più grande autore-attore-regista e capocomico napoletano di quell'epoca, Eduardo Scarpetta con Luisa De Filippo, nubile. Da molto tempo, ormai, ho capito che il talento si fa strada comunque e niente lo può fermare, ma è anche vero che esso cresce e si sviluppa più rigoglioso quando la persona che lo possiede viene considerata ‘diversa' dalla società, infatti, la persona finisce per desiderare di esserlo davvero, diverso, e le sue forze si moltiplicano, il suo pensiero è in continua ebollizione, il fisico non conosce più stanchezza pur di raggiungere la meta che si è prefissa. Mentre durante il fascismo avevo dovuto nascondere le verità sociali sotto il grottesco e l'assurdo per non essere censurato, adesso potevo parlar loro chiaro e cimentarmi nella forma teatrale alla quale da sempre avevo aspirato, che è poi la più antica: corrispondenza ideale tra vita e spettacolo, fusione ora armoniosa ora stridente tra riso e pianto, grottesco e sublime, dramma e commedia, abbandonando quell'artificio scenico che è la netta divisione fra farsa e tragedia. Mi domandavo: ma perché per oltre due ore il pubblico deve o solo ridere o solo piangere? E perché gli spettatori, mettiamo di Molière, accettavano le sue commedie tragiche -o tragedie comiche- e quelli di oggi non ci riescono? La risposta che mi diedi fu una sola: non c'è ragione valida, c'è solo l'uso , divenuto tradizione, di tale artificiosa divisione. 
Chi ha cominciato l'arte, il teatro, come l'ho cominciato io, può dirsi fortunato. Però c'è questo: tutti possono recitare, tutti! Se hanno la ventura di essere figli d'arte allora possono vantare questo destino, quest'occasione: se no, se dai 15, 16 anni si comincia a praticare il teatro, tutti possono recitare, con qualunque voce, qualunque fisico, perché tutti sappiamo recitare.
Le teorie possono interessare gli studiosi del teatro, ma non gli attori. Il vero modo di imparare a recitare è recitare osservando la vita, l'umanità, i compagni di scena, sia i bravi che quelli che non lo sono.
Eduardo De Filippo
Ed io mi avvalgo di queste parole di Eduardo per confermare, qui a Bologna, un teatro di persone vere, di attori presi dalla vita, perché solo quelli possono dare la verità di cui oggi ha bisogno il nostro teatro.
Tommaso Bianco
Tommaso Bianco è nato ad Arzano in provincia di Napoli il 22 settembre 1943 ed è cresciuto nel quartiere di Secondigliano. Agli inizi degli anni '60 ha debuttato nel teatrino della chiesa di Piazza Capodichino in "Sik Sik, l'artefice magico" di Eduardo De Filippo. Dopo varie esperienze di teatro e di vita, tra il Teatro Club di Napoli e la permanenza per sei anni nell'Aeronautica Militare, debutta con Eduardo nel 1968 recitando con il maestro in quasi tutte le sue commedie, da "Filumena Marturano" a "Gli esami non finiscono mai"... Nella sua carriera ha vinto moltissimi premi per il Teatro, tra i quali il premio Girulà nel 2010, come protagonista di "Atto senza parole", con la regia di Pierpaolo Sepe. Ha ricevuto il Premio Penisola Sorrentina 2005 con la motivazione: "Un attore di straordinaria umanità che sa far pensare, riflettere. E' salito sulla carovana dei grandi maestri acquistando una proteiforme capacità drammatica, che sa essere contemporaneamente timida, umanistica, sfacciata, trasgressiva. Ma sempre intelligente."

 


  Dicembre 

DUSEscuola



  


Allegati



    

Emozione e riflessione sono gli elementi che fanno del teatro un'esperienza altamente educativa che rende la dimensione del conoscere più profonda e articolata. DUSEscuola offre un percorso finalizzato all'avvicinamento del pubblico più giovane al repertorio classico e contemporaneo del teatro di parola, con l'intento di fornire occasioni e strumenti nuovi per divenire spettatori più accorti, recettivi, consapevoli e critici. 
 
Il progetto si articola in due fasi complementari
 
INclasse: in accordo con i singoli docenti e in relazione alle esigenze didattiche, verranno proposte all'intero delle singole classi letture sceniche dei testi o degli autori rappresentati poi in teatro. Gli studenti avranno la possibilità di essere più preparati alla visione dello spettacolo e di confrontarsi attivamente con la tecnica dell'interpretazione e la professione dell'attore. Questa prima parte si avvale della preziosa collaborazione degli allievi attori della Scuola di Teatro di Bologna "Galante Garrone".
 
Ateatro: gli spettacoli selezionati per DUSEscuola sono divisi in due percorsi, quello classico, per conoscere il teatro attraverso le opere immortali dei grandi maestri della scena e della letteratura e quello contemporaneo che affronta temi universali strettamente legati al nostro quotidiano, parlando ai giovani col linguaggio diretto dell'oggi. Le condizioni di partecipazione sono particolarmente vantaggiose. L'esperienza teatrale sarà arricchita da numerosi incontri con attori, registi e autori per mettere a fuoco le specificità del linguaggio dei singoli allestimenti. 
 
Classico: le opere immortali dei grandi della scena e della letteratura che hanno fatto la storia del Teatro.
 
Contemporaneo: spettacoli che riscrivono in modo non convenzionale i testi della tradizione affiancano le nuove drammaturgie approfondendo i temi del quotidiano con i linguaggi dell'oggi.

 
 

Prezzi
Posto unico........... 10 €
Posto unico per gli spettacoli: Zio Vanja, Il Don Giovanni, Servo per Due e Giocando con l'Orlando........... 15 €

 

Per il progetto DUSEscuola viene riservato un numero limitato di poltrone.
 

Informazioni & Prenotazioni
051 226606
info@teatrodusebologna.it
www.teatrodusebologna.it


Con il patrocinio di
Rer Bologna Provveditorato
In collaborazione con Scuola


 22 Dicembre 

TANGO CUENTO

L Emigrazione Transoceanica ITALY- BUENOS AIRES dal 900



 
di Luigi Bisello e Tania Grisostomi
Compagnia "Itangoliardici"
regia di Serendipity Art


Orari Spettacoli

Domenica ore 21



Prezzi biglietti

SETTOREINTEROUNDER 25
PLATEA E 1 GALLERIA 18 10
2 GALLERIA 15 10

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Tango Cuento è lo spettacolo che rappresenta la V Edizione di "E' più Natale" di Serendipity Art e va ad inserirsi tra gli appuntamenti del programma del Festival Internazionale di Tango Argentino "Last Tango for Unicef" (in scena a dicembre a Bologna), a sostegno del progetto "Vogliamo Zero" di Unicef.

Nasce da un'idea di Luigi Bisello e Tania Grisostomi, i quali dirigono, oltre ad essere interpreti, la compagnia teatrale "Itangoliardici". Regia di Sebastiano Spada.

 
Tango Cuento è la fusione di culture eterogenee, dove tanti Italiani hanno realizzato la loro nuova esistenza, incontrando il Tango. Un nuovo modo espressivo, che si ballava tutta la notte, nei ghetti, nei sobborghi e nelle milongas della Boca.
La frenetica evoluzione del Tango, dalla Guardia Vieja, alla Guardia Nueva, ad Oggi.

 

"L'appuntamento di una sera per il viaggio di un secolo". Questo il "claim" scelto dagli autori per trasmettere il sentimento vissuto da chi è stato costretto ad attraversare l'Atlantico agli inizi del 900, con la speranza nel cuore.

Tango Cuento è diviso in 17 brani suggestivi, ognuno a rappresentare uno spaccato che ha segnato l'evoluzione del Tango Argentino. Tra questi spicca "La Cumparsita", il brano più famoso di questo filone, scritto dal giovane Gerardo Hernan Matos Rodriguez per i suoi amici studenti che amavano sfilare mascherati in maniera bizzarra.

Maggiori informazioni su www.serendipityart.it


 27 Novembre 

MUSICA NUDA

Banda Larga Tour 2013



 
Petra Magoni (voce) e Ferruccio Spinetti (contrabbasso)


Orari Spettacoli

Mercoled ore 21



Prezzi biglietti

<
SETTOREINTERO
PLATEA 24,20
1 GALLERIA 19,80
2 GALLERIA 16,50

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Assistere ad un concerto di MUSICA NUDA è come entrare in una dimensione musicale ed emozionale inaspettata dove la voce di Petra Magoni e il contrabbasso di Ferruccio Spinetti ammaliano lo spettatore portandolo all'interno di in mondo sonoro da cui difficilmente deciderà di uscire.

La scaletta dei concerti del progetto MUSICA NUDA prevede le canzoni del nuovo disco "Banda Larga", alcuni grandi classici e cover che il pubblico di MUSICA NUDA richiede ad ogni concerto del duo (Guarda che luna, Il cammello e il dromedario, Come together) a cui si aggiungono brani mai incisi da Petra e Ferruccio.
Il tour di MUSICA NUDA non si è davvero mai fermato, anzi, Petra Magoni e Ferruccio Spinetti hanno portato il loro progetto in importanti rassegne italiane e internazionali suonando sui principali palchi italiani e riuscendo a raggiungere anche prestigiosi spazi internazionali come l'Olympia di Parigi e città importanti come Madrid, Tunisi, Salisburgo, New York, Toronto, Pechino, San Pietroburgo, Quito, Mosca, Istanbul e stati come l'Olanda e la Polonia. Inoltre sono stati ospiti del Tanz Wuppertal Festival di Pina Bausch e sempre in Germania hanno aperto i concerti di Al Jarreau riscuotendo ovunque un grande successo.

 
Biografia
A volte il caso riesce a combinare per bene le cose. E questa è la storia di MUSICA NUDA, l'atipico duo nato dall'incontro casuale tra Petra Magoni e Ferruccio Spinetti.
Nel 2003 i due si incrociano per la prima volta: Petra canta e Ferruccio è il contrabbassista degli Avion Travel (lo è stato dal 1990 fino al 2006). In quel periodo Petra Magoni ha in programma un mini-tour in alcuni piccoli club della "sua" Toscana con un amico chitarrista. Proprio il giorno del loro primo concerto in programma, quest'ultimo si ammala. Petra, invece di annullare la data, chiede a Ferruccio se ha voglia di sostituirlo all'ultimo minuto e lui d'impulso risponde sì.Il concerto ottiene un tale successo che i due protagonisti di questo "Voice'n'bass" combo nel giro di qualche settimana mettono insieme un intero repertorio, composto dalle canzoni che più amano, e di slancio registrano in mezza giornata il loro primo album: "MUSICA NUDA", in uno studio vicino a Pisa.
Un po' jazz, un po' canzone d'autore, un po' rock, un po' punk, e infine anche musica classica. Quando "la musica è nuda" non ci sono più confini, il suono originalissimo di Petra e Ferruccio si insinua in ogni composizione e le restituisce vita nuova, dando prova di una ecletticità davvero sorprendente.
MUSICA NUDA è un progetto coraggioso, indipendente, libero, quasi una moderna versione del canto con accompagnamento di basso continuo, in uso nel Rinascimento, ed è anche l'arte di saper riportare all'essenziale la musica (brani noti e inediti siano essi di repertorio lirico, jazz, pop o soul) per scovare al suo interno il significato più profondo.
C'è un altro aspetto da non tralasciare: Musica Nuda è l'arte di rivalutare il "silenzio musicale" (quella chiave fondamentale e così spesso sottovalutata per entrare in contatto con l'emozione) cercando di esaltare il silenzio nella musica e la musica nel silenzio, riportando in primo piano il testo, la storia, il significato di ogni singola canzone, sia essa drammatica, allegra, energica, sentimentale, scanzonata.
In MUSICA NUDA due personalità artistiche così diverse ma perfettamente complementari come quelle di Petra Magoni e Ferruccio Spinetti incarnano quell'arte di sapersi confrontare musicalmente con quella complicità e quell'umorismo che non fanno sentire la mancanza d'altro.
Una voce (quella di Petra) che si fa interprete di emozioni, un contrabbasso (quello di Ferruccio) che si fa orchestra. Con semplicità, umiltà, impegno, dedizione e tanto amore per la musica già scritta, da scrivere o da riscoprire, dissotterrandola da spesso immeritati dimenticatoi

 


 16 Dicembre 

IL CONCERTO